mercoledì 30 novembre 2011

RECUPERO SERIE A : NAPOLI JUVENTUS 3-3. CONTE"se non ci fosse stato il cuore non avremmo rimontato"

«Oggi il bicchiere lo vedo mezzo vuoto, il primo tempo abbiamo fatto spettacolo ma nel secondo abbiamo pagato i troppi impegni». È deluso il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, per il pari subito in rimonta da 3-1 a 3-3 dalla Juventus. «Per noi era la quarta partita consecutiva - ricorda Mazzarri ai microfini di Sky - la concentrazione doveva rimanere alta per altri 20 minuti. Siamo calati e si è visto, sul 3-1 pensavo di averla vinta anche se eravamo in difficoltà dal punto di vista fisico». «Dispiace - aggiunge il tecnico del Napoli - perché pensavo di averla vinta sul 3-1 e sul 3-3 c'è stato un passaggio del nostro difensore. Dal punto di vista della fortuna ci va tutto storto. Pandev? è un giocatore di altissimo livello, non ci stupisce, doveva trovare solo la condizione giusta».


«Ci sono risposte importanti da parte di tutto il gruppo, se non ci fosse stato il cuore non avremmo rimontato». Il tecnico della Juventus, Antonio Conte, è felice per la prestazione di carattere della sua squadra  «L'inizio è stato difficile e ci siamo adeguati in modo soft - spiega Conte ai microfoni di Sky - loro sono partiti forte e c'è stata qualche disattenzione da parte nostra. Oggi il Napoli e l'ambiente al San Paolo avrebbe stroncato qualsiasi squadra, sono orgoglioso di essere l'allenatore di questi ragazzi. Sono riusciti a gettare il cuore oltre l'ostacolo e oggi l'ostacolo era durissimo da superare».


martedì 29 novembre 2011

LAMELA A OSVALDO "CHIUDI LA BOCCA TU NON SEI MARADONA"


"Chiudi la bocca, tu non sei Maradona". Questa la frase incriminata che Erik Lamela avrebbe rivolto a Pablo Daniel Osvaldo provocando l'irata reazione del compagno di squadra. Lo riporta il sito del quotidiano catalano 'El Confidencial', che svela il retroscena dietro la lite tra i due giocatori della Roma.

Osvaldo, multato e sospeso per la prossima partita contro la Fiorentina, durante la partita contro l'Udinese si sarebbe lamentato con Lamela per un mancato passaggio. Il giovane argentino ha, però, ignorato le parole del compagno di squadra che, successivamente lo ha sgridato: "Sono più grande di te, e qui non siamo al River (il River Plate, l'ex squadra di Lamela ndr). Quando ti parlo mi devi rispondere". A quel punto è arrivata la risposta ironica di Lamela. "Falla finita, chiudi la bocca. Tu non sei mica Maradona". Da qui la reazione dell'italo-argentino che ha colpito con uno schiaffo l'ex River. I due sono stati poi separati dai compagni di squadra. Irremovibile l'allenatore spagnolo avrebbe ribadito: "Queste sono scelte mie, come gli allenamenti o chi deve stare in silenzio". Osvaldo, pentito per quanto accaduto, sta vivendo malissimo la situazione.

DUE MALVIVENTI HANNO CERCATO DI DARE FUOCO ALLA MOGLIE DI TABAREZ


Sfiorato il dramma in casa Tabarez, allenatore dell’Uruguay ed ex Milan , è rimasta vittimadi un’aggressione, o forse sarebbe meglio dire di un attentato, che ha rischiato di ucciderla. La signora Silvia Martinez, nel primo pomeriggio di sabato, stava uscendo di casa per andare a fare delle compere quando è stata avvicinata da due uomini in motocicletta con il viso coperto da caschi integrali. Uno dei due ha lanciato sulla donna del liquido infiammabile e poi le ha dato fuoco con un accendino, poi la coppia ha fatto perdere le tracce di sé. Le urla della vittima hanno attratto il marito, Oscar Tabarez, che si è precipitato fuori dalla sua villa, prestato i primi soccorsi alla moglie in attesa dell’arrivo di un’ambulanza.

La donna è stata trasportata presso un ospedale della capitale uruguayana Montevideo, dove i medici hanno potuto curare le ustioni e fornirgli tutta l’assistenza sanitaria del caso. Un portavoce della struttura sanitaria ha fatto sapere che la signora Tabarez ha riportato ustioni di primo e secondo grado sul 25% del corpo, principalmente sul volto e sulle braccia. La convalescenza sarà lunga anche se i medici hanno fatto sapere che comunque non si trova in pericolo di vita.

Le attenzioni degli investigatori sono concentrate su una una donna, un ex domestica della famiglia Tabarez licenziata oltre un anno fa dopo essere stata denunciata per aver rubato in casa una cifra pari a circa 500 mila dollari. La ragazza ventinovenne si era difesa sostenendo che i soldi le erano stati dati dallo stesso Oscar Tabarez per coprire una loro relazione, il giudice non le aveva creduto e l’aveva condannata a 11 mesi di carcere.

La Polizia sta tenendo in considerazione anche un’altro episodio occorso un paio di mesi fa: la signora Silvia Martinez aveva trovato sotto il davanzale della finestra della cenere, come un residuo di un piccolo incendio. In quell’occasione il fatto era stato fatto presente alle autorità, anche se non fu depositata nessuna denuncia. Chiaramente ora anche un episodio apparentemente insignificante come quello verrà passato sotto la lente d’ingrandimento.

AMANTINO MANCINI è STATO CONDANNATO PER VIOLENZA CARNALE


Amantino Mancini , ex di Roma e Inter , attualmente all’Atletico Mineiro, è stato condannato oggi a due anni e otto mesi di reclusione per lo stupro di una giovane modella brasiliana. L’accusa aveva chiesto tre anni e otto mesi, ridotti di un terzo per la scelta del rito abbreviato. Condannato a dieci mesi per favoreggiamento anche l’amico Gerardo Eugenio do Nascimento, che nei giorni successivi all’accaduto aveva insistentemente cercato di convincere la vittima a ritirare la querela.

La vicenda risale alla notte tra l’8 e il 9 dicembre 2010, quando, al termine di una festa organizzata dall’ex compagno di squadra Ronaldinho, Mancini si era offerto di riaccompagnare a casa la ragazza, visibilmente ubriaca. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il giocatore avrebbe invece portato la giovane nel suo appartamento, dove, approfittando dello stato della vittima, sarebbe avvenuta la violenza. La donna aveva poi denunciato l’accaduto il giorno successivo presso il Servizio Violenza Sessuale della Clinica Mangiagalli.

L'AGENTE DI LAVEZZI , ALEJANDRO MAZZONI " Lavezzi si trova in una condizione difficile per ciò che concerne la sua vita privata a Napoli"


"E' difficile la vita privata di Lavezzi. Il Pocho calciatore a Napoli ha tutto: è amato dai tifosi, è sostenuto dagli stessi, si sente protagonista della squadra. Ma per ciò che concerne il Pocho uomo, dico che il mio assistito sono quattro anni che vive chiuso nella sua casa, senza suo figlio, che vive in Argentina e che quando arriva a Napoli non può portarlo neanche al parco perché assalito dalla gente".

A parlare, il giorno dopo il duro sfogo della compagna del Pocho, è l'agente del giocatore, Alejandro Mazzoni, intervenuto a "Radio Crc" nella trasmissione "Si gonfia la rete".

"Non è semplice vivere in questa maniera - continua - Per ciò che concerne il furto subito da Yanina invece, dico che la ragazza non pensa assolutamente che Napoli sia una città di m... anzi, è molto legata alla città di Napoli e quelle dichiarazioni sono state fatte a caldo. Lavezzi si trova in una condizione difficile per ciò che concerne la sua vita privata perché si ritrova a non poter più uscire di casa e con la ragazza che adesso comincia ad avere paura di uscire anche da sola. Napoli non è una città sicura. Non so se i tre tenori del Napoli siano stati presi di mira, ma quando ad essere derubati sono stati proprio Lavezzi, Hamsik e Cavani una domanda nasce spontanea. La vita del Pocho a Napoli non è semplice, ma come calciatore ripeto, ha tutto. Una rapina può succedere a qualsiasi persona, ma ciò che è accaduto, lascia riflettere. Adesso Yanina è più tranquilla, anche perché è una ragazza argentina e sa bene che episodi del genere possono accadere in qualsiasi parte del mondo. Napoli dà tanto ad un calciatore, ma poi questo entusiasmo lo si paga nella vita privata".

Alejandro Mazzoni, procuratore del Pocho, comunque tranquilizza i tifosi partenopei. "Il Lavezzi calciatore ha tutto qua a Napoli - spiega ai microfoni di Sky Sport - è amato dai tifosi e si vede in campo dove dà tutto, perché sente di essere amato. Il rapporto con i tifosi èottimo ma la vita non è semplice, non può andare al cinema, al ristorante, non può andare a fare una passeggiata col figlio ma sa che è il prezzo che deve pagare per essere amato dai tifosi. Il Pocho è molto legato al Napoli e pensa solo a vincere col Napoli. Non sta pensando ad andare via, ma ogni cosa che succede attorno a Lavezzi diventa un caso".

lunedì 28 novembre 2011

OSVALDO MULTATO E SOSPESO PER AVER DATO UN PUGNO A LAMELA


La sconfitta di Udine ha lasciato più di qualche strascico nello spogliatoio della Roma, in particolare un episodio : l’italoargentino Osvaldo ha colpito con un pugno il compagno di squadra Lamela negli spogliatoi subito dopo il fischio finale della partita. In fondo la sconfitta del Friuli non è stata così drammatica, giunta alla fine di una gara che, seppur non giocata benissimo, poteva anche finire in pareggio. Proprio per questo deve far riflettere sulla fragilità, soprattutto emotiva, della squadra di Luis Enrique capace di smarrirsi di fronte alle difficoltà, lo spagnolo dovrà lavorare anche su questo aspetto oltre che sugli schemi.

Secondo le indiscrezioni trapelate dagli spogliatoi del Friuli Osvaldo ha avuto un’accesa discussione con il giovane connazionale, motivo del contendere lo scarso impegno dei più giovani nel corso della partita. Il dialogo è diventato sempre più acceso fino a quanto l’attaccante azzurro ha colpito con un pugno in faccia Lamela . La rissa si è subito placata anche grazie all’intervento dei compagni di squadra. Intanto, su esplicita richiesta di Luis Enrique, Osvaldo è stato sospeso per dieci giorni e multato, salterà il prossimo impegno con la Fiorentina.

Osvaldo ha chiesto pubblicamente scusa al compagno e a tutto il resto della squadra per il suo comportamento, lo aveva fatto già nelle ore immediatamente successive. Dal canto suo Lamela ha chiesto che la società non prendesse nessuna misura contro l’attaccante dopo l’incidente. Ora Osvaldo rischia di perdere per un po’ anche la maglia azzurra, sappiamo che Cesare Prandelli ha adottato un codice etico e sicuramente non potrà ignorare quanto successo.

ANTONIO CONTE "Affronteremo una squadra che sta facendo grandi cose e che dimostra che con un progetto e un lavoro si ottengono risultati importanti"

"Mi aspetto una partita tosta, vibrante, per noi forse la più impegnativa da inizio stagione. Affronteremo una squadra che sta facendo grandi cose e che dimostra che con un progetto e un lavoro si ottengono risultati importanti" così Il tecnico della Juve Antonio Conte ulla partita contro Napoli .

L'assenza di Marchisio potrebbe costringere Conte a cambiare modulo: "Claudio ha caratteristiche specifiche, è un centrocampista bravo negli inserimenti, nella fase difensiva e offensiva, un giocatore molto tecnico, in rosa è esclusivo con le sue caratteristiche. Abbiamo da verificare tante situazioni, il Napoli ha grande forza soprattutto sugli esterni, faremo le nostre valutazioni".

Sul Milan Conte dice: "Il Milan ha vinto lo scudetto, sta facendo grandi cose in Champions, ha giocato ad armi pari con una signora squadra come il Barcellona, però dobbiamo essere orgogliosi che dopo gli ultimi anni di stenti le squadre italiane si stanno facendo rispettare in Europa significa che qualcosa sta cambiando. Ci sono altre squadre come Inter, Napoli, Lazio, Udinese, Roma che comunque possono dare fastidio".


"Su questo argomento ci siamo espressi in modo importante e lo abbiamo fatto tante volte. Quando torna l'argomento ci siamo sempre espressi". Così il tecnico della Juventus Antonio Conte, in conferenza stampa, commenta l'incontro chiarificatore che si svolgerà il 14 dicembre e che vedrà di fronte i protagonisti dello scudetto 2006. "A noi conta essere in campo, lasciando alla società, al presidente, di affrontare la situazione nella giusta maniera. Cerchiamo di costruire il presente e il futuro. Altri devono risolvere le questioni del passato", ha aggiunto Conte.

ADRIANO GALLIANI "Lo scudetto? Non so se sarà una corsa tra Milan e Juventus, ma per il momento è così. Vediamo"


Galliani è di buon umore Adriano Galliani . "Ho visto un Milan aggressivo - ha detto l'ad rossonero -, con voglia di fare. Davvero un bel Milan... Possiamo fare 6 vittorie di fila? Non lo so, non faccio pronostici e non ho la palla di vetro, ma sono contento per la prestazione contro il Chievo e per questo 4-0. Lo scudetto? Non so se sarà una corsa tra Milan e Juventus, ma per il momento è così. Vediamo". Capitolo Ibrahimovic, con lo svedese che ha segnato il suo centesimo (e centounesimo) gol in serie A con il Chievo, esattamente come successo in passato a Shevchenko. "Sheva li aveva fatti tutti con la nostra maglia, mentre Ibra anche con quella della Juventus e dell'Inter, formazioni con cui ha sempre vinto lo scudetto. Zlatan è fortissimo".

Sul futuro del tecnico nessun dubbio: resterà al Milan anche nelle prossime stagioni: "Non c'è nessun problema per il suo contratto. Si farà e la percentuale che resti al Milan varia tra il 100 e il 101%".

Galliani ha poi affrontato il tema mercato: "Se arriverà un giocatore, sarà sicuramente in prestito con diritto di riscatto. Chi è interessato a cedere un giocatore con queste condizioni scriva al Milan, via Turati 3, 20121 Milano. Anche Tevez deve arrivare con queste condizioni? Sì, anche Tevez. L'incontro con il suo procuratore? Chiedete a Kia com'è andato. Quando l'altro giorno dicevo in Lega "Carlitos, Carlitos" non mi credete mai... E' vero che lo vogliamo? E chi lo sa... Vediamo se tra il Milan e la Juventus sceglierà il Milan: all'inizio del mercato c'è tempo. Di certo a noi manca Cassano e se non avessimo avuto questa assenza, non saremmo tornati sul mercato alla ricerca di un attaccante. Non è detto che una punta arrivi di sicuro, ma un minimo pensiero adesso ce lo facciamo".

Finale su Thiago Silva capitano contro il Chievo: "Con Allegri abbiamo avuto questa idea... originale. La fascia la portava già con il Brasile e gliel'abbiamo data anche noi. Non abbiamo avuto molta fantasia...".

SCONVOLTO IL CALCIO GALLESE : GARY SPEED GRANDE CENTROCAMPISTA DEL PASSATO E ATTUALE CT , SI è SUICIDATO


Gary Speed, quarantaduenne commissario tecnico della nazionale gallese, è stato trovato impiccato nella sua casa di Alford Road, a Huntington. La polizia sta ancora indagando sull’accaduto, ma sembra ormai praticamente certo che si sia trattato di un suicidio.

Speed poteva vantare un passato di tutto rispetto come giocatore in prima divisione inglese, nella quale aveva indossato le maglie di Bolton, Sheffield United, Newcastle, Everton, ma soprattutto Leeds, con cui nel 1992 aveva conquistato un insperato titolo che mancava da quasi vent’anni nella bacheca . Sconvolti parenti ed amici. Nulla nel suo comportamento recente aveva infatti lasciato presagire la tragedia. Su molti campi della Premier League è stato osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

RISULTATI SERIE A 13aGIORNATA : JUVE PRIMO. MILAN INSEGUE


Tredicesima giornata di serie A:

Udinese - Roma 2-0
80° Di Natale, 90° Isla
Lecce - Catania 0-1
90°+1 Barrientos
Novara - Parma 2-1
30° Centurioni (P, Aut.), 71° Rubino (N), 79° Rigoni (N)
Atalanta - Napoli 1-1
65° Denis (A), 90°+5 Cavani (N)
Lazio - Juventus 0-1
35° Pepe
Cagliari - Bologna 1-1
73° Di Vaio (B), 83° Conti (C, Rig.)
Cesena - Genoa 2-0
71° Mutu (Rig.), 79° Mutu
Palermo - Fiorentina 2-0
23° Miccoli, 74° Ilicic
Siena - Inter 0-1
90° Castaignos
Milan - Chievo 4-0
Thiago Silva all’8’, Ibrahimovic al 16’, Pato al 33’, Ibrahimovic al 44’ del p.t. su rigore.

Classifica della serie A:

Juventus* 25
Udinese 24
Milan 24

Lazio 22
Palermo 19
Roma 17
Catania 17
Napoli* 16
Genoa 15
Chievo 15
Parma 15
Siena 14
Atalanta 14
Cagliari 14
Inter 14
Fiorentina 13
Bologna 11
Novara 10
Cesena 9
Lecce 8

* una partita in meno

sabato 26 novembre 2011

L'AGENTE DI NILMAR TRATTA CON LA ROMA


"Per educazione, avviserò l'Inter (di Porto Alegre n.d.r.) che c'è interesse per Nilmar. Chi si è rivolto al mio avvocato è stato il San Paolo, mentre io continuo a trattare con la Roma, che dimostra ancora interesse per il mio assistito". Intervistato da Tv Globo a Porto Alegre, il procuratore di Nilmar Orlando da Hora rivela che la trattativa con la società giallorossa, non conclusasi l'estate scorsa, va avanti, anche se nel frattempo si sono fatte sotto due squadre brasiliane, ovvero San Paolo ed Internacional, che in teoria avrebbe un diritto di precedenza. Di sicuro Nilmarvorrebbe lasciare il Villarreal. Da parte sua Fernandao, direttore tecnico dell'Internacional, ha detto che "l'estate scorsa il Villarreal ha rifiutato una proposta milionaria dalla Roma, quindi adesso un club brasiliano come fa a prendere Nilmar? Solo se coinvolge altri giocatori nella trattativa, ma le possibilità di farcela sono poche".

IL MANCHESTER UNITED VUOLE SNEIJDER


La trattativa dell'estate potrebbe riscaldare anche il mercato di gennaio. Il Manchester United, infatti, torna alla carica per Wesley Sneijder. Secondo il sito inglese "Metro", Ferguson ha ancora in cima alla lista della spesa per gennaio il trequartista dell'Inter per sostituire Anderson, dopo il suo infortunio al ginocchio. Sempre secondo i media inglesi, la Juventus avrebbe individuato nel centrale del Tottenham, Younes Kaboul, un possibile rinforzo per la prossima riapertura del mercato. Il club bianconero, per il quotidiano inglese "Daily Mail", avrebbe dunque inserito anche il franco-marocchino degli "Spurs" nella lista degli obiettivi.

venerdì 25 novembre 2011

ANELKA LASCIA IL CHELSEA


Nicolas Anelka è pronto all'addio alla Premier League: a gennaio il centravanti del Chelsea cercherà una nuova sistemazione. Nel suo possibile futuro la Cina (Shanghai Shenhua), gli Stati Uniti, la Russia (Anzhi Makhachkala) e persino l'Italia, con la maglia del Milan. "Ma io amo giocare in questa squadra - le parole di Anelka, dal 2008 coi blues -. Il Chelsea ha rappresentato un grande momento della mia carriera ed è stato un vero privilegio giocare al fianco di campioni come Didier Drogba, John Terry, Frank Lampard e Florent Malouda. Speravo di vincere un altro titolo con questa maglia ma sembra proprio che non sarà possibile".

giovedì 24 novembre 2011

LEONARDO INCONTRA BECKHAM


Leonardo è uscito allo scoperto, affermando al tabloid britannico Sun di aver parlato con il giocatore per un suo eventuale arrivo a Parigi. "Queste situazioni richiedono tempo - ha spiegato Leonardo -, vediamo di trovare una soluzione che sia adeguata per lui e per noi".
Leonardo, che ha conosciuto Beckham direttamente quando l'inglese giunse in prestito al Milan per alcuni mesi nel 2010, ha sottolineato di non aver bisogno di informazioni sul suo conto: "Se vuole venire al Paris Saint Germain le porte sono aperte, la sua esperienza e la sua personalità ci possono solo essere d'aiuto". Beckham è in scadenza di contratto con i Los Angeles Galaxy, con i quali ha appena vinto il campionato Mls, e cerca una sistemazione in Europa anche per essere più 'visibilè in vista di una molto ambita chiamata in nazionale per le Olimpiadi di Londra 2012. Parigi sarebbe una sistemazione di prestigio, considerando anche le aspettative della consorte, ed eviterebbe al centrocampista di dover cercare eventualmente un posto in Premier League in una squadra avversaria del "suo" Manchester United.

IL MANCHESTER CITY VUOLE CAVANI


Il Manchester City è pronto ad offrire 35 milioni di euro al Napoli per prendere Edinson Cavani. Ad affermarlo è il Daily Star secondo cui Roberto Mancini ha individuato nel bomber azzurro il principale obiettivo per sostituire Carlos Tevez, ormai destinato a lasciare il club inglese.

Secondo il giornale britannico il City ha avviato i primi contatti con il procuratore di Cavani e spera di portare l'attaccante uruguayano a Manchester già a gennaio. L'ex calciatore Barry Hunter, capo degli osservatori del City per il mercato italiano, riferisce sempre il Daily Star, avrebbe incontrato l'agente Claudio Anellucci a Roma per avviare una trattativa. I due si sarebbero incontrati in un ristorante dove hanno trascorso diverso tempo discutendo di come poter portare Cavani alla corte di Mancini. Il tecnico, che segue l'attaccante del Napoli da diversi mesi, vuole fare di tutto per portarlo a Manchester, soprattutto dopo la doppietta del giocatore in Champions League.

L'operazione, però, appare piuttosto difficile. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, infatti, non ha alcuna intenzione di lasciar partire i suoi gioielli e ha avvisato il patron del club inglese che "per avere uno dei nostri campioni dovrebbe spendere più di quanto ha già speso fino ad oggi". Per questo il City proverà a convincere il giocatore, legato al Napoli fino al 2015, con un contratto da 170.000 sterline a settimana, circa 200 mila euro. Uno stipendio da oltre 10 milioni l'anno che, sperano in Inghilterra, potrebbe far cadere in tentazione Cavani.

Claudio Anellucci smentisce la notizia del Daily Star su Cavani: 'Il giornale inglese è arrivato sulla notizia con un anno e mezzo di ritardo -spiega a CalcioNapoli24.it-. Confermo l'incontro con Hunter a Roma, ma non eravamo nella capitale per parlare di Cavani. Proposi allo staff tecnico dei Citizens un giovane argentino classe '92".

CHAMPIONS LEAGUE : MILAN - BARCELLONA 2-3 . ALLEGRI "Credo che abbiamo fatto una buona partita. Non posso rimproverare niente ai ragazzi"





"Credo che abbiamo fatto una buona partita. Non posso rimproverare niente ai ragazzi. Fermare Messi? L'ideale sarebbe accorciare il più possibile, ma non sempre ci si riesce perché non ti dà punti di riferimento. Stasera qualcosa abbiamo sbagliato in questo senso, mentre avevamo fatto meglo nella partita di Barcellona". Così il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ai microfoni di Sky Sport.

"Stasera abbiamo giocato con più coraggio -spiega Allegri-, cercando di sfruttare di più l'ampiezza. Dopo questa partita credo siamo sulla buona strada, abbiamo affrontato la squadra che gioca il miglior calcio del mondo. Sono contento perché volevo vedere a che punto eravamo per sfide di questo livello".

"Oggi abbiamo fatto una grande partita, abbiamo giocato bene. Penso che siamo stati un po’ sfortunati, ma il Barcellona è una grande squadra. La cosa importante, è che ci siamo qualificati". Questo il commento di Kevin Prince Boateng. Il ghanese ritiene che il Milan se la possa giocare alla pari con tutte: "Si, il Barcellona è la squadra migliore al mondo, ma oggi tutti hanno visto che, quando siamo concentrati, siamo forti. Adesso, bisogna giocare così tutte le settimane e vincere tutte le partite". "Il mio gol? -conclude- Ho solo pensato a tirare in porta".

IL TABELLINO
MILAN-BARCELLONA 2-3 (1-2)
MARCATORI: 14' (aut.) Van Bommel (B), 20' Ibrahimovic (M), 31' pt (rig.) Messi (B); 9' Boateng (M), 18' st Xavi (B)
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta (21' st Bonera), Thiago Silva, Zambrotta; Aquilani, Van Bommel (27' st Nocerino), Seedorf; Boateng; Robinho (1' st Pato), Ibrahimovic. (Amelia, Antonini, Ambrosini, Emanuelson). All. Allegri
BARCELLONA (3-3-1-3): Valdes; Puyol, Mascherano, Abidal; Xavi, Busquets, Keita; Fabregas (35' st Pedro); Messi, Thiago Alcantara (46' st Dos Santos), Villa (23' st Sanchez). (Pinto, Piquè, Maxwell, Fontas). All. Guardiola.
ARBITRO: Stark (Ger)
NOTE: Ammoniti Aquilani (M), Nesta (M), Messi (B), Van Bommel (M), Puyol (B), Abidal (B), Mascherano (B), Zambrotta (M). Angoli: 4-3 per il Milan. Recupero: 3' pt; 4'st.

GALLIANI TENTATO DA TEVEZ


Il Milan su Carlos Tevez. La società rossonera ha incontrato a Milano l'agente dell'attaccante , Kia Joorabchian. Galliani ha voluto capire se c'è la possibilità di trovare un accordo sull'ingaggio (alla corte di Mancini percepisce circa 8 milioni di euro netti a stagione) per poi eventualmente sedersi a tavolino con il Manchester City e intavolare una trattativa.

I rossoneri sperano di poterlo ottenere in prestito con diritto di riscatto, i Citizens non sembrano affatto intenzionati ad accettare l'operazione. Tevez potrebbe approdare in rossonero da extracomunitario (c'è un posto libero), ma non potrebbe essere disponibile in Champions per via dei 16 minuti giocati nella prima giornata di quest'edizione nella partita fra Manchester City e Napoli .

mercoledì 23 novembre 2011

DE ROSSI “Prenderò la fascia quando l'attuale capitano, anzi il capitano di ogni epoca, smetterà”. Una possibile firma?

«L'etichetta da supereroe, il soprannome 'Capitan Futuro', non me li vedo proprio attaccati addosso. Credo che ci sia un termine preciso: prenderò la fascia quando l'attuale capitano, anzi il capitano di ogni epoca, smetterà. Rassicurare la gente sul mio futuro? Ma il cuore è fatto DE ROSSI

apposta per palpitare». Così il centrocampista della Roma, Daniele De Rossi, intervistato su Radio2 Rai.  «Paura di Roma? Non più, ci sono stati un paio di anni d'ambientamento, ormai ci ho fatto il callo. Il mio primo ricordo? Non c'è il pallone, ma la casa di Livorno, città dove papà giocava. E il primo stadio che ricordo è proprio quello di Livorno, da piccolo mi sembrava il Maracanà. È un ricordo felice».
Come quelli vissuti con allenatori del calibro di Fabio Capello, ieri in visita a Trigoria, e dell'ex ct dell'Italia, Marcello Lippi: «Quando era ancora tifoso, quando non giocavo, odiavo persone che poi si sono rivelate invece importanti. Capello ieri sono andato a salutarlo al bar, lui mi ha fatto del bene, è stato forse il più importante per la mia crescita professionale. Anche Lippi però è stato quasi un padre». Stretto anche il legame con Totti: «Siamo molto diversi, come caratteri, come tutto, ma siamo sempre andati d'accordo. Francesco è il classico romano, sembra quasi di un'altra epoca, spavaldo, sicuro di se stesso, con personalità, si porta dentro una luce. A Roma è qualcosa di unico. È un po' permaloso, questo è vero. In passato abbiamo litigato, non ci siamo parlati per un po'. Il motivo? Non me lo ricordo, è passato tanto tempo...».
Meno ne è trascorso dall'arrivo a Trigoria di Luis Enrique: «Ha delle idee precise, calcistiche e comportamentali, non scende a compromessi. È uno che ha la sua strada e la percorre dritto per dritto. Vincere quest'anno? Ho paura di no...». Anche se «scudetti e Champions League li vogliamo vincere tutti ed è giusto inseguirli. Ma il sogno nel cassetto è personale, extracalcistico, e riguarda la mia vita privata. Molti ex giocatori non hanno accettato il post carriera, io spero solo che la mia vita continui così e che mia figlia Gaia abbia un futuro sereno».
Del presente poi parla di tutto, tranne che del rinnovo di contratto. Passa dalla vita privata («Vivo di colpi di fulmine e adesso sono innamorato. Sono molto diverso rispetto a quello che appare fuori. Sono un vulcano dentro, mentre all'esterno tendo a chiudermi. E poi mi piacerebbe dire che sono uno che ragiona, purtroppo la mia storia dimostra il contrario, sto lavorando su questo. Sto provando a dare un freno alle mie reazioni impulsive»), alla vita politica («Berlusconi? Eravamo arrivati a un punto in cui il cambio era nell'aria, ed era anche necessario. Ma io non vado a votare perchè non ho una grandissima opinione della classe politica»), per finire al suo 'mestiere' di calciatore professionista: «Vivo la mia condizione senza sensi di colpa, faccio il mio lavoro e mi sento un miracolato. Mi diverto e in più ho dei guadagni incredibili. So di essere fortunato, ma non mi vergogno di quanto prendo. È il mercato a fare i prezzi, e quello del calcio muove cifre stratosferiche sui calciatori. È normale che si siano questi introiti e questi stipendi».

CHAMPIONS LEAGUE : NAPOLI – MANCHESTER CITY 2-1. MAZZARRI “Me la voglio proprio godere”.

Mazzarri è euforico . «Oggi sì, me la voglio proprio godere - dice il tecnico del Napoli a Sky Sport - A differenza delle altre volte, per me, oggi noi abbiamo fatto un’impresa. Da tutti i punti di vista, perché il City l’avevo visto giocare l’ultima partita con il Newcastle ed era impressionante la facilità con cui giocava e quasi passeggiava nel campionato. Vinceva le partite già chiuse nel primo tempo, è una squadra in grande forma e con una grande consapevolezza nei propri mezzi, con qualità enormi. Oggi, effettivamente, non era facile pensare di poter vincere».Col City ha visto una grande squadra. Il segreto? «Fare sempre quello che abbiamo fatto stasera, ve lo dico già, sarà impossibile, sarà difficile. Dopo questa partita, magari andiamo a incontrare in campionato signore squadre, anche se non si chiamano City, Bayern. E’ difficile, per i ragazzi, attingere a tutte le energie possibili e immaginabili come hanno fatto oggi per poter poi vincere le partite che “sembrano più facili”. Qualche punto, di sicuro, lo cederemo al campionato, come abbiamo già fatto».
napoli
Una vittoria che toglierà sicuramente un po' di energia: «Io ero un giocatore molto meno bravo di voi, ma erano altri tempi, altri ritmi. Ora il calcio si gioca ogni due giorni, sempre con gli stessi giocatori. Se cambi troppo, magari succede che paghi un po’ come organizzazione perché sono troppi e tutti insieme. Insomma, è una coperta corta, ma noi lo sapevamo. Bisognerebbe avere 22 giocatori uguali e far giocare a undici di loro il campionato e agli altri undici le coppe, ma solo pochi club possono fare questa cosa. Magari proprio il Manchester potrebbe farlo, lo può fare e lo sta facendo. Loro hanno giocato contro il Newcastle cambiando cinque uomini, hanno passeggiato e hanno vinto al meglio quella partita nel loro campionato».Considera un’impresa di più l’andata o il ritorno? «Per me sono state due imprese. Eravamo all’esordio in Champions, quasi nessuno aveva fatto la Champions. Eravamo andati lì e abbiamo rischiato di vincere anche all’andata. Quindi sono alla pari, anche se, per certi versi, forse era questa la più difficile perché bisognava solo vincere. Bisognerebbe imparare anche a vincere le partite giocando male, però solo le grandi squadre consolidate riescono a farlo. Noi ancora non siamo arrivati a quei livelli». "La gente di Napoli erano 21 anni che non vedeva partite a questo livello. Sappiamo che non sarà facile giocare con il Villarreal che è una signora squadra, così come non scontato che il Bayern batta il Manchester. Per noi essere arrivati qui è già un successo. Difficilmente si poteva pensare di mettere sotto una squadra di questa portata. Era difficile poterlo immaginare, sono contento, anzi contentissimo". Il presidente Aurelio De Laurentiis a fine gara ha abbracciato il suo tecnico che, a sua volta, ha baciato ognuno dei suoi calciatori. "I miei ragazzi li ho baciati tutti, mi capita difficilmente ma ho voluto farlo. L'errore nel calcio ci sta ma noi andiamo oltre. Oggi Aronica è stato anche un poco sfortunato, lui che è verso fine carriera sta facendo qualcosa di straordinario e qualche errore per troppa voglia e tensione può capitare ad una squadra che ha fatto quest'anno il suo esordio in Champions. Quando abbiamo colpito il palo con Hamsik mi sono girato verso Santoro e Bigon e ho detto questa è la classica partita che all'ultimo minuto pareggi. È stata una gara eccezionale vista la forza degli avversari".
Una sconfitta che brucia per Roberto Mancini, perché ora al City servirebbe un miracolo per qualificarsi agli ottavi: "Non credo che meritassimo di perdere questa partita - dice il tecnico del City a Sky Sport - Chiaramente il Napoli ha avuto occasioni dopo il 2-1 perché in contropiede sono straordinari, però noi abbiamo fatto una buonissima gara, abbiamo raggiunto il pareggio, abbiamo avuto occasioni per andare sul 2-1. Abbiamo concesso due gol stupidi secondo me, potevamo evitarli benissimo, ma non sono assolutamente arrabbiato per la prova della gara. C’è ancora una partita, non si sa mai".
Il City ha concesso troppo al Napoli: "Sì, nei primi dieci minuti del secondo temo siamo stati un po’ molli, eppure avevamo chiuso bene il primo tempo. Però, non possiamo fare più niente adesso". Qualche giocatore fuori posizione? "Volevamo giocare così, infatti nel primo tempo abbiamo giocato bene. Io posso solo rammaricarmi per 10-15 minuti del secondo tempo. Il Napoli davanti è straordinario perché ha giocatori bravissimi, abbiamo perso 2-1, ma era una partita che non meritavamo di perdere".problema, secondo Mancini, non è l'assenza di un leader: "No, abbiamo bravi giocatori. Non è che si può sempre vincere, purtroppo, qualche volta si rischia anche di perdere. Noi abbiamo fatto la partita, siamo contenti di quello che abbiamo fatto a livello di gioco, siamo una squadra che qualche errore a volte lo fa, è un anno e mezzo di giocare insieme, non pensiamo di essere il Real Madrid o il Barcellona, giochiamo bene, ma qualche volta puoi anche perdere. Il Napoli è una squadra italiana, furba, sapeva che non poteva concederci tante occasioni, ci ha aspettato però io alla fine sono contento della prestazione, mi spiace solo per il risultato".
Si aspettava un Napoli così? "Sì, così. Noi abbiamo avuto occasioni per fare gol, la palla non è entrata e non finisce il mondo: abbiamo perso una partita, ora ce ne sarà un’altra, chiaramente non dipende più da noi, però noi crediamo in questo, perché è difficile finire il girone con zero punti, quindi se il Villarreal gioca la partita, non si sa mai".

NAPOLI-MANCHESTER CITY  2-1
Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Aronica, Cannavaro, Campagnaro; Maggio, Gargano, Inler (14'st Dzemaili), Dossena; Hamsik, Lavezzi, Cavani (38'st Pandev). A disp.: Rosati, Grava, Fernandez, Santana, Mascara. All.: Mazzarri
Manchester City (4-3-3): Hart; Kompany, Zabaleta (41'st A. Johnson), Lescott, Kolarov; Milner, De Jong (26'st Nasri), Y.Touré, Dzeko (36'st Aguero), Silva, Balotelli. A disp.: Pantilimon, Savic, Clichy, Barry. All.: Mancini
Arbitro: Damir Skomina (assistenti Primoz Arhar - Marko Stancin; quarto uomo Slavko Vincic)
Marcatori: 17'pt e 4'st Cavani (N), 33'pt Balotelli (M)
Note: ammoniti Silva, Balotelli, Kompany, Kolarov (C)

martedì 22 novembre 2011

ALLEGRI "Vivere queste serate è il sogno di tutti" a riguardo della partita con il Barcellona


"Vivere queste serate è il sogno di tutti": per Massimiliano Allegri quella contro il Barcellona di domani sera non sarà una partita qualsiasi perché "è la squadra più forte del mondo". In palio al Meazza ci sarà il primato del girone e Allegri spiega che "dobbiamo cercare di vincere giocando bene e sfruttando al massimo le occasioni che riusciamo a creare, anche perchè a Barcellona nei primi 20' ne abbiamo avute parecchie". L'obiettivo del Milan sarà non concedere passivamente il possesso palla ai catalani: "È difficile giocarci contro - spiega Allegri - perché hanno tecnica e riescono a variare il ritmo della partita, sono bravi ad accelerare e a rallentare. Ci vorrà molto equilibrio, non dovremo spazientirci ma bisognerà giocare un pò più alti e far sì che il Barcellona abbia meno possesso palla". Per quanto riguarda la formazione, il tecnico rossonero ha spiegato di "non avere grandi dubbi: devo decidere chi giocherà tra Pato e Robinho, a centrocampo valuterò nel pomeriggio la condizione di Seedorf e in difesa rientrerà Zambrotta". Infine una battuta su Cassano: "È stato un piacere rivederlo a Milanello, speriamo di riaverlo nella migliore condizione e nel più breve tempo possibile".

RISULTATI SERIE A 12aGIORNATA : JUVE PRIMA E DEVE RECUPERARE UNA PARTITA

roma

Inter - Cagliari 2-1
55° Motta (I), 61° Coutinho (I), 89° Larrivey (C)
Fiorentina - Milan 0-0 Napoli - Lazio 0-0
Bologna - Cesena 0-1
85° Parolo
Catania - Chievo 1-2
47° Pellissier (CH, Rig.), 74° Sammarco (CH), 79° Almiron (CT)
Genoa - Novara 1-0
87° Veloso
Juventus - Palermo 3-0
21° Pepe, 49° Matri, 66° Marchisio
Parma - Udinese 2-0
59° Biabiany, 77° Giovinco (Rig.)
Siena - Atalanta 2-2
16° Denis (A, Rig.), 45° D’Agostino (S, Rig.), 53° Denis (A), 88° Gazzi (S)
Roma – Lecce 2-1

Classifica della serie A:
Juventus* 22
Lazio 22
Milan 21
Udinese 21
Roma 17
Palermo 16
Napoli* 15
Genoa* 15
Chievo 15
Parma 15
Siena 14
Catania 14
Atalanta 13
Fiorentina 13
Cagliari 13
Inter* 11
Bologna 10
Lecce* 8
Novara 7
Cesena 6

* una partita in meno

lunedì 21 novembre 2011

ANTONIO CONTE “Tra poco tireremo le somme e vedremo dove siamo e chi vogliamo diventare”

CONTE 7

La Juventus si riprende la testa della classifica segnando tre gol al Palermo e raggiungendo la Lazio, uscita indenne dal San Paolo . I bianconeri hanno però il vantaggio di poter giocare ancora una partita da recuperare contro il Napoli. E destino vuole che le due squadre si affronteranno all’Olimpico di Roma per quello che si presenta come il big match della tredicesima giornata. La Juventus è sicuramente più quadrata e ordinata rispetto agli anni scorsi, ma Antonio Conte preferisce non parlare di scudetto e invita ad aspettare ancora qualche mese:

“Lo scudetto? Ne riparliamo alla fine del girone di andata, quando le avremo affrontato tutte. Lì tireremo le somme e vedremo dove siamo e chi vogliamo diventare. Contro il Palermo era importante riprendere il cammino dopo la lunga sosta con i tre punti. Ho un po’ estremizzato dicendo che era “come una finale” ma volevo dare un messaggio chiaro ai tifosi e ai giocatori”.

Poi Conte passa agli elogi alla tifoseria e a Gianluigi Buffon:

“E’ stata il 12/o uomo in campo e ripete che la sua Juve ha molto da lavorare e migliorare. Noi vogliamo giocare con la nostra filosofia, cerchiamo di essere propositivi e con il possesso palla mettendo più giocatori possibili. Magari rischiando qualcosa. Anche il Barcellona lascia sempre due o tre azioni agli avversari. È tornato a livelli strepitosi”.

venerdì 18 novembre 2011

BLATTER "Fuori dal campo, si verificano talvolta episodi di discriminazione, non sul terreno di gioco, a mio parere". POLEMICA


"Non è solo un problema di razzismo, ma anche di discriminazione". Queste sono le parole del presidente della Fifa Sepp Blatter il quale, proprio nel momento in cui si discute di razzismo nel calcio e in Inghilterra ci sono tantissime polemiche , ha commentato con parole piuttosto discutibili.

"Nel corso di una partita di calcio può succedere di avere determinati comportamenti nei confronti di un avversario, può anche capitare di rivolgere contro di lui delle frasi che non rispecchiano la tua personalità. Ma alla fine - continua lo svizzero - tutto si dimentica perche non si può parlare di razzismo. Fuori dal campo, si verificano talvolta episodi di discriminazione, non sul terreno di gioco, a mio parere".

Le sue dichiarazioni saranno sicuramente la fonte di una lunga serie di polemiche che faranno vacillare ancor più la sua posizione al vertice del calcio mondiale. Su Twitter il difensore della nazionale inglese Rio Ferdinand ha già lasciato il suo commento, sostenendo di augurarsi che quanto letto a proposito di Blatter non corrisponda al vero. Molto più dura la reazione del direttore esecutivo della Football Association Gordon Taylor, il quale avrebbe chiesto le dimissioni del numero uno.

Nei giorni scorsi Blatter, contrario all'inserimento dell'aiuto tecnologico nel mondo del calcio, aveva ricevuto la frecciatina di Michel Platini "Gli arbitri di porta non lo convincono? Per forza non è un'idea sua", ma è evidente un generico calo del gradimento nei suoi confronti così le sue dimissioni non sono più utopia e i bookmakers cominciano a quotare un suo addio.


IL SITO DEL MANCHESTER CITY CONSIGLIA AI SUOI SUPPORTERS CHE ANDRANNO A NAPOLI DI FARE MOLTA ATTENZIONE


"State attenti e usate il buon senso". Dalle pagine del proprio sito il Manchester City stila una serie di consigli per i propri tifosi che seguiranno la squadra a Napoli, per la penultima giornata della fase a gironi di Champions.

Ai supporters inglesi viene suggerito di stare alla larga dalla Forcella e dal Centro Storico e di evitare di indossare fuori dallo stadio maglie o sciarpe del City, soprattutto sui trasporti pubblici.

Tra gli altri consigli quello di camminare in gruppo e di recarsi al San Paolo sulle speciali navette predisposte per i tifosi inglesi alla Stazione Marittima.

Ci sarà il tutto esaurito martedì al San Paolo per la gara di Champions League Napoli-Manchester City. Al momento i biglietti già venduti sono 30 mila.

BURDISSO "STO BENE" L'UNICO MESSAGGIO DEL GIOCATORE, DOPO IL GRAVE INFORTUNIO


Nicolas Burdisso torna a Roma e, nonostante il brutto infortunio subito con la sua Argentina contro la Colombia, assicura: «Sto bene». Il difensore della Roma. con un tutore con stecca d'acciaio al gionocchio sinistro infortunato, e aiutato dalle stampelle, si è imbarcato da Barranquilla in Colombia per tornare in Italia dove sarà visitato dai medici del club giallorosso.

«In questo momento viaggia perché è in grado di farlo», ha spiegato Daniel Martinez, uno dei medici della nazionale argentina. «Sto bene», si è limitato a dire Burdisso ai cronisti presenti, prima di salire sulla navetta per l'aeroporto.

mercoledì 16 novembre 2011

DISGELO TRA AGNELLI E PETRUCCI

"È giusto e doveroso accogliere l'appello" dei rappresentanti delle istituzioni, in particolare del Presidente del Coni Gianni Petrucci ad "armonia e serenità nel mondo sportivo" e del calcio: lo ha detto il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, in una conferenza stampa.

"A Petrucci e al nuovo ministro dello sport, Piero Gnudi, chiedo di fare un passo avanti e di aprire un tavolo politico", ha poi proposto Agnelli. - "La Juventus ha sempre rispettato tutte le regole e intende continuarè a farlo -ha aggiunto- Il rispetto delle regole deve valere per tutti".
   
 "Sarà Petrucci a dettare l'agenda" del tavolo politico per riportare "serenità e armonia" nel mondo sportivo, ha poi detto Agnelli rispondendo alla domanda se il club bianconero è pronto a ritirare la richiesta di risarcimento danni alla Figc presentata al Tar del Lazio. Agnelli ha poi dichiarato di non aver mai pensato di lasciare la guida della Juve. "Non è nel mio Dna e penso che non si molla mai". "È giusta - ha detto ancora il numero uno bianconero - la richiesta di Petrucci di fare tutti un passo indietro, ma io chiedo a tutti di fare un passo avanti. Si riesaminino i fatti dal 2006 a oggi" e "si cerchi di creare insieme un futuro più bello per lo sport", per "cercare un reale sviluppo dello sport italiano".

"Aspettiamo il terzo grado di giudizio. A livello sportivo invece abbiamo oramai esaurito tutti i gradi": è la risposta di Agnelli ai giornalisti che gli hanno chiesto se la Juventus intenda chiedere i danni anche a Luciano Moggi, dopo la recente condanna al processo di Napoli.

Alle parole di Agnelli ha risposto attraverso Sky il presidente Petrucci: «Ho accolto con piacere le dichiarazioni distensive del presidente Andrea Agnelli. Questo era il tono del mio intervento di stamattina, certamente era un tono di una persona che sta da tanti anni nello sport. Queste dichiarazioni mi fanno molto piacere, prendo atto di quello che chiede il presidente Agnelli e mi appresto a vedere tempi, modi, circostanze e persone che dovranno essere invitate, ma certamente questo tono facilita gli incontri. Mi auguro che altrettanto da domani in Lega si prosegua con questo tono perché se una delle società più blasonate al mondo, con una famiglia così importante come la famiglia Agnelli, fa queste dichiarazioni così di buon senso, è chiaro che il presidente del Coni non può che prenderle favorevolmente. Quindi sono contento e mi auguro che sia un primo atto di disgelo di questo mondo, ma la mia non era una cattiveria nei confronti del calcio di vertice. Amo, e lo ripeto, il calcio di vertice, perché io vengo anche dal calcio di vertice, però è altrettanto vero che queste dichiarazioni favoriscono il dialogo e mi appresto in tal senso.

INFORTUNIO DI BURDISSO : STAGIONE FINITA

Il difensore della Roma, Nicolas Burdisso ha riportato "una grave lesione ai legamenti  al ginocchio sinistro" nel corso dell'incontro tra Argentina e Colombia. Lo rende noto il club giallorosso. Il giocatore, aggiunge la Roma, "è già stato sottoposto ad accertamenti diagnostici dallo staff sanitario della nazionale argentina e al rientro in Italia, previsto per il fine settimana, concorderà con lo staff sanitario della AS Roma il percorso terapeutico".
La Roma, prima di diffondere un bollettino medico, attende comunque di poter vedere il ragazzo. Non appena atterrerà in Italia (ma ancora non è certo che possa viaggiare), Burdisso sarà sottoposto nuovamente a tutti gli esami diagnostici già fatti in Sudamerica, stavolta sotto la supervisione dello staff medico giallorosso, che dovrà valutare gravità dell'infortunio, programmare operazione e successiva riabilitazione, e stabilire quindi una tabella di marcia per il recupero e il ritorno all'attività agonistica.

AMICHEVOLE ITALIA - URUGUAY 0-1. PRANDELLI "L'importante è aver cercato di creare sempre"


Prandelli era dall'esordio, contro la Costa d'Avorio, che non usciva sconfitto dal campo. Quindici mesi fa era un'amichevole, come quella di stasera, e finì 1-0, come stasera. Ma in mezzo c'è una qualificazione agli Europei ottenuta senza passi falsi e una Nazionale ricostruita dalle macerie di un Mondiale fallimentare e riportata ad alti livelli con il gioco e con i giovani. La vittoria dell'Uruguay all'Olimpico, maturata grazie ad un gol quasi immediato del piccolo Fernandez, è una chiusura di un cerchio azzurro che si mette alle spalle la rinascita e si proietta ad un'altra realtà: quella della Polonia, dell'Ucraina e di un Europeo da vivere da protagonisti.

Azzurri in campo con la nuova maglia: non porterà fortuna. Buffon fa 112 e aggancia il mito Zoff, con Pirlo che silenzioso entra nei top ten delle presenze azzurre. In campo fiducia a Balotelli e chance per il romanista Osvaldo, per la prima volta titolare in Nazionale e nel suo stadio. Pronti, via e Supermario frettoloso divora un'ottima occasione lanciato da De Rossi. Cambio di area e arriva il lampo dell'Uruguay: percussione dell'ex juventino Caceres e cross che il semisconosciuto Fernandez, piccolo partner d'attacco del Matador per i ko di Suarez e di Forlan, gira in rete con estrema facilità dimenticato da Ranocchia.

Attutito il colpo dello svantaggio, l'Italia prova a reagire cercando sfogo al gioco sulle fasce o dalle verticalizzazioni improvvise di De Rossi e Marchisio. Cresce, in maniera un po' confusa, la coppia Osvaldo-Balotelli, quest'ultimo che prima ci prova da fuori con una sassata e poi viene abbattuto da un tackle durissimo di Alvaro Pereira, secondo ammonito dopo Caceres: temperamento sudamericano che non scende neanche in amichevole.
Sull'azione Montolivo cicca l'assist di Marchisio a centroarea. Mai comunque l'Italia si rende davvero pericolosa, nonostante il pallino del gioco, fino al 35' quando Osvaldo svetta su un corner di Pirlo e incrocia di testa, sfiorando il palo di Muslera. Gli azzurri continuano a sbattere contro un Uruguay chiuso, blindato e soprattutto tignoso: Supermario ne fa le spese, vittima preferita dei sudamericani, e si alza il terzo cartellino giallo, stavolta per Lugano.
Maturato, Balotelli, e anche pericoloso a cinque minuti dal termine con una girata di sinistro prima e un colpo di testa alto a seguire. La stizza gli fa tirare un calcio al palo, l'Olimpico risponde a suo modo, caricandolo. Nel frattempo arriva il quarto giallo, per Cavani che alza i gomiti due volte su Ranocchia, e dovrebbe arrivare anche un cartellino...arancione a Godin, per il fallaccio da dietro su Balotelli ignorato da Pereira Gomes. Ma al fischio è l'Uruguay ad essere ancora in vantaggio, e allora Prandelli cambia: Pepe si scalda, spazio al 4-3-3: sarà Montolivo a restare negli spogliatoi.

Cambia anche Tabarez, fuori Lugano per Coates, tatticamente non cambia nulla. Mentre la nuova Italia si registra in campo, Buffon neutralizza un colpo di testa di Cavani. Poi, passati i primi minuti, gli azzurri tornano a spingere e sull'asse Maggio-Pepe impegnano severamente Muslera. L'esterno del Napoli suona la carica con le sue sgroppate, al 13' paga lo sforzo con una conclusione sballata in piena area. Con Pepe in avanti l'Italia acquista pericolosità e profondità, Prandelli prova la freschezza di Matri negli ultimi 25', al posto di un Osvaldo nervoso per non essere riuscito a segnare davanti al suo pubblico.
Ma contro c'è Cavani, che conclude a botta sicura a pochi metri da Buffon: solo la barriera di un compagno di squadra toglie al centravanti un gol già fatto. Manca un quarto d'ora, ultimi assalti azzurri: Muslera miracoloso su Balzaretti, Cavani sfiora il clamoroso autogol sull'azione seguente. Il forcing azzurro continua e ottiene l'espulsione di Pereira, per un ingenuo fallo di mano su cross di Maggio. E allora Prandelli ci prova fino all'ultimo, fuori Marchisio per Pazzini e un 4-2-4 pesante alla ricerca del pareggio, con Pepe e Balotelli punte esterne e i soli Pirlo e De Rossi a centrocampo. Finale con scintille Chiellini-Cavani, antipasto del Napoli-Juve che verrà, e un fischio finale dopo cinque minuti di recupero. Prandelli commenterà a caldo: «È stata un'ottima partita contro una grande squadra. Sul piano della prestazione è stata una buona gara - ha spiegato il ct azzurro ai microfoni della Rai -. Abbiamo cercato di recuperare fino all'ultimo momento lo svantaggio, e abbiamo avuto anche buone opportunità. L'importante è aver cercato di creare sempre. Non ci facevano ripartire ed erano sempre sotto pressione le nostre punte. Secondo me è stato un buon primo tempo, è chiaro che contro una squadra quarta ai mondiali e che ha vinto la coppa America che ha unàautostima alta non è facile. Il 2012? Dobbiamo lavorare per diventare una squadra più importante». Appuntamento al 2012. Quando i risultati conteranno sempre di più.
Italia-Uruguay 0-1 (0-1)

ITALIA (4-3-1-2): Buffon, Maggio, Ranocchia, Chiellini, Balzaretti, De Rossi, Pirlo, Marchisio (38' st Pazzini, Montolivo (1' st Pepe), Osvaldo (21' st Matri), Balotelli. (12 Sirigu, 11 Abate, 4 Criscito, 19 Ogbonna, 23 Nocerino, 13 Thiago Motta, 14 Aquilani, 22 De Sanctis). All. Prandelli

URUGUAY (4-4-2): Muslera, Caceres, Lugano (1' st Coates), Godin, 11 A. Pereira, M.Pereira (49' st Scotti), Perez (5' st Eguren), Arevalo Rios, C. Rodriguez (37' st Gonzalez), Fernandez (37' st Alfaro), Cavani. (12 Silva, 5 D.Rodriguez, 8 Eguren, 14 Lodeiro, 10 Ramirez, 9 Suarez) All. Tabarez.

Arbitro: Pereira Gomes (Portogallo).

Reti: nel pt al 3' Fernandez
Note. Recupero: 2' e 5' Angoli: 6 a 2 per l'Italia. Note: Espulso Alvaro Pereira per doppia ammonizione. Ammoniti Caceres per proteste, Balotelli, Chiellini, Cavani e Lugano per gioco falloso, Muslera per comportamento non regolamentare.

DE ROSSI "Quando ci sarà qualcosa da dire annuncerò una conferenza stampa per parlare di rinnovo o dire che me ne vado"


La domanda sull'atteso rinnovo del contratto con la Roma De Rossi spiega : "Non nego che ci possa essere un annuncio, ma resto basito quando leggo sui giornali di fumate bianche, di 'avrebbe detto...'. Quando ci sarà qualcosa da dire annuncerò una conferenza stampa per parlare di rinnovo o dire che me ne vado. Con gli 'avrebbe' ed i 'sarebbe' non si arriva da nessuna parte".

SPAREGGI EUROPEI 2012 15 NOVEMBRE 2011 : PORTOGALLO DILAGA CON LA BOSNIA-ERZEGOVINA


Zagabria

Croazia-Turchia
0-0 (and. 3-0, tot. 3-0, qual. Croazia)

Podgorica

Montenegro-Repubblica Ceka 0-1: 81' Jiracek (and. 0-2 tot. 0-3, qual. Repubblica Ceka)

Dublino
Irlanda-Estonia 1-1: 32' Ward (I), 57' Vassiljiev (E) (and. 4-0, tot. 5-1, qual. Irlanda)

Lisbona
Portogallo-Bosnia Herzegovina 6-2: 8' C.Ronaldo (P), 24' Nani (P), 41' rig. Misimovic (B), 53' C.Ronaldo (P), 65' Spahic (B), 72' Postiga (P), 80' Veloso (P), 82' Postiga (P) (and. 0-0, tot. 6-2, qual. Portogallo)

martedì 15 novembre 2011

LIPPI " Voglio allenare una nazionale da portare a Brasile 2014"


Dopo il fallimento mondiale in Sudafrica con la Nazionale italiana, Marcello Lippi si è preso un anno per riflettere. Ma ora è pronto per tornare alla ricerca di una nuova opportunità.

Da Doha, dove ha partecipato a una conferenza stampa organizzata da Aspire4Sport, l’allenatore viareggino ha ribadito la volontà di tornare presto al lavoro, possibilmente alla guida di una nazionale: “Potendo scegliere, non me la sento di impegnarmi con un club, voglio una nazionale da crescere e plasmare e partecipare al Mondiale del 2014 in Brasile”.

La Juventus è la grande passione di Lippi “Negli ultimi anni ci sono state un paio di circostanze in cui sarei potuto diventare l’allenatore della Juventus, ma non è accaduto. Oggi è guidata da un grande come Antonio Conte, con cui stanno iniziando un nuovo ciclo. Non so se hanno bisogno di me, ma i rapporti con la società sono sempre cordiali; mi auguro che non abbiano la necessità di richiamarmi, perchè vorrebbe dire che le cose vanno male”, ha concluso Lippi.

MORATTI SU RIUCHIESTA RISARCIMENTO JUVENTUS "non entro in questa cosa perché se devo essere sincero la trovo anche ridicola”


La Juventus ha presentato ricorso al Tar richiedendo un risarcimento record da quasi 444 milioni di euro. Una presa di posizione durissima nei confronti della Federcalcio e dell’Inter, ma soprattutto una decisione che potrebbe sconvolgere il movimento calcistico italiano.

A questo riguardo, il presidente del CONI Gianni Petrucci non poteva affatto essere tenero. Il numero uno dello sport italiano questa mattina ha guidato la spedizione della Nazionale di calcio ricevuta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

E, nell’occasione più che speciale, ha avuto modo di lanciare un messaggio forte e chiaro proprio al club bianconero. “L'iniziativa della Juve? Troppi avvocati”, ha dichiarato all’agenzia Adnkronos. Poi l’appello: “Sembra fatto apposta quello che è accaduto ieri. Il calcio deve tornare alla parte sportiva, non a quella giuridica”.

Presa di posizione netta e tagliente quella di Petrucci. Ma niente in confronto al commento del presidente dell’Inter Massimo Moratti. “Tutti quei milioni di danni sono tanti – ha detto a Telelombardia – ma non entro in questa cosa perché se devo essere sincero la trovo anche ridicola”.

Il malessere è concreto e Moratti non si discosta di un millimetro dalla propria posizione: “Se sono disposto a cedere lo scudetto del 2006? Non mi passa neanche per la testa”.

lunedì 14 novembre 2011

ATZORI LICENZIATO DALLA SAMPDORIA


Il ko interno con il Vicenza è costato la panchina a Gianluca Atzori, esonerato dalla Sampdoria, scivolata al settimo posto in campionato. Come sostituto in corsa Beppe Iachini, ex tecnico del Brescia, e Roberto Donadoni, scaricato da Cellino ad inizio stagione.

Questo il comunicato apparso sul sito del club: "L'U.C. Sampdoria S.p.a. comunica di aver sollevato dall'incarico di responsabile tecnico della prima squadra il sig. Gianluca Atzori e il suo staff. Ad Atzori e ai suoi collaboratori il ringraziamento da parte della società per l'impegno profuso in questi mesi".

GP DI ABU DHABI : VINCE HAMILTON. ALONSO SECONDO "Sono felice di questo risultato: finalmente la mia collezione di podi è completa"

Sebastian Vettel si ritira al GP di Abu Dhabi.  La causa comunque non è un guasto meccanico ma una foratura, dovuta all'urto della gomma posteriore destra con un cordolo. «Dopo la partenza in pole ero scattato in testa e all'uscita della prima curva sembrava andare tutto bene ma quando ho curvato non ho avuto più l'appoggio al posteriore e sono andato in testacoda», ha spiegato il tedesco della Red Bull. «La gomma si è afflosciata e sulla via dei box ho danneggiato la sospensione posteriore e sono stato costretto al ritiro. Non so cosa sia successo, mi sono ritrovato nella via di fuga».
A detta del team manager della Red Bull, Chris Horner, la colpa sarebbe da attribuire alla bassa pressione delle gomme al via, che non ha sostenuto la gomma nell'urto col cordolo portando allo “stallonamento” della gomma dal cerchione. «Abbiamo perso pressione tutto ad un tratto all'uscita della prima curva. Non so perché. Non c'è niente che abbia fatto in modo diverso ad uno qualsiasi degli altri giri. Dobbiamo scoprire perché, ma forse ho tagliato troppo il cordolo con le gomme non ancora in pressione. E' stata dura vedere la gara dal di fuori, ma ho colto l'occasione per imparare un po' sul muretto dei box», ha chiuso Vettel.

Fernando Alonso chiude secondo un GP di Abu Dhabi ed  è record di trofei, essendo andato a podio in tutte le gare del calendario. «Sono felice di questo risultato: finalmente la mia collezione di podi è completa!», ha spiegato l'asturiano con soddisfazione. «Sono settantatré in totale i piazzamenti fra i primi tre e sono riuscito a salire sul podio in ognuno dei circuiti che hanno fatto parte del calendario iridato in questi dieci anni. L’anno prossimo andremo ad Austin, l’anno successivo in Russia: ci saranno sempre nuove sfide da affrontare e traguardi da raggiungere anche se, ovviamente, quello principale è vincere il titolo. L’anno prossimo è chiaro quale sarà l’obiettivo mio e di tutta la squadra: vincere il titolo».
Spiega lo spagnolo: «Oggi abbiamo lottato per la prima posizione fino alla fine. Abbiamo fatto una buona partenza e tenevamo il passo di Hamilton. La prima sosta è andata bene mentre in occasione della seconda ho perso qualche secondo fra il traffico nel giro di rientro e un problema nella sostituzione della gomma anteriore sinistra ma non credo che abbiamo perso lì la gara perché sono convinto che, alla fine, è la macchina più veloce che vince e così è stato. Il primo giro è stato emozionante: al via ho puntato Webber all’esterno della prima curva perché sapevo che lì c’era più aderenza poi, una volta visto Vettel fuori, ho preso la scia di Button, rischiando un po’ ma, alla fine, sono riuscito a superare anche lui. Poi mi aspettavo di avere più problemi ma oggi era una di quelle giornate dove la macchina va molto meglio delle aspettative e ci si deve preoccupare più di lottare con chi ti sta davanti che di guardare negli specchietti. Ho sperato fino all’ultimo di farcela perché anche Hamilton magari avrebbe potuto avere i problemi di KERS che ha avuto Button. Anche se non abbiamo lottato per il titolo è stata comunque una buona stagione: siamo migliorati tanto come squadra e abbiamo imparato molte cose», ha concluso Alonso. 


Ordine d'arrivo
1. Lewis Hamilton (GBR/McLaren-Mercedes) i 305,361 km in 1 h37:11.886 (media 188,498 km/h)
2. Fernando Alonso (ESP/Ferrari)                     a 8.457
3. Jenson Button (GBR/McLaren-Mercedes)              a 25.881
4. Mark Webber (AUS/Red Bull-Renault)                a 35.784
5. Felipe Massa (BRA/Ferrari)                        a 50.578
6. Nico Rosberg (GER/Mercedes)                       a 52.317
7. Michael Schumacher (GER/Mercedes)                 a 1:15.964
8. Adrian Sutil (GER/Force India-Mercedes)           a 1:17.122
9. Paul di Resta (SCO/Force India-Mercedes)         a 1:41.087
10. Kamui Kobayashi (JPN/Sauber-Ferrari)              a 1 giro
11. Sergio Perez (MEX/Sauber-Ferrari)                 a 1 giro
12. Rubens Barrichello (BRA/Williams-Cosworth)        a 1 giro
13. Vitaly Petrov (RUS/Lotus-Renault)                 a 1 giro
14. Pastor Maldonado (VEN/Williams-Cosworth)          a 1 giro
15. Jaime Alguersuari (ESP/Toro Rosso-Ferrari)        a 1 giro
16. Bruno Senna (BRA/Lotus-Renault)                   a 1 giro
17. Heikki Kovalainen (FIN/Team Lotus)                a 1 giro
18. Jarno Trulli (ITA/Team Lotus)                     a 2 giri
19. Timo Glock (GER/Virgin-Cosworth)                  a 2 giri
20. Vitantonio Liuzzi (ITA/Hispania-Cosworth)         a 2 giri

Classifica mondiale piloti
1. Sebastian Vettel (GER)     374,0 pts CHAMPION
2. Jenson Button (GBR)        255,0
3. Fernando Alonso (ESP)      245,0
4. Mark Webber (AUS)          233,0
5. Lewis Hamilton (GBR)       227,0
6. Felipe Massa (BRA)         108,0
7. Nico Rosberg (GER)          83,0
8. Michael Schumacher (GER)    76,0
9. Vitaly Petrov (RUS)         36,0
10. Nick Heidfeld (GER)         34,0
11. Adrian Sutil (GER)          34,0
12. Kamui Kobayashi (JPN)       28,0
13. Jaime Alguersuari (ESP)     26,0
14. Paul di Resta (SCO)         23,0
15. Sébastien Buemi (SUI)       15,0
16. Sergio Perez (MEX)          14,0
17. Rubens Barrichello (BRA)     4,0
18. Bruno Senna (BRA)            2,0
19. Pastor Maldonado (VEN)       1,0

Classifica mondiale costruttori
1. Red Bull                   607,0 pts CHAMPION
2. McLaren                    482,0
3. Ferrari                    353,0
4. Mercedes GP                159,0
5. Lotus-Renault               72,0
6. Force India                 57,0
7. Sauber                      42,0
8. Toro Rosso                  41,0
9. Williams F1                  5,0

IDEA JUVENTUS : VENDERE QUAGLIARELLA PER ARRIVARE A DAMIAO


Cinque attaccanti attualmente in rosa lasceranno la Juventus. Toni, Amauri, Iaquinta, Del Piero, Quagliarella sono sul mercato, ecco perchè Marotta sta cercando un rinforzo di qualità nel reparto avanzato, che possa completarsi con Matri e Mirko Vucinic. Il nome in cima alla lista dei desideri è quello di Leandro Damiao, gioiellino classe 1989 dell'Internacional di Porto Alegre e del Brasile di Mano Menezes. Non proprio un affare a buon mercato, ma si è già parlato con il suo agente Vincius Prates e ha avuto l'ok a trattare.

L'Internacional vuole 25 milioni, la Juve è disposta ad arrivare a 18, ma Agnelli darà il via libera dopo aver incassato dalle cessioni buona parte della somma da investire per il talento della Selecao. Ecco perchè, da questo punto di vista, la sessione di gennaio di calciomercato sarà decisiva anche per giugno: da Toni, Amauri e Del Piero, in scadenza a giugno, non arriveranno grandi entrate (fatta eccezione per gli stipendi risparmiati), più facile ottenere cash da Iaquinta e soprattutto Quagliarella. Dalla cessione dell'attaccante napoletano la Juventus vuole recuperare almeno 12 milioni e gli acquirenti di certo non mancano con Villarreal, Genoa, Fiorentina su tutte.

sabato 12 novembre 2011

RISULTATI SPAREGGI EUROPEI 2012 : L'IRLANDA NE FA QUATTRO ALL'ESTONIA

Bosnia-Portogallo 0-0
Istanbul, Turk Telekom Arena, ore 20.05
Turchia-Croazia 0-3: 2' Olic, 32' Mandzukic, 51' Corluka
Praga, stadio Letna, ore 20.15
Repubblica Ceca-Montenegro 2-0
: 63' Pilar, 90' Sivok
Tallinn, A. Le Coq Arena, ore 20.45
Estonia-Irlanda 0-4:  13' Andrews, 67' Walters, 71' e 88' rig. Keane

CHIVU POTREBBE FINIRE AL REAL MADRID


Chivu? Potrebbe andare a fare un’esperienza all’estero, magari al Real Madrid…”. Parola di Joan Becali, procuratore del difensore dell’Inter, in scadenza di contratto a giugno prossimo: “Sto parlando con tre o quattro squadre di grande livello – ammette l’agente a Manà Sport 24 – può giocare difensore centrale per quattro o cinque anni ancora. Al Real Madrid? Mourinho lo conosce bene, ne ho parlato con lui, vedremo, anche perché gli manca un centrale mancino. L’importante che Cristian vada a giocare da difensore puro, non da laterale”.

Tra i tanti assistiti di Becali, c’è Stefan Radu: “È un giocatore che ama la Lazio – spiega – la Lazio ama lui e Lotito gli vuole tanto bene. A proposito, ho sentito che Claudio è stato condannato. Se vuole vengo a Roma a dargli una mano”, ironizza il manager. Che poi aggiunge: “Tornando a Radu, penso che potrebbe finire la carriera a Roma, perché no? Speriamo che possa vincere qualcosa, però”. Gli chiedono un difensore centrale adatto per il campionato italiano. Becali fa due nomi: “Valerica Gaman, 22, gioca nell’Astra. È un ragazzo esperto, sarà un grande. È un tipo alla Maldini. È nel giro della nazionale e stasera sarà in campo contro il Belgio. E poi, consiglio Vlad Chirichesc di 21 anni”. Nel taccuino di tanti operatori di mercato c’è il fantasista Marius Alexe, in forza alla Dinamo Bucarest: “È guarito da un piccolo infortunio, ha giocato ieri nell’under 21, penso che presto farà parte della nazionale maggiore. È titolare della Dinamo Bucarest. Non credo che si muoverà a gennaio, lui deve essere trattato in estate e fare la preparazione con una nuova squadra”. Adrian Mutu, un altro della sua scuderia, non sta attraversando un gran momento: “Sta bene, ci ho parlato ieri. Aspetta di vincere una partita con il Cesena. Adrian, è vero, non ha dato un grande apporto, ma nemmeno la sua squadra l’ha aiutato”. Infine, dà un’indicazione di mercato, senza svelare l’identità del giocatore che a breve dovrebbe cambiare maglia: “Sto conducendo un’operazione importante, che andrà in porto al 58%”, ma nei prossimi mesi la percentuale salirà. Il nome? Non è giusto farlo in questo momento…”.

AMICHEVOLE : POLONIA-ITALIA 0-2 . PRANDELLI "Questa bella prova di Balotelli può contare molto perchè Mario ha giocato un'ottima partita"

video
"Questa bella prova di Balotelli può contare molto perchè, al di là del gol, Mario ha giocato un'ottima partita. Complimenti a lui ed alla squadra". Dai microfoni di RaiSport il ct della Nazionale Cesare Prandelli si mostra soddisfatto per la prova della sua squadra, ed in particolare di Balotelli, contro la Polonia a Breslavia. "Ancora una volta non abbiamo preso gol, ed è importante mantenere certi equilibri - dice ancora Prandelli -. I ragazzi hanno interpretato bene la partita, loro sono partiti forte ma noi li abbiamo contenuti, poi abbiamo trovato certi equilibri ed abbiamo interpretato bene il modulo. Nel primo tempo c'era troppa distanza fra le punte". Martedì prossimo c'è la sfida contro l'Uruguay all'Olimpico di Roma, per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia. Cosa si sente di dire Prandelli agli italiani? "Martedì dobbiamo fare la nostra parte - risponde il ct -: per l'Italia è un momento difficile e particolare, ma dobbiamo stare tutti uniti come questa squadra".

POLONIA-ITALIA 0-2

Reti: 30′p.t. Balotelli (Ita), 15′s.t. Pazzini (Ita)

POLONIA (4-2-3-1): Szczesny; Piszczek, Perquis (22′s.t. Wasilewski), Glowacki, Wawrzyniak; Polanski (20′s.t. Matuszczyk), Murawski (35′s.t. Dudka); Blaszczykowski, Obraniak (13′s.t. Brozek), Peszko (20′s.t. Mierzejewski); Lewandowski. A disp.: Fabianski, Jadlowiec, Komorowski, Wojtkowiak, Gol, Rybus. All.: Smuda.

ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Abate, Ranocchia, Chiellini, Criscito (32′s.t. Ogbonna); De Rossi (17′s.t. Nocerino), Pirlo (1′s.t. Pepe), Marchisio (17′s.t. Aquilani); Montolivo (1′s.t. Thiago Motta); Balotelli, Pazzini (17′s.t. Matri). A disp.: Sirigu, Maggio, Balzaretti, Osvaldo, De Sanctis. All.: Prandelli.

Ammoniti: Polanski (Pol), Ogbonna (Ita)

venerdì 11 novembre 2011

DE LAURENTIIS "Non abbiamo paura di nessuno, non siamo abituati al gioco delle tre carte "

"Non mi era sembrato il caso di replicare a chi aveva addossato alle autorità la colpa di aver truccato le carte, ora però voglio dire che abbiamo giocato contro Bayern e Manchester City e quindi avremmo potuto tranquillamente affrontare anche la Juventus". Così il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nel corso di una conferenza stampa, sulle polemiche seguite al rinvio della partita di domenica sera contro la Juventus.
“Il problema è che l’Italia è pervasa dalla mentalità dei Comuni e calcisticamente è ancora troppo giovane per definirsi uno Stato. Non era il caso di rispondere a chi voleva addossare alle autorità locali una colpa di favoreggiamento. Non abbiamo paura di nessuno, non siamo abituati al gioco delle tre carte - ha proseguito De Laurentiis -. E' intollerabile solo poter pensare che si debba giocare una partita di calcio in una situazione di emergenza con le forze dell'ordine impegnate altrove. Detto questo anche a me ha dato fastidio non aver giocato".
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ha precisato il senso delle sue parole sulla priorità da dare alla Champions League: "Sono stato frainteso, non ho mai detto di voler vincere la Champions, volevo dire parlando di dare priorità alla Champions che è bello confrontarsi con grandi squadre e società. Mica avrei dovuto mandare la primavere in Champions e puntare al campionato... Invece per noi la coppa è un momento di crescita, dobbiamo onorare tutte le competizioni credendoci al massimo".
Il massimo dirigente del Napoli ha anche annunciato che Marek Hamsik firmerà a breve il rinnovo del contratto, proprio nelle ore in cui si parla di un suo possibile passaggio al Psg. "Hamsik firmerà a breve. È un giocatore importante, come lui ce ne sono al massimo tre in Europa". Infine, la notizia di aver offerto un "incarico" a Fabio Cannavaro: "Stamattina l'ho chiamato chiedendogli la possibilità di fare da ambasciatore per il Napoli a Dubai" ha detto De Laurentiis, che vorrebbe sviluppare l'idea di far effettuare al Napoli il ritiro invernale a Dubai.

FORLAN "Come ho detto sto bene, ma non si può dire ora una data. Sto lavorando bene e tantissimo"


"Sto bene, sto lavorando bene anche fisicamente. Avevo bisogno di riposare un po' mentalmente e di fare questo tipo di lavoro che mi è mancato negli ultimi mesi", parola di Diego Forlan, ospite di Prima Serata su Inter Channel. "Parlo bene l'italiano? L'ho studiato per tre anni a Montevideo quando avevo 15 anni. Ho studiato anche l'inglese e poi, dopo essere stato al Mancheste United, avevo dimenticato un po' l'italiano. Ora è più facile ricordarmelo visto che abito qui."

Tantissimi messaggi da parte dei tifosi nerazzurri che lo aspettano al più presto in campo, l'uruguaiano rassicura tutti: "Come ho detto prima sto bene, ma non si può dire ora una data. Sto lavorando bene e tantissimo. Faremo un controllo penso settimana prossima e vedremo come procede la situazione. Ora mi sto allenando da solo e questo è molto importante per migliorare la mia condizione".

"Perchè l'Inter va così bene in Champions e ha meno continuità in campionato? Il calcio non ha mai una risposta logica - dice l'attaccante -, è così. Ci sono partite nelle quali fai bene e altre che nascono in modo diverso. Ora è importante qualificarsi per il prossimo turno di Champions League. In campionato non stiamo andando così bene ma abbiamo avuto anche poca fortuna. Contro la Juventus, ad esempio, stavamo giocando bene, e loro hanno fatto due gol in due contropiedi. È una situazione un po' così, sta andando tutto storto, ma arriveranno sicuramente momenti migliori".

A Forlan viene poi chiesto se chiederà a Wesley Sneijder di fargli calciare qualche punizione: "Non ci sono problemi - risponde sorridendo -. In nazionale io le calcio, lui qui le tira benissimo. Poi, se capiterà l'occasione, io non avrò problemi. Il segreto per calciarle bene? L'unico segreto è esercitarsi a tirarle, nient'altro".

Andrea Poli, centrocampista tornato a disposizione di Ranieri e in attesa di fare il suo esordio ufficiale con l'Inter, ha mostrato fiducia: "Sto sempre meglio e spero di essere disponibile dopo la sosta, ma non voglio commettere alcun errore per troppa voglia. Soffro tanto a non poter giocare", ha detto Andrea. Che poi elogia Ranieri, "un allenatore da top club".

giovedì 10 novembre 2011

COLPO SABATINI , DS DELLA ROMA : NICO LOPEZ


Nico Lopez è a Trigoria. Il giovane talento uruguaiano è arrivato nel pomeriggio in visita presso il centro sportivo della AS Roma in attesa di formalizzare gli accordi che in futuro potrebbero consentirgli di giocare con la maglia giallorossa. Nico, accompagnato dal papà Alejandro, dalla mamma Monica e dal fratello Mauricio, oltre che dal procuratore Pablo Bentancur , ha così espresso la sua soddisfazione: "Giocare nella Roma è un sogno che spero presto di vivere. Grazie a tutti i tifosi romanisti".

MOGGI "È stata una sentenza già scritta, ora andremo all'appello sperando in una giustizia vera"

«È stata una sentenza già scritta, ora andremo all'appello sperando in una giustizia vera, altrimenti dovremo confidare in quella divina». Luciano Moggi non nasconde l'amarezza all'indomani della sentenza del processo Calciopoli che lo ha condannato a 5 anni e 4 mesi. «Solo il primo round - ha detto a Skysport - io combatto ancora».

«Non capisco bene il comunicato della Juventus, sembra che abbia giocato io da solo. Ma non era certo così. Mi difenderò, su questo non c'è alcun dubbio». Luciano Moggi, condannato a 5 anni e 4 mesi in primo grado al processo a Calciopoli, si mostra deluso della presa di posizione del club bianconero alla luce delle sentenze. «La Juve vinceva perché era la più forte - ha aggiunto intervistato da Skytg 24 -. Questo è stato un processo che non aveva ragione di essere. Combatterò per me e per quelli distrutti dal processo».

L’ex direttore della Juventus, Luciano Moggi, intervenendo sulle frequenze di Kiss Kiss Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni: «Cosa ho pensato appena ascoltata la sentenza? Ho fatto i conti: 5+4. Il problema è che davvero non me l’aspettavo, dopo tutto quello che avevo creato in fase di difesa: cercare le telefonate, rinunciare ad alcuni nostri testi. Insomma ci siamo trovati di fronte una sentenza già scritta. Di sicuro faremo ricorso in appello: ci sono delle incongruenze clamorose, ad esempio nella partita contro l’Udinese sono stati assolti tutti mentre sono stato condannato solo io. Sono deluso, anzi molto di più di deluso. Mi auguro che la scritta: la legge è uguale per tutti sia una scritta vera, perché la sentenza era già scritta. Non ho letto il comunicato della Juventus. Si è chiamata fuori dalla vicenda? Ciò mi sembra un pò assurdo dato che io lavoravo per la Juventus ed a scendere in campo nelle partite incriminate erano i giocatori e non Moggi. Mi sento un capro espiatorio soprattutto dopo l’esito del processo, non hanno tenuto conto di niente, di tutte le prove che ho prodotto, ma questo potrebbe essere un punto a favore in sede d’appello. Faccio gli auguri a Del Piero per il suo compleanno, se lo merita perché è un grande uomo ed un grande calciatore. Il trattamento che la nuova società ha riservato ad Alex mi ha lasciato senza parole ed anche un po' intristito, non è questo il modo di trattare il capitano della Juve e soprattutto non è il modo di trattare il Del Piero uomo. Io ho sempre vissuto per il calcio, era il mio mondo e mi è stato tolto. Le vicende del governo Berlusconi? In questo mondo ognuno fa le scarpe all’altro, ed anche se di politica ne so poco, però quello che vedo mi trasmette questa sensazione. Noto che i politici in questo momento non abbiano le idee molto chiare. Berlusconi, in passato, mi propose anche di candidarmi ma rifiutai per amore del calcio. Le parole di Ibrahimovic? Giocatori come lui, Zidane, Del Piero e Cannavaro, tanto per fare qualche nome, hanno fatto la storia della Juventus, durante la nostra attività ci sono stati tre palloni d’oro. Nedved, Zidane e Cannavaro. Questa era la Juventus, squadra di grandi campioni: Non avevamo bisogno di sotterfugi per vincere!».