Lo sfogo, per la cronaca, è giunto al termine di una settimana nella quale è stato messo sulla graticola dalla stampa nazionale per via del ko di Cesena. Una sconfitta alla quale aveva già fatto seguito una frase sibillina dell’allenatore, che si sarebbe lamentato della presenza di “troppi gufi”. Immediata è giunta la conferma del presidente Enrico Preziosi, ma le voci sono continuate a correre.
Logico intuire lo stato d’animo di un tecnico molto vulcanico come quello rossoblù. Malesani, così, si è presentato nella conferenza stampa della vigilia pronto a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Lasciamo stare la fiducia rinnovata da Preziosi, è un argomento chiuso – ha detto -. Pensiamo a cose più serie, andiamo avanti”.
Da lì in avanti, però, è giunto lo sfogo vero e proprio: “Io sono uno rispettoso, non faccio mai polemica su quello che si scrive o si dice. Posso essere simpatico o antipatico, ma sono sincero. E vi dico che serve più rispetto: se dico che abbiamo giocato bene, non vuole dire che non vedo gli errori. Non ho le bende sugli occhi, so che ci sono dei problemi. Non sono mica scemo. Siamo qui per risolverli, qui c’è un progetto e l’ha detto anche il presidente”.
Poi, il finale in grande stile: “Non sono nato ieri, non sono demotivato. Non sono ‘mollo’. Qualcun altro sarà ‘mollo’. Non faccio salti in panchina, casomai esulto, ma non sono ‘mollo’. Chi fa questo mestiere non può esserlo. Ho tanta grinta e tanta voglia ancora. In questa squadra metterò anima, sudore e sangue”. È proprio vero, la grinta è sempre quella di un tempo.
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