giovedì 14 luglio 2011

NASCE LA ROMA TARGATA U.S.A. DI BENEDETTO "Abbiamo ambizioni ed un sogno condiviso dalla gente di Roma"


«Stiamo cominciando una nuova era che cambierà il mondo del calcio. Abbiamo ambizioni ed un sogno condiviso dalla gente di Roma. Questo sogno richiederà del tempo per concretizzarsi ma noi ci lavoreremo alacremente. Stiamo creando le condizioni affinchè la squadra possa dare il meglio di se stessa». Parla così il nuovo presidente della Roma, Thomas DiBenedetto, durante la conferenza stampa che si è svolta oggi a Trigoria. «Il nostro obiettivo primario è quello che avviene sul campo - ha detto ancora DiBenedetto - e nelle prossime settimane avremo le idee più chiare sul futuro della squadra. Stiamo inseguendo dei giovani, puntiamo su di loro, e dobbiamo avere pazienza se faranno degli errori. Di certo la priorità è creare il miglior team di management, mettendo la squadra al centro di tutto». «Vogliamo vincere il campionato il prima possibile, questo è certo - ha sottolineato il nuovo patron della Roma -. Le perplessità di Totti? Lui è il più grande giocatore che ci sia mai stato nella Roma, e forse in Italia. Lui è un vincente e anche noi, ma Roma non è stata costruita in un giorno, quindi i nostri manager e l'allenatore faranno il massimo per mettere in campo la squadra migliore. De Rossi? Vogliamo che resti».

«Io credo che quando la Roma ha deciso di mettere sotto contratto un allenatore e un gruppo di lavoro giovane lo ha fatto per prendere un gruppo anche per le idee che ha e per il gioco. Abbiamo bisogno di giocatori di livello, di rinforzi, e ringrazio la società che vive un momento di passaggio per avermi scelto». Così lo spagnolo Luis Enrique nella sua prima conferenza stampa da allenatore della squadra giallorossa. Come pensa di ovviare ai problemi difensivi della Roma? Davvero Kameni verrà preferito a Stekelenburg per scelta tecnica? «Quando stavamo trattando - risponde Luis Enrique - la società mi ha conosciuto come allenatore offensivo, che ama far giocare all'attacco, con gente di qualità. Io non concepisco il calcio in altro modo e l'importante è che i tifosi si divertano. Vedremo tra un anno quali saranno stati gli sviluppi, nel calcio non c'è memoria e dipende tutto dai risultati. Ma sono ottimista, non ho dubbi che la Roma giocherà in una maniera offensiva. Ma non si può trasmettere tutto in un giorno o in un mese, avremo un cambio di identità vero e proprio. È necessario che ci diano fiducia, anche se si sa che il calcio non ha memoria e tutto dipende dai risultati. Ma sono ottimista, la Roma giocherà un calcio offensivo, e se poi le cose andranno male verrà un altro allenatore e non ci saranno problemi». Che obiettivi prevede per la Roma, quale posizione in classifica? «Non so, non abbiamo tutta la squadra e non la conosco tanto da dire che livello raggiungeremo - replica lo spagnolo -. Però posso assicurare che la squadra giocherà tutte le partite in un modo che piacerà ai tifosi. Giocheremo per vincere e non avremo atteggiamenti speculativi o difensivi». Su Kameni? «Ancora non so, e aspetto quando Sabatini mi comunicherà chi sarà il portiere - dice -. So che stiamo lavorando forte, non ho avuto conferme, ma che sia Kameni o Stekelenburg saranno alternative importanti». Il suo modello sarà davvero il gioco del Barcellona? «Non vengo ad impiantare il modello del Barcellona - risponde Luis Enrique - perchè ci vogliono molti anni ed è un modo di giocare che va dai bambini fino alla prima squadra. Diciamo che io vengo ad impiantare un qualcosa che gli assomiglia».

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