giovedì 21 aprile 2011

MOURINHO "Non è un dramma se quest'anno l'Inter non vince. Deve ricostruire per tornare a vincere,perché è sempre la mia Inter"


Il primo "titulo" di José Mourinhonon è sufficiente allo Special One per dimenticare già le due annate trascorse sulla panchina nerazzurra. In Spagna, Mou comincia con la Copa del Rey, nella speranza che la coppa nazionale sia la prima di un lungo ciclo: nel nostro Paese, invece, alla "sua" vecchia Inter, ormai, è rimasta soltanto la Coppa Italia. E mentre si infittiscono le voci al posto di Leonardo, il portoghese, festeggiando la sua prima vittoria a Madrid, lancia baci ai nerazzurri prendendo, al contempo, le distanze.

"Non è un dramma se quest'anno l'Inter non vince - prosegue Mourinho -. Deve ricostruire per la prossima stagione per tornare a vincere. perché è sempre la mia Inter. Moratti e i suoi collaboratori hanno ottime capacità, e Leonardo è un allenatore che può fare strada. Ora conta il secondo posto in campionato e vincere la Coppa Italia".

Aver messo in bacheca la Copa del Rey permette a Mourinho di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, in particolare quello messo dal grande ex del Barcellona, Johann Cruyff, che aveva definito lo Special One un "non-allenatore" che basava la sua esistenza soltanto sul numero di titoli.

"Vincere è sempre bello - pizzica Mourinho -. Qualche giorno fa qualcuno mi ha descritto come un allenatore che vince titoli e che non insegna calcio. Ma io lo ringrazio. Mi piace essere un allenatore che vince. Abbiamo vinto la finale contro il Barcellona meritatamente, giocando 120 minuti contro una squadra che non ti permette di dormire nemmeno un secondo, ma abbiamo meritato: i ragazzi sapevano che cosa dovevano fare, e l'hanno fatto perfettamente. La gente non è abituata a vedere un Real Madrid così organizzato e caratteriale, forse piace più un Real che perde ogni tanto".

"Non c'è motivo per il quale non possiamo vincere contro il Barcellona anche in Champions League, visto che l'abbiamo appena battuto - spiega Mourinho -. Sono venuto a Madrid per cambiare la mentalità di questa squadra e abbiamo cominciato a farlo... ma è soltanto l'inizio".

Un cambio di mentalità pienamente riconosciuto dai giocatori che, nella figura di Sergio Ramos, esprimono tutto il loro sostegno nei confronti del portoghese.

"Mourinho è il capitano della nostra barca - dice il laterale del Real Madrid - e lo seguiremo fino alla morte. Quello che sta cercando di instillare nella nostra etica del lavoro è fantastico".

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