giovedì 7 luglio 2011

LEONARDO " Non ho mai tradito l'Inter"


Leonardo ha voluto spiegare la dinamica della risoluzione del suo contratto con l'Inter. «Quando si è concretizzato il contratto di Gasperini allora abbiamo sciolto il contratto, da quel momento, anche oggi - ha sottolineato -, sono libero di fare quello che voglio. Libero come sono sempre stato». «Non nego che la possibilità di andare al PSG è concreta, ma oggi è ancora una possibilità - ha aggiunto il brasiliano -: ho parlato due giorni fa con i proprietari ma non so come finirà».

«Non ho firmato né trattato con il Paris Saint Germain fino alla risoluzione del mio contratto con l'Inter». Tutti i suoi passi, ha sottolineato Leonardo, sono stati concordati con il presidente dell'Inter Massimo Moratti: «Quando gli ho parlato della proposta del Paris Saint Germain mi ha trattato come un figlio: mi ha detto, "Leo è una cosa bella"».

«Tutto quello che ho con il Paris Saint Germain è un contatto, devo ancora parlare per vedere cosa succederà». Lo ha chiarito l'ex allenatore dell'Inter Leonardo. A un giornalista francese che gli domandava se avesse firmato un contratto da dirigente del club parigino, il brasiliano ha risposto secco: «Il contratto? Tu hai mai visto un contratto?». «Questo giorno per me è importante per la chiusura del rapporto con l'Inter», ha continuato il brasiliano.

Quando è uscita la notizia di un contatto fra l'Inter e l'allenatore argentino Bielsa «è scattata una situazione insostenibile: un casino bestiale dovuto forse al mio passato». Lo ha spiegato Leonardo raccontando modi e tempi del suo addio all'Inter, in una conferenza stampa che ha visto il brasiliano difendere anche animatamente le proprie azioni. «Io ho continuato a lavorare per l'Inter, quando è arrivata la proposta del Paris Saint Germain l'ho bloccata subito e pensavo potesse essere per il futuro», ha raccontato Leonardo, che poi ha avuto un batti e ribatti con alcuni giornalisti che gli domandavano come mai non avesse spiegato prima la sua posizione. «Potevo aspettare di essere esonerato, ma - ha raccontato - ho chiamato il presidente è ho detto "ho capito"». «Mi dispiace molto» non essere più l'allenatore dell'Inter «perché - ha sottolineato il brasiliano - si era creato un qualcosa con le persone che lavorano all'Inter. Era una grande sfida, mi considero davvero un privilegiato perché mi sono capitate cose difficili ma straordinarie. Sapete quante proposte per fare l'allenatore ho avuto dopo aver lasciato il Milan? - ha domandato retoricamente - Non le elenco neanche...».

Nell'ultimo concitato periodo Leonardo ha ricevuto anche una telefonata da Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan in cui il brasiliano ha giocato e lavorato come dirigente e allenatore: «Mi ha fatto una breve telefonata - ha spiegato Leonardo -. Negli ultimi tempi ci siamo un po' allontanati ma mi ha chiamato per cercare di capire se stavo bene. Non avevo molte cose da dire, nemmeno a lui ho fatto confidenze. Non mi piacciono le cose che arrivano di sponda. Aspettavo il momento di raccontare quello che ho vissuto». L'ex allenatore dell'Inter non ha negato di aver subito atti vandalici e aggressioni verbali nel suo ultimo periodo a Milano, dopo il derby: «Forse non pensavo che sarebbe stato a questi livelli, ma sapevo quello a cui andavo incontro. Non è - ha chiarito - il motivo per cui lascio Milano, sarò legato per sempre a questa città. Mi dispiace perché il prodotto calcio italiano cala, è meno bello. Anche dopo questo casino ho pensato di rimanere, forse mi avrebbe rinforzato, ma è finita così».

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