sabato 26 giugno 2010

ALLEGRI FIRMA PER IL MILAN


Massimiliano Allegri , ex allenatore del Cagliari, e Adriano Galliani si sono incontrati nella sede del Milan e hanno trovato l'accordo: per il tecnico contratto biennale. Risolti anche tutti i problemi contrattuali con il Cagliari relativi ai collaboratori dell'allenatore (Landucci, Grani e Folletti), come ha confermato il d.g. del Cagliari Francesco Marroccu uscendo dalla sede rossonera ieri mattina. Altra conferma: la compartecipazione per Astori è stata rinnovata, e dunque il difensore resterà a Cagliari.

Ieri alle ore 13 circa è stato pubblicato il comunicato ufficiale sul sito del Milan: "L' A.C. Milan comunica che Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore della Prima Squadra. Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 Giugno 2012". Alle 13,20 Massimiliano Allegri è uscito dalla sede con Adriano Galliani: primo pranzo di lavoro da nuovo allenatore del Milan.

La firma sul contratto e poi il pranzo in un noto ristorante milanese: "Sono molto contento di questo giorno", ha detto il neo tecnico rossonero uscendo dal locale, accompagnato da un Adriano Galliani che però non ha rilasciato dichiarazioni. "È stato un mese un po' lungo - ha proseguito Allegri - però sono contento. Ora avremo tutto il tempo per preparare la stagione". Per Allegri "bisogna cercare di lavorare nel miglior modo possibile per ottenere il massimo" ma non ha parlato di mercato: "Non abbiamo parlato di niente - ha detto - però abbiamo mangiato bene, quindi si può dire che l'avventura è cominciata bene". Lo spogliatoio del Milan "non mi spaventa - ha concluso Allegri - lo staff tecnico è già tutto con me. Ora un po' di vacanza".

"VERGOGNA ITALIA" IL MONDO DEL CALCIO CI CRITICA




La sconfitta dell'Italia è senza giustificazioni nè attenuanti. Tutti i vari quotidiani del mondo parlano di un Italia vergognosa. Il Guardian giudica "drammaticamente bello", "ciò di cui un mondiale ha bisogno". "Per larga parte dell'incontro l'Italia è stata semplicemente surclassata da una squadra più fresca", scrive il quotidiano britannico che giudica gli azzurri "irriconoscibili rispetto alla squadra campione del mondo nel 2006 che aveva concesso solo due gol in tutto il torneo". E ancora: "Uno choc la prestazione italiana ma che non ha stupito chi aveva visto l'Italia in azione contro la Nuova Zelanda".


"Vergognosa uscita" anche per il Times "la peggiore degli ultimi anni". "La grande tradizione italiana tradita vergognosamente dagli azzurri 2010, mascherati assurdamente da campioni del mondo, e costretti ad abdicare a Ellis Park", scrive il Daily Telegraph. Ma il giudizio più severo arriva dal Daily Mail: "Ora sappiamo perchè Capello ha scelto l'Inghilterra!". Italia umiliata a Johannesburg "dove va in scena un incontro epico, di dramma intrigo e gol", per il Mail che giudica il mea culpa finale di Lippi "il più eloquente e coerente gesto italiano di tutto il giorno". "È un singhiozzo italiano per Lippi", titola il Sun con un gioco di parole tra "job" e "sob". "Ciao! Tristi italiani sbattuti fuori dal mondiale", l'apertura del Mirror che pubblica il pianto di Fabio Quagliarella a fine gara.

Non meno cattivi i titoli dei giornali spagnoli per un Italia brutta vista in Sudafrica: "Arrivederci volgare Italia" scrive As, "L'Italia esce dal Mondiale con una vergognosa sconfitta" titola El Periodico, e Publico dice che "L'Italia piange dalla vergogna". La Razon sentenzia che "L'Italia non è più l'Italia", El Pais e El Mundo rilevano che gli azzurri hanno "toccato il fondo", Marca scrive "Lippi, colpevole", Abc afferma che "L'Italia ha trovato la pallottola della sue roulette russa" e Sport parla di una "brutta immagine" del calcio italiano.


Durissimi i commenti dei giornali spagnoli dopo il disastro degli uomini di Lippi. L'Italia, scrive Abc, "non sa più giocare al calcio, e non le interessa": "prima aveva gente come Pirlo, Del Piero, Baggio, ora non li ha più o non li tira fuori". "Il 24 giugno 2010 sarà ricordato in Italia come uno dei giorni più umilianti per il calcio azzurro", scrive El Periodico: "un miserabile pareggio bastava per passare agli ottavi, ma l'Italia è finita ultima di un gruppo facilissimo". È stato, conclude il quotidiano, "un disastro maiuscolo" per l'Italia. Per El Mundo la squadra azzurra è stata "senza anima e senza logica". "La verità, scrive il quotidiano di Madrid, è che l'Italia non aveva alcuna difesa possibile: una squadra dominata dalla paura, incapace di esprimere idee e un calcio degno".


"La vergogna del fallimento cresce davanti alla mediocrità del gruppo: davanti a Slovacchia e Nuova Zelanda gli azzurri hanno fatto acqua da tutte le parti, forse confusi dai continui cambi di modulo di Lippi". Per Publico l'Italia "se ne va perchè non ha avuto il portiere, nè la difesa, nè il centrocampo, nè il goleador di sempre", è stata senza "un Totti, un Baggio, un Del Piero o un Paolo Rossi". "Il campione è caduto", ma era "una squadra appannata". La Vanguardia punta il dito contro Lippi: "il messaggio che Italia era senza magia lo aveva dato lui".


In Slovacchia tutt'altro umore "Era la seconda giornata più bella della mia vita, dopo la nascita di mio figlio, sono orgoglioso di tutti quanti", ha esultato il coach Vladimir Weiss in dichiarazioni ai giornalisti dopo la partita. "Eravamo sotto una pressione immensa, ma ciò nonostante siamo riusciti a dare un'ottima prestazione, tutti i giocatori hanno superato le loro possibilità", ha detto. Secondo il tabloid Blesk, gli italiani hanno giocato in maniera ingenua. soprattutto nella prima parte erano come dei "maccheroni scotti", forse pensavano che gli slovacchi si sarebbero sconfitti da soli. "C'abbiamo messo il cuore e ciò è stato decisivo", ha detto ai media slovacchi Robert Vittek, autore di due reti. "È un successo enorme, non ci credevo, abbiamo spostato in avanti i limiti del calcio slovacco, eravamo degli outsider, adesso siamo entrati negli ottavi". "Gli uomini mi quardavano di traverso perchè volevo continuare le trattative politiche", ha detto alla tv Ta3 Iveta Radicova, futuro premier slovacco. "Abbiamo fatto una pausa", ha aggiunto il collega Josef Mihal, di un altro partito coinvolto nel negoziato. "Viva la Slovacchia", ha esclamato l'ex commissario Ue, Jan Figel: "gli italiani sono perfetti, ma anche i perfetti sono vincibili", ha aggiunto. Ondata di euforia anche da parte degli oltre 2.000 tifosi slovacchi presenti allo stadio a Johannesburg, e nel centro di Bratislava dove è stata seguita da migliaia di persone davanti a maxi-schermi.
In Giappone c'è sorpresa "Non è l'Italia cui siamo abituati", ha notato lo Yomiuri, il più diffuso quotidiano al mondo con oltre 10 milioni di copie solo nell'edizione del mattino. La squadra, ha aggiunto ancora in un articolo dall'emblematico titolo 'Italia, crolla la difesà, "ha perso ben 7 punti su tre partite, trovandosi sempre in affanno in ogni match e nella posizione di rincorrere e di dover recuperare".


Giudizi duri anche dall'Asahi, il secondo quotidiano del Sol Levante, titola 'Italia, fine della gloria. "Bisognava mettersi le mani davanti agli occhi. Anche il 'catenaccio, parte della tradizione italiana, è venuto meno". Il risultato contro la Slovacchia "lascia una macchia nella storia degli Azzurri". Fabio Cannavaro diventa quasi il simbolo di una squadra dissoltasi in quattro anni ("in Germania era stato eletto migliore giocatore del mondo"), colpa anche del ct Marcello Lippi "che ha continuato a fare leva sulla vecchia guardia".

Nel mondo non va meglio. "La Slovacchia fa una delle più grandi sorprese battendo l'Italia", ha scritto anche al Arab al Youm in Giordania. "L'Italia da l'addio prematuro alla coppa del mondo" è invece il titolo di al Qabas del Kuwait, mentre per il siriano al Thawra "i campioni del mondo escono dalla porta di servizio". "Gli slovacchi divorano gli spaghetti" e il titolo di al Watan del Qatar, mentre per al Ittihad degli Emirati Arabi Uniti "gli slovacchi hanno assassinato il sogno degli italiani". "Continua la caduta dei più grandi: gli azzurri (in italiano) seguono i galli", ha scritto, riferendosi ai francesi, il panarabo al Hayat, che descrive la sconfitta dell'Italia come "drammatica". "I campioni del mondo seguono i vice-campioni", ovvero i francesi, ha scritto un altro quotidiano internazionale arabo, Asharq al Awsat. I libanesi l'Orient le Jour e al Mustaqbal, hanno invece scritto in prima pagina "Ciao Italia".

venerdì 11 giugno 2010

RAFA BENITEZ BENVENUTO ALL'INTER


È ufficiale: Rafael Benitez è il nuovo allenatore dell'Inter. Questa la nota apparsa sul sito nerazzurro: «L'Inter dà il benvenuto a Rafael Benitez. Stamane, con reciproca soddisfazione, è stato definito l'accordo biennale che legherà il tecnico spagnolo alla Società fino al 30 giugno 2012. Martedì 15 giugno 2010, a partire dalle ore 12, Rafael Benitez sarà a disposizione della stampa per la conferenza di presentazione che si svolgerà al centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile (Como)».

Nell'annunciare il nuovo tecnico, l'Inter respinge le critiche sullo squilibrio dei propri bilanci. «Rafael Maudes Benitez è uno dei signori del calcio europeo - si legge sul sito nerazzurro - uno dei pochi che costellano di vittorie i palmares delle squadre di cui sono alla guida. Arriva all'Inter intanto che il pallone italiano annuncia restrizioni e rinunce, ma i bilanci sono materia di chi li sa trattare. Si può avere Benitez e non rinunciare alla ragionevolezza delle cifre, basta saperlo fare». «Nato a Madrid il 16 aprile 1960 - continua la nota - a ventidue anni si laurea in educazione fisica a pieni voti nella capitale spagnola, la carriera come allenatore inizia subito, con le esperienze nei settori giovanili del Castilla e del Real Madrid, per poi approdare al Valladolid, all'Osasuna, all'Extremadura e al Tenerife. Dopo, diventa leggenda al Valencia, che con lui vince due volte la Liga, nel 2001/2002 e nel 2003/2004. stagione in cui è sua anche la Coppa Uefa. Signore del calcio europeo lo diventa definitivamente nella stagione 2004/2005, alla sua prima stagione con il Liverpool che porta alla conquista della Champions League battendo il Milan ai rigori dopo una rimonta che rimane epica negli annuali del calcio. Fa sua anche la Supercoppa Europea, e nella stagione successiva vince Coppa e Supercoppa d'Inghilterra. Arriva in Italia con la consapevolezza di chi ha scelto in che club misurarsi, l'Inter, una formazione eccezionale, da cinque stagioni consecutive campione d'Italia e adesso anche campione d'Europa, alla sesta volta campione della coppa nazionale, sinceramente, se sei un signore dell'Europa, non fai fatica a resistere a un blasone così affascinante».

BURDISSO VUOLE SOLO LA ROMA


«La prossima settimana parlerò con Inter e Roma, con i giallorossi non ci sono problemi, troveremo l'accordo». A parlare così, ai microfoni di Teleradiostereo, è Fernando Hidalgo, procuratore di Nicolas Burdisso che la prossima settimana dovrebbe diventare definitivamente della Roma. Lui ha scelto la squadra della capitale da tempo e lo ha detto chiaramente, anche all'Inter.

«Non credo che l'Inter voglia tenerlo, vediamo se le loro condizioni andranno bene alla Roma. Dobbiamo lavorare di più sul fronte Inter. La sua valutazione? Non è una cosa che mi compete». Ma a quanto pare si aggira sui sette milioni di euro che a Trigoria hanno già messo in conto di spendere, Ranieri è stato chiaro, vuole il difensore alla ripresa degli allenamenti a metà luglio.

Un ritorno quasi certo poi è quello di Guberti. Almeno così ha detto il procuratore dell'esterno che ha passato gli ultimi sei mesi a Genova, sponda Samp. Ma c'è Ranieri di mezzo. «Per quanto mi riguarda - ha spiegato Claudio De Nicola a Romanews - visto cosa mi ha detto la società, Stefano rimarrà a Roma la prossima stagione. I dirigenti e anche Ranieri puntano forte sul ragazzo. Il mister non voleva farlo partire neanche a gennaio, ma lui aveva bisogno di giocare». L'appuntamento anche per lui è per luglio a Trigoria. Così come torneranno Okaka e Rosi che però potrebbero anche non rimanerci a lungo.

giovedì 10 giugno 2010

PATO " NON SO SE RESTO AL MILAN"


«Adesso è presto per dire se resto al Milan. Di queste cose voglio parlare solo dopo il 20 luglio, della mia squadra non sto seguendo neppure il mercato. Sono venuto un Sudafrica per questo progetto benefico della Nike e per tifare Brasile suonando la mia vuvuzela». Lo ha detto Alexandre Pato, uno dei grandi esclusi della nazionale brasiliana, a margine di un evento del suo sponsor, la Nike, che ha donato quattro campi di calcio, due in erba e due in Astroturf, alla comunità di Soweto, che li utilizzerà per far svolgere attività a più di ventimila bambini della mega-township nera di Johannesburg.

«Anche se Dunga non mi ha chiamato, - ha detto Pato - sono felice di essere in Sudafrica, perchè sono venuto per questa iniziativa. Questi campi di calcio faranno divertire e leveranno dalla strada tantissimi bambini». Intanto fuori dall'impianto Nike, che dopo i Mondiali passerà in gestione alla comunità di Soweto e alla federcalcio sudafricana, si è svolto un corteo del 'countdown' del mondiale, al quale hanno preso parte gruppi di centinaia di abitanti della township, che sventolavano bandiere e suonavano le immancabili 'vuvuzela'. Anche a Soweto, quindi, l'entusiasmo per l'imminente inizio di Sudafrica 2010 è alle stelle.
«Pato ha un contratto con il Milan fino al 2014 e intende rispettarlo. Ha solo detto che non è il momento di parlare di mercato visto che si trova in Sudafrica per un'iniziativa di beneficenza»: è quanto ha fatto sapere attraverso il Milan Gilmar Veloz, procuratore dell'attaccante brasiliano.

LA NUOVA JUVE : DOPO PEPE ARRIVA KRASIC. ORA SI PUNTA A DZEKO


Milos Krasic è il secondo grande acquisto della Juve di Andrea Agnelli. L'avvenuta intesa con il giocatore è stata ratificata nella sede bianconera di corso Galileo Ferraris nel corso di una convulsa, ma entusiasmante, giornata. Marotta ha ottenuto tutte le firme del caso (in questi casi il vecchio fax rimane lo strumento più importante) e poi ha lavorato alla definitiva bozza d'intesa con il club moscovita. Il tutto tramite Dejan Joksimovic (l'agente del serbo) e Marko Naletilic (il sapiente mediatore tra le due società) riunitisi nel corso della giornata a Mosca, dove Naletilic è atterrato in serata. L'accordo è stato raggiunto sulla base di una quindicina di milioni, forse leggermente meno, perchè Marotta tramite Naletilic proverà ad ottenere un ultimo sconto o in alternativa una dilazione dei pagamenti.

E ora Dzeko. Il bosniaco si muoverà. Anche a dispetto di qualche dichiarazione di incedibilità. E verosimilmente si muoverà verso Torino, come confidano i dirigenti di Corso Ferraris sempre più pronti a trattare, insistere, possibilmente chiudere la trattativa. La valutazione del giocatore si aggira intorno ai 35 milioni di euro, anche se in casa Juve c'è chi confida che possono bastare 28-30 milioni. Marotta proverà a inserire una contropartita tecnica, quale ad esempio Grygera, Salihamidizic, Poulsen o addirittura Diego.

mercoledì 9 giugno 2010

PRESENTATO ADRIANO AL PUBBLICO ROMANISTA

Una festa per 5mila tifosi. Allo stadio Flaminio della Capitale, hanno accolto e festeggiato sotto un sole cocente il nuovo «Imperatore» di Roma: Adriano, il calciatore che martedì ha firmato il contratto con la squadra giallorossa, ha fatto il suo ingresso in campo con la maglia numero 8. Ai tifosi inneggianti, ai compagni di squadra, ha regalato uno stentato ma efficace slogan in romanesco: «Daje Roma daje».
Sono felicissimo del mio ritorno in Italia – ha detto – ed emozionato per l’accoglienza così affettuosa». Quanto ai suoi nuovi colori, quelli della A.s. Roma, «questa maglia mi dà molte responsabilità – ha detto –: ho scelto Roma perché il calore della Capitale mi ricorda Rio de Janeiro. Non amo fare promesse, però dico che insieme vinceremo». L’Imperatore si dice «un uomo piu’ maturo», rivelando di aver «riconquistato la felicità perduta» durante la sua permanenza in Brasile. E ammettendo di aver «commesso degli errori», in passato, con cui però, non ha «problemi a fare i conti». L’inizio sarà difficile, ammette, «ma, se non mi piacessero le sfide, sarei rimasto nascosto in Brasile». Promette che si rimetterà in forma e quanto al lavoro di squadra non lo spaventa il lavoro da fare per imparare a giocare al meglio con gli altri campioni: «Mi vedo alla perfezione accanto a Francesco Totti – azzarda - Questa squadra è una Famiglia: i ragazzi mi aiuteranno a inserirmi». Qualche fischio, da una parte dei tifosi più duri, contro la presidente Rosella Sensi, poi la festa si è conclusa con un arrivederci all’Olimpico.

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BURDISSO VUOLE RESTARE ALLA ROMA


Nicolas Burdisso ha le idee chiare per il suo futuro. Quello più immediato e il sogno di vincere la Coppa del Mondo con l'Argentina di Maradona, ma subito dopo c'è la Roma.

Il difensore, infatti, ha intenzione di restare in giallorosso dopo la positiva stagione nella Capitale. «Io la mia decisione l'ho presa. Dopo cinque anni all'Inter per me è un capitlo chiuso. Sto bene a Roma e vorrei restare -ha detto a Sky- Ma la cosa non dipende da me. Devono parlarsi Moratti e la Sensi».

Restando in giallorosso, Burdisso giocherebbe con Adriano. Un acquisto che, secondo l'argentino, si rivelerà importante per la Roma: «Adriano è un grande campione. Il ritorno in Italia per lui può essere una rivincita personale. Sarà bello averlo come compagno, per la Roma può essere molto importante».

E sul Mondiale, Burdisso vede bene Argentina e Italia: «Sì, l'Argentina è tra le favorite, e con Maradona stiamo facendo bene. Ma anche l'Italia può arrivare come minimo ai quarti, l'ho detto anche a De Rossi».

PEPE è UN GIOCATORE DELLA JUVE


Simone Pepe è un giocatore della Juventus. Dopo aver sostenuto stamattina le visite mediche, il centrocampista ex Udinese ha firmato nel primo pomeriggio il contratto che lo legherà alla società bianconera. Inizialmente sembrava che la firma potesse avvenire dopo il Mondiale vista l'intenzione, da parte della Juve, di attendere la conclusione delle altre trattative (per Motta e Candreva) che interessano anche l'Udinese e, allo stesso tempo, di cautelarsi da eventuali infortuni durante la rassegna iridata. Il giocatore ha chiesto invece espressamente di firmare prima di partire per il Sudafrica con la Nazionale ed è stato accontentato dalla società bianconera.

AMICHEVOLE: BRASILE- TANZANIA 5-1

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martedì 8 giugno 2010

ADRIANO FIRMA PER LA ROMA


Adriano è ufficialmente un giocatore della Roma: l'attaccante brasiliano ha sottoscritto con la presidente Rosella Sensi il contratto che lo lega alla società giallorossa per le prossime tre stagioni. Adriano ha lasciato l'abitazione della famiglia Sensi senza rilasciare dichiarazioni, ma visibilmente soddisfatto. Si è invece soffermato il legale della Roma, l'avvocato Conte: «È tutto a posto - ha detto - È andato tutto come doveva andare. È un giocatore fantastico, siamo contentissimi».

In serata è arrivato il comunicato ufficiale dell'ingaggio del centravanti ex Inter e Flamengo Firma fino al 30 giugno 2013 per 5 milioni lordi a stagione più premi. IL COMUNICATO - Questo il comunicato della Roma: "L’A.S. Roma S.p.A. ed il calciatore LEITE RIBEIRO ADRIANO rendono noto, con reciproca soddisfazione, di aver sottoscritto il contratto economico per le prestazioni sportive, con effetti dal 1° luglio 2010, a tutto il 30 giugno 2013. Al Calciatore sarà riconosciuto un emolumento lordo di € 5 milioni, per ciascuna stagione sportiva di durata del contratto economico, oltre a premi individuali al raggiungimento di prefissati obiettivi sportivi. Il Calciatore sarà presentato alla stampa ed al pubblico domani 9 giugno 2010, alle ore 17.00, presso lo Stadio Flaminio di Roma".

«Sono molto felice di poter giocare con questa maglia, speriamo che vada tutto bene. Sono qui per dimostrare cosa so fare e sono convinto che ci riuscirò. A me non piace fare promesse, ma so cosa devo fare sul campo e vi dico che andrà tutto bene». Le prime parole di Adriano da giallorosso le ha rilasciate al Roma Channel, subito dopo la firma sul triennale che lo lega al club di Rosella Sensi. «Sono contento anche per come sono stato accolto - ha detto il brasiliano - i tifosi mi cercano ovunque, devo ringraziare tutti. Speriamo che vada tutto bene». Una frase che ripete spesso, come se la ripetesse a se stesso che ha scelto di tornare in Italia con un obiettivo su tutti: «Per un riscatto, sono qui e devo dimostrare cosa posso fare e sono convinto che lo farò». Probabilmente la sua prima gara sarà contro l'Inter, squadra da cui è andato via per tornare in Brasile dopo un periodo difficile. «Sono pronto».

Adriano è arrivato intorno alle 16.30 a Villa Pacelli dove ha incontrato il numero uno della Roma, Rosella Sensi. All'incontro presente anche la responsabile economica del club giallorosso, Cristina Mazzoleni, che ha seguito i dettagli della firma sul contratto da parte dell'Imperatore. Presenti anche Daniele Pradé e Giampaolo Montali

IL BRUTTO INCIDENTE DI VALENTINO ROSSI

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QUASI FATTA PER TONI AL GENOA


Enrico Preziosi conferma l'imminente arrivo del centravanti Luca Toni . Il presidente del Genoa ha dichiarato ai microfoni di Teleradiostereo: "Abbiamo raggiunto un accordo di massima, bisogna ancora discutere dettagli, comunque importanti. Posso dire che oggi non ci sarà la firma, noi abbiamo proposto un biennale, ma abbiamo l'intenzione comune di chiudere".

"Giovedì i miei uomini, in occasione di una riunione, parleranno anche con la Roma, ma non di Julio Baptista. L'arrivo di Toni esclude, anche per questioni tattiche, l'ingaggio del brasiliano. Non chiudo la porta ad altre trattative, difficile per noi rinunciare a un giocatore come Sculli, che può piacere alla Roma, perché Giuseppe ha scritto pagine importanti della storia recente del Genoa. Per Amelia magari dovremmo pensare a contropartite tecniche. Uno scambio con Doni lo vedrei difficile, perchè si tratta di due portieri di elevato rendimento e proprio per questo non ci sarebbe motivo per scambiarli".

"La Roma potrebbe essere interessata a Mesto, noi siamo aperti alle trattative, non esiste parlare di impossibilità di negoziazioni, noi oltre ai soldi vogliamo crescere, vogliamo migliorare, siamo disposti anche a intavolare trattative di scambio. Nella Roma è ovvio che mi piaccia De Rossi, ma mi piace anche Brighi per esempio".

"Stiamo ricevendo messaggi per Papastathopoulos, Moretti, Mesto. Dobbiamo definire la comproprietà di Bonucci, altro giocatore molto appetito. Possiamo parlare con chiunque, e per questo possiamo lavorare anche con degli scambi, anche perché di soldi ne girano pochi, fare calcio mercato significa quasi andare al mercato della frutta, per scambiare i fagioli con le patate, poi il Genoa sarà attento come ogni stagione a pescare giocatori stranieri che possano rappresentare sorprese. Sulla scia dell'ingaggio, per esempio, di Papastathopoulos, che è un nazionale, che in difesa può ricoprire più ruoli, e che può avere un valore di mercato elevato. Se Zamparini chiede 20 milioni per Kjaer, noi possiamo chiederne 15 per il greco".

IBRAHIMOVIC AL MANCHESTER CITY PER ROBINHO


Quindici milioni di euro più Robinho. Sarebbe questa l'offerta che il Manchester City è pronto a presentare al Barcellona per Zlatan Ibrahimovic. Secondo il Daily Mail, c'è già stato un primo contatto fra le due società. Robinho è in prestito al Santos dallo scorso gennaio: il club brasiliano non avrebbe intenzione di acquisirlo a titolo definitivo e il City è pronto a rinunciare al giocatore della Selecao per accontentare Roberto Mancini.

HIGUAIN AL REAL FINO AL 2016


L'attaccante argentino del Real Madrid, Gonzalo Higuain, ha prolungato di altri tre anni il contratto con le Merengues, fino al 2016. Lo annuncia la stessa società spagnola dal proprio sito internet. Nei giorni scorsi indiscrezioni della stampa iberica davano Higuain in partenza ma l'arrivo al Bernabeu di José Mourinho a quanto pare ha fatto cambiare idea al 22enne calciatore argentino, punto di forza della Seleccion di Diego Armando Maradona.

lunedì 7 giugno 2010

INTERVISTA A FRANCESCA SCHIAVONE DOPO ROLAND GARROS

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MARCHISIO " ROMA LADRONA"

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MENTRE UNICREDIT CHIEDE AD ANGELINI DI PRENDERE LA ROMA, ADRIANO SBARCA IN ITALIA PER PORRE LA FIRMA AL CONTRATTO CHE LO LEGHERà ALLA ROMA


Trenta giorni per convincere Angelini a comprare la Roma. E' questo l’obiettivo di Unicredit, che deve rientrare del credito di 350 milioni nei confronti di Italpetroli, che detiene il pacchetto di maggioranza della Roma. La Sensi è già disposta 'a fare un passo indietro di fronte a un'offerta seria', e Unicredit eviterebbe volentieri di ricevere l'As Roma (e altri assets di Italpetroli) come compensazione del credito per due motivi: 1) Sarebbe costretta a un'Opa sul 33% del capitale sparso tra i piccoli azionisti della Roma (valore di circa 35 milioni); 2) Dovrebbe gestire un mercato difficile e una tifoseria che non vorrebbe vedere la squadra all'asta.
Per questo Unicredit starebbe pressando Francesco Angelini, imprenditore farmaceutico e tifoso della Roma, che però sta prendendo tempo prima di presentare un'offerta ufficiale. E di tempo ne rimane ormai poco. Entro il 23 giugno, infatti, i Sensi dovranno trovare un'intesa con Unicredit in vista del nuovo arbitrato e il 30 giugno è la data ultima per certificare il bilancio della società.


Adriano non vede l'ora di giocare con Totti. Atterrato in orario da Rio de Janeiro il nuovo attaccante giallorosso non ha nascosto il suo entusiasmo: «Hai voglia di giocare con Totti?», gli è stato chiesto dai tanti giornalisti presenti. L'Imperatore non si è fatto trovare impreparato: «Ho voglissima di giocare con Totti. Sono felicissimo, devo lavorare tanto e fare dei grandi allenamenti e spero che vada tutto bene. Sarà un piacere giocare contro l'Inter in Supercoppa, ho tanto rispetto per questa squadra e per il presidente Moratti».Nelle prossime ore Adriano sarà a Roma per incontrare il presidente Rosella Sensi.

giovedì 3 giugno 2010

PRANDELLI NOSTRO NUOVO CT DELLA NAZIONALE


Cesare Prandelli sarà il nuovo commissario tecnico della nazionale azzurra. L'ex tecnico della Fiorentina ha raggiunto un accordo con il presidente della Figc Giancarlo Abete per i prossimi 4 anni e comincerà a lavorare al termine del mondiale. La presentazione ufficiale di Prandelli avverrà al termine del mondiale in Sudafrica.

«È una pratica già evasa da tanto tempo per quello che mi riguarda», commenta il commissario tecnico della nazionale azzurra Marcello Lippi. «Del mio amico Cesare ne parlerà il presidente al momento giusto - dice Lippi -. Sapevate che avevo parlato con Abete e l'avevo fatto a Natale perché con lui ho un bellissimo rapporto. La federazione stava cercando un altro ct, l'ha trovato e Prandelli è la persona giusta».

LUCA TONI PRONTO PER IL GENOA


Intervistato nel corso del programma radiofonico "1927", sull'emittente romana TeleRadioStereo, il centravanti del Bayern Monaco Luca Toni ha aperto definitivamente alla possibilità di rimanere in Italia, con il Genoa principale candidato a metterlo sotto contratto: «La mia intenzione è quello di restare nel mio paese, anche se ho offerte importanti dall'estero; non importa che il progetto sia imponente, a me basta che sia credibile. Prima dovrò parlare con il Bayern, ma non credo ci saranno problemi; Preziosi sta facendo davvero di tutto per avermi, è bello sentirsi così desiderati». Dopo aver apertamente dichiarato l'interesse da parte del Napoli nei suoi confronti, Toni sembra essere sempre più vicino al club rossoblù, con cui potrebbe accordarsi per un biennale.

D'AGOSTINO PRIMO ACQUISTO VIOLA


Grande corteggiamento della Fiorentina nei confronti di Gaetano D'Agostino. Anzi, secondo quanto trapela nelle ultime ore, la Fiorentina sarebbe vicinissima a D'Agostino, praticamente a un passo.

Di fronte a un'offerta viola di circa 9 milioni di euro l'Udinese avrebbe accettato le avances del club gigliato. Sembra dunque che il primo colpo, quello a centrocampo preannunciato in giornata da Firenzeviola.it abbia il volto e il nome di Gaetano D'Agostino al momento vicinissimo alla Fiorentina, tanto da far pensare che l'operazione possa anche essere già conclusa e presentata, magari, subito dopo l'arrivo di Sinisa Mihajlovic sulla panchina gigliata.

IDEA SUBOTIC PER L'INTER


Secondo il sito 4-4-2.com, l'Inter prova ad acquistare il talentuoso centrale della nazionale serba Neven Subotic (21), da tutti i più grossi club d'Europa: il Borussia Dortmund, società che ne detiene il cartellino, sarebbe infatti interessato all'ala portoghese Ricardo Quaresma (26), cercato anche da Genoa, Besiktas, Manchester City, Fenerbahçe e Sporting Lisbona (le ultime due destinazioni già rifiutate dal giocatore) come parziale conguaglio tecnico. La scadenza del contratto del giovane serbo è prevista per il giugno 2014, e, data la giovane età del giocatore, è comunque possibile la sua permanenza tra le fila del Borussia ancora per una stagione.

mercoledì 2 giugno 2010

ZAMPARINI " FATTA PER PINILLA. PER MACCARONE VEDREMO"


Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport 24 sulle prossime mosse di mercato dei rosanero: "Pinilla? Sì, c'è l'accordo. E' una buona punta, una buona operazione di mercato. Sicuramente viene a titolo definitivo. Maccarone? Seguiamo tante punte, tre o quattro, una delle quali è Maccarone. Non è più giovanissimo, vediamo un attimo. Amauri? E' impossibile che torni a Palermo per via dello stipendio che prende alla Juventus e per le motivazioni che avrebbe. Cavani? Sono tre anni che è con noi, quando vorrà andare via, se ne andrà. Cavani può rescindere il contratto per 23 milioni".

martedì 1 giugno 2010

GERRARD è IL SOGNO DELL'INTER


Nell'Inter del nuovo corso qualcosa si muove. Moratti, Oriali e Branca stanno lavorando per rinforzare l'organico nerazzurro.

A centrocampo verranno fatti almeno un paio di interventi. Gerrard è il nome in cima alla lista dei desideri di Massimo Moratti, il quale peraltro non ha certo nascosto una certa simpatia per il capitano dei Reds. Il giocatore avrebbe deciso di lasciare la Premier perché affascinato dall'Italia e dal club di Moratti. Ma non è l'unico, perché sulla lista di Oriali e Branca figura il nome dello spagnolo Xabi Alonso. Guarda caso un altro ex giocatore del Liverpool che al Real Madrid non ha entusiasmato e che non convincerebbe particolarmente Josè Mourinho. Resta sempre aperta una finestra con il Real Madrid per il nazionale francese Lassana Diarra classe 85, anche se il sogno resta un certo Fabregas, per il quale il numero uno di Palazzo Saras era anche disposto a mettere sul piatto il cartellino di Balotelli, ma per lo spagnolo il Barcellona ha bruciato tutti.

CAPELLO RIMANE ALLA GUIDA DELLA NAZIONALE INGLESE. MORATTI NON HA FRETTA , MA HA BISOGNO DI UN ALLENATORE VINCENTE


Fabio Capello resta in Inghilterra. Il suo trasferimento all'Inter era più di un'idea. L'ex tecnico di Roma e Juventus era per Moratti il giusto erede dello Special One. Più di Hiddink, Guardiola e Mihajlovic. Questione di carisma, di mentalità, di polso.

Ma le indiscrezioni che arrivano da Londra, dal quartiere generale delle federazione inglese sono chiare: Capello rimarrà sulla panchina dell'Inghilterra fino al 2012, anche in caso di vittoria del Mondiale. Una conferma di quanto aveva detto Capello al Sun: "Sono il ct dell'Inghilterra, vado via solo se mi licenziano".
Massimo Moratti ha più volte ribadito in questi giorni di non aver fretta. La scelta del mister è una strada tortuosa e pericolosa. Guardiola è troppo legato all'ambiente catalano e salvo sorprese durante le elezioni del nuovo presidente del Barcellona non si muoverà dalla Spagna. E nemmeno la grande amicizia con Roberto Baggio, possibile futuro dirigente dell'Inter, riuscirà a fargli cambiare. C'è poi Guus Hiddink, ma il tecnico olandese è blindato da un contratto milionario appena firmato con la Turchia. Restano Mihajlovic e Benitez.

Il tecnico serbo piace a Moratti, ma la decisione finale resta in stand by a causa dalla mancata esperienza in panchina. Non è uno no definitivo, Mihajlovic resta un candidato, altrimenti non si spiegherebbe perchè la Forentina non ne ha ancora ufficializzato l'ingaggio. C'è poi Benitez, che vuole davvero rimanere a Liverpool, ma vuole garanzie e un progetto vincente. Moratti può dargli ciò che chiede ma il suo arrivo, tra buona uscita e ingaggi dello suo staff, comporterebbe uno sforzo enorme per le pur piene casse del club. Tanti dubbi, una sola certezza. Mourinho se n'è andato. E ha lasciato il vuoto.

JULIO SERGIO RINNOVA CON LA ROMA FINO AL 2014


La Roma blinda Julio Sergio. La società giallorossa ha annunciato il rinnovo del portiere brasiliano fino al 2014. L'annuncio è stato dato dallo stesso club con un comunicato sul sito ufficiale.

«L’A.S. Roma S.p.A. ed il calciatore JULIO SERGIO BERTAGNOLI rendono noto, con reciproca soddisfazione, di aver raggiunto l’accordo per il prolungamento del contratto economico per le prestazioni sportive ad oggi in vigore sino a tutto il 30 giugno 2014. Al Calciatore sarà riconosciuto un compenso lordo di € 1,3 milioni, per le stagioni sportive 2010/2011 e 2011/2012, di € 1,4 milioni, per la stagione sportiva 2012/2013, e di € 0,7 milioni, per la stagione sportiva 2013/2014, oltre a premi individuali al raggiungimento di prefissati obiettivi sportivi».

JOSè MOURINHO SI PRESENTA AL REAL, MA NON DIMENTICA L'INTER


E' iniziata l'avventura di José Mourinho al Real Madrid. Lo Special One si presenta al Bernabeu ma non dimentica i nerazzurri: “Non posso dimenticare i miei ex giocatori. Ho avuto una squadra fantastica con giocatori meravigliosi, che spero possano vincere tutto il prossimo anno tranne la Champions – dice lo Special One nella conferenza stampa di presentazione -. Lo dico con il cuore: non posso dimenticare quel gruppo che è stato veramente fantastico. Il prossimo allenatore dell'Inter sara' molto fortunato. Potra' giocare il Mondiale per club e vincere tre titoli subito, e' fortunato. Non ho parlato con il presidente Moratti per il prossimo allenatore. L'Inter ha una squadra per il futuro, anche se alcuni giocatori hanno meno anni davanti rispetto ad altri. L'Inter e' stata costruita per avere successo oggi e domani. Per i campioni d'Europa ci vuole un allenatore di qualita', qualsiasi tecnico che arrivera' deve essere intelligente a seguire la strada. Se io sono il miglior allenatore del mondo? Ritengo che ci sia un gruppo di allenatori che sono i migliori. Poi è ogni stagione a decidere chi è il migliore. Non sono un falso umile e mi pare che per la stagione 2009-2010 ho meritato di vincere tutti i trofei”.

Ma da oggi è tempo di pensare al Real: “Non so se sono nato per allenare il Real Madrid, ma sicuramente sono nato per fare l'allenatore di calcio – dice Mourinho -. La cosa più importante è la mia attrazione per la storia del Real Madrid, per le sue frustrazioni negli ultimi anni e per la voglia di tornare a vincere. E' un club unico. Non allenare il Real Madrid sarebbe un buco nella carriera, per fortuna la mia carriera è molto bella e sono molto orgoglioso di essere qui. Ma la cosa più bella sarebbe vincere qui e questa è la mia motivazione. Se temo l'esonero? Penso che tutti gli allenatori debbano essere preparati a essere sostituiti. Ma se un allenatore ha paura di essere allontanato non lavora bene e ci saranno grosse difficoltà. Io sono un allenatore con una grandissima autostima, ho grande fiducia in me stesso e non penso di essere sostituito. Anzi, il contrario. Quattro anni di contratto sono sufficienti per vincere, per costruire una squadra con una sua identità e pensare anche al futuro. La sostituzione di Pellegrini non mi fa felice, ma questo è il calcio. Ho moltissima fiducia nei miei nuovi giocatori. Spero e sono convinto che loro avranno fiducia in me. Prometto di non cambiare, di rimanere José Mourinho”.

Nessuna indicazione sul mercato “E' troppo presto per parlare di cambiamenti, è ora di raccogliere informazioni ed elaborarle, capire dove mi trovo e qual è la mia situazione. Non abbiamo bisogno di cambiamenti enormi, ma di tre-quattro giocatori. Non credo che sarà un'estate con tantissime notizie da scrivere sui nuovi giocatori del Real Madrid. Penso che sarà un'estate più tranquilla, un'estate per parlare del Sudafrica. Credo che sia una cosa normale parlare di Maicon e Lampard, è facile per la stampa dare dei nomi in pasto al pubblico”.

Poi carica l'ambiente: “Ho vinto tutto quello che è possibile vincere con i club, ma non dormo sugli allori. Il presidente mi ha detto che gli manca molto il momento in cui il Real ha vinto l'ultima coppa. A partire da ora io e il Real saremo una cosa unica e vorremo una cosa unica”.

Non manca una stoccatina ai rivali di sempre: “"Non sono l'anti-Barcellona, mi preoccupo del Real Madrid non del Barcellona. Mi preoccupa la costruzione di un grande Real Madrid. Non voglio né parlare né pensare al Barcellona. Se i suoi tifosi mi odiano il problema non è mio".