venerdì 31 dicembre 2010

MACHEDA POSSIBILE IN PRESTITO IN ITALIA


Federico Macheda potrebbe tornare in Italia. Il 19enne attaccante del Manchester United dovrebbe lasciare l'Inghilterra .

Secondo il Guardian Juventus, Fiorentina, Parma e Lazio sono le squadre che hanno mostrato maggior interesse nei confronti del giovane attaccante.

"Abbiamo parlato con Ferguson e ci ha dato il via libera per una cessione in prestito - ha dichiarato l'agente di Macheda -, l'Italia è la destinazione più probabile. Al momento non abbiamo avuto contatti con nessun club, sceglieremo la squadra che potrà garantire a Federico continuità di prestazioni, anche perché questa e' l'unica ragione per cui e' pronto a lasciare Manchester".

Sarebbe proprio la Lazio, la squadra dove Macheda è cresciuto, la maggiore indiziata per l'ingaggio del 19enne attaccante.

L'INTER PROVA KAKà


L'ordine, in casa In­ter, è procedere a fari spenti. Portare in nerazzurro Kakà, in­fatti, è un'idea veramente affascinan­te, ma bisogna procedere con cautela. Il club nerazzurro ha definito suo pia­no, ma ora si è resa necessaria una sponda solida e concreta.
Solo con il sostegno del giocatore, sarebbe possibile vincere le resistenze di Florentino Perez, per nulla convinto di cedere così presto quello che è stato il primo col­po della sua seconda presiden­za. Uno spiraglio, però, l'ha la­sciato il suo uomo di fiducia, Jorge Valdano («Se arriva una grossa offerta, qualcuno può partire»), quindi esistono suffi­cienti margini per continuare a lavorare.

giovedì 30 dicembre 2010

MORATTI " Il 2010 è stato l’anno più importante degli ultimi anni dell’Inter"


Moratti ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport 24 in cui ha tracciato un bilancio dei suoi 15 anni di presidenza. «15 anni? Troppi... (sorride, ndr). Dobbiamo ricordare che il calcio italiano ha sofferto la terribile situazione che è poi venuta fuori con calciopoli e quello è stato decisamente il momento peggiore del calcio. E quindi comunque adesso è meglio. Il calcio segue quella che è la situazione economica internazionale e quindi non può permettersi di essere brillante come un tempo. Abbiamo le difficoltà economiche delle società più fragili, di Serie B e della Lega Pro. Bisogna avere delle nuove idee, forse creare dei tornei leggermente diversi ad alto livello, però il calcio oggi segue quella che è la situazione internazionale. Il calcio è serio se i dirigenti sono seri, solitamente, e questo è quello a cui bisogna costantemente puntare. Ci vogliono anche dei rinnovamenti, certamente, io penso in primis per me stesso e credo sia necessario anche a livello nazionale e internazionale».

È arrivato Leonardo: «Il 2011 è un anno importante per Leonardo perché questa è una scelta coraggiosa e bella. Il 2010 è stato l’anno più importante degli ultimi anni dell’Inter e quindi, per chi vuole vedere il futuro sempre a colori, e il futuro può essere a colori, posso dire che da questa partenza e da queste vittorie può venirne fuori soltanto qualcosa di positivo. Anch’io la vedo così».

Lo scudetto non vuole perderlo: «Lo Scudetto non mi piace mai pensare di perderlo perché hai contro i nemici calcistici e quindi pensi sempre per il pubblico di doverlo portare a casa. E quindi allo Scudetto ci terrei, spero che la squadra possa riprendersi e credo che abbia modo di farlo anche se sono tanti i punti di differenza. La Champions League ormai è entrata nell’ordine delle idee come qualcosa di raggiungibile e quindi ci dobbiamo pensare per forza. Sappiamo tutti che è una scommessa e quindi non voglio creare pressioni nell’allenatore».

«Mourinho non è che io pensassi dovesse andare via subito, però, con tutto quello che ha vinto, gli ho concesso questa grande libertà perché pensavo che fosse abbastanza consequenziale. Anche questo qui ha un suo carattere e quindi non è persona da pensare di avere come complice obbligato. E’ una persona che sa badare alla sua vita, farà le sue scelte e sarà libero di farlo. Credo sia un piacere, com’è stato con Mourinho e con Mancini, un piacere poter lavorare insieme perché sono convinto che ci sia molta buona fede, molta professionalità e il piacere di fare le cose, è fondamentale in tutti i mestieri ma nel calcio in modo particolare».

È un'Inter che punta sui giovani? «Al di là del Barcellona, è un modello che penso sia giusto per il calcio e per il futuro, è bene pensare al futuro e rinnovare anche psicologicamente la squadra. Poi, finalmente un italiano e anche questo non fa male. Ranocchia è un giocatore che avevamo avvicinato già precedentemente, in comproprietà col Genoa. E’ stato dunque abbastanza naturale e rientra in un nostro progetto di andare sui giocatori giovani. Anche il punto di vista economico, benché questo non sia stato uno scherzo, credo sia da affrontare così, sia a livello d’ingaggi che di spesa».

Cosa le è rimasto dell’addio “annunciato” di Mourinho? «L’ho vissuta come una cosa naturale, lo straprevedevo, si era capito, non aveva mai avuto forse la voglia e il piacere di dirmelo perché era un dispiacere per lui farlo, ma tacitamente entrambi avevamo capito questa cosa. Non volevo disturbare la tensione che teneva per vincere e porre io il problema. Ho pensato che fosse un finale abbastanza normale di un flash fantastico di due anni molto divertenti che poteva anche finire così. Non è stata una rottura tra persone ma la scelta ambiziosa da parte sua di poter dimostrare di essere bravo anche da altre parti ma di grande affetto nei confronti dell’Inter, tanto è vero che è scappato dalla finestra, è scappato via dal campo e questo dimostra che gli dispiacesse molto».

Sullo sfogo di Benitez? «Sapeva anche lui che non amavo molto che fosse pubblica questa cosa perché è una sua opinione, di cui si poteva discutere tra noi e verso cui c’erano molte aperture. Questo non toglie che io non mi permetto minimamente di entrare in quello che può essere il momento di vita di una persona che crede di dover fare una cosa e pensa sia giusto farla. Quello è a seguito di tante sensazioni personali, della propria vita, è consequenziale a tante cose sue. E quindi non voglio dare nessun giudizio severo. L’unico giudizio che posso dare riguarda la società, e quindi mi è dispiaciuto nei confronti dei giocatori e in un momento bellissimo per la società che ci fosse questa situazione. Niente di più».


Che voto assegna a l'Inter di quest'anno? «9 e mezzo perché il 10 si poteva dare vincendo a Montecarlo. Certo, a fine anno fa impressione vedere scritti i 5 titoli vinti quest’anno, lì, tutti assieme. E’ sinceramente eccezionale».

PREMIER LEAGUE 20aGIORNATA : CHELSEA - BOLTON 1-0

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PREMIER LEAGUE 20aGIORNATA : MANCHESTER CITY PRIMO CON LO UNITED


PREMIER LEAGUE - 20ª Giornata
  • Birming.
  • Man. Utd
  • 1
  • 1
  • Chelsea
  • Bolton
  • 1
  • 0
  • Liverpool
  • Wanderers
  • 0
  • 1
  • Man. City
  • A. Villa
  • 4
  • 0
  • S. City
  • Fulham
  • 0
  • 2
  • Sunderl.
  • Blackpool
  • 0
  • 2
  • Tottenham
  • Newcastle
  • 2
  • 0
  • West Bromwich
  • Blackburn
  • 1
  • 3
  • West Ham
  • Everton
  • 1
  • 1
  • Wigan
  • Arsenal
  • 2
  • 2
PREMIERLEAGUE - 20ª giornata
  • Man. Utd
  • 38
  • Man. City
  • 38
  • Arsenal
  • 36
  • Chelsea
  • 34
  • Tottenham
  • 33
  • Bolton
  • 29
  • Sunderl.
  • 27
  • Blackpool
  • 25
  • Blackburn
  • 25
  • S. City
  • 24
  • Everton
  • 22
  • Liverpool
  • 22
  • Newcastle
  • 22
  • West Bromwich
  • 22
  • A. Villa
  • 20
  • Wigan
  • 20
  • Birming.
  • 19
  • Fulham
  • 19
  • Wanderers
  • 18
  • West Ham
  • 17

DIEGO OFFERTO IN BRASILE. DZEKO AD UN PASSO DAL MANCHESTER CITY


Paratici, braccio destro di Marotta alla Juventus , vuole chiudere in fretta l'operazione Fortounis, promettente centrocampista dell'Asteras Tripolis, squadra di seria A greca.

Ma tra gli obiettivi c’è l’olandese Robin Van Persie: i bianconeri vogliono rinnovare un attacco piuttosto datato (97 anni tra Del Piero, Iaquinta e Amauri). L'attaccante dell'Arsenal ha una media-gol invidiabile e per convincere Wenger e la dirigenza dei Gunners Marotta è pronto a inserire nella trattativa Felipe Melo.

Dal Palermo notizie su Massimo Maccarone, che da quando è stato messo sul mercato, è stato accostato a numerose squadre di A e di B. Bari, Genoa, Fiorentina, Juventus, Milan, Sampdoria, Atalanta e Torino sarebbero sulle tracce dell'attaccante rosanero. Ma il suo agente smentisce: "Ogni giorno ne esce una nuova, ma la realtà è che qui il telefono non ha squillato nemmeno una volta”.

Per Edin Dzeko il passaggio al Manchester City sembra cosa fatta, almeno secondo quanto riporta il quotidiano tedesco "Bild". Lo sceicco Mansour offre 35 milioni di euro di cui 30 immediatamente e gli altri cinque in caso di qualificazione del City alla Champions League; 7 i milioni annui proposti al giocatore. L'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare entro il 5 gennaio.

Diego al Corinthians? La voce arriva dal Brasile in particolare dal quotidiano "Jornal da Tarde" che riporta l'indiscrezione di una presunta offerta dell'ex fantasista della Juventus al club di San Paolo. Il giocatore arriverebbe in prestito dal Wolfsburg, club tedesco che quest'estate ha investito molto sul brasiliano, pagandolo 15,5 milioni di euro alla società bianconera. Sul giocatore non ci sarebbe solo il Corinthians, ma anche il Santos, la quadra che ha lanciato Diego.


mercoledì 29 dicembre 2010

BAPTISTA VENDUTO AL MALAGA, MEXES E PIZARRO RIMANGONO . SONO QUESTI I PROGETTI DELLA ROMA


Baptista all'apertura del mercato andrà al Malaga per circa tre milioni di euro. Un'operazione che permette alla Roma di togliersi un peso piuttosto grande dal monte ingaggi, Baptista guadagna circa 4,5 milioni di euro lordi all'anno.

La Sensi oggi ha voluto mettere alcuni paletti su questioni importanti soprattutto per altre ipotizzate uscite di livello. Come quella di Mexes che è a rischio scadenza di contratto, visto che a giugno si libererà a parametro zero. Il francese dà la priorità alla Roma, la Roma lo sa tanto che la Sensi ha annunciato: «Stiamo trattando per il rinnovo». Tutto sembra rientrato quindi, anche la possibilità che il difensore finisca al Milan. «Galliani è un amico ma non abbiamo mai parlato di Mexes, è un giocatore a cui tengo molto. Stiamo parlando per arrivare al rinnovo, non ho detto che abbiamo rinnovato, ma continuiamo a parlare. Sono stanca di leggere falsità sulla Roma». Chiuse le porte ad una possibile cessione del francese la Sensi ribadisce poi un concetto già espresso su Pizarro: «È un giocatore della Roma e rimane tale». E il cileno, come Adriano, ha ritardato il suo rientro a Roma rispetto ai compagni. Ha chiesto qualche giorno in più per potersi curare, a casa. E se Adriano si sa che rientrerà il 31, per Pizarro ancora non è stato stabilito di comune accordo il giorno del ritorno.

Su Adriano la Sensi ha ribadito: «Non c'è nessun diversità di vedute con Unicredit: stiamo lavorando assieme nell'interesse della Roma e dei tifosi». Ha giocato contro il Milan perchè lo ha chiesto la società? «Non interferisco mai con le scelte del mister. Avendo una rosa ampia, Ranieri ha l'imbarazzo della scelta e i giocatori devono accettare le scelte ma le polemiche le leggo solo sui giornali, i giocatori accettano tranquillamente le scelte». Totti è spesso al centro di polemiche: «Segna un gol o fa qualcosa di eccezionale e diventa improvvisamente un eroe anche per chi lo critica. Bisogna lasciarlo tranquillo».

Per quanto riguarda le partenze come già detto non ci saranno cessioni eccellenti in questo mercato. Tolto Baptista la possibilità che parta Cicinho per ora non c'è, perchè non ci sono offerte, ma se dovessero arrivare qualcosa potrebbe cambiare. Poi c'è la vicenda portieri. Julio Sergio rimane il titolare, Doni il possibile partente. Per ora, perchè in realtà il primo ha più mercato dell'altro. E quindi la soluzione è sempre la stessa, con un offerta interessante le gerarchie potrebbero cambiare. Tutto questo tenendo conto poi del fatto che la società vuole sistemare tutti quei giocatori in esubero che, come ha detto Ranieri, «meritano di giocare». E questi sono Loria, Antunes, Rosi. Il primo potrebbe andare in Emilia, interessa infatti a Bologna e Modena. Poi c'è la possibilità Bologna anche per Rosi. Anche se il suo procuratore, Davide Lippi ha chiarito che non vorrebbe farlo partire a gennaio. Antunes invece dovrebbe andare al Leira, club portoghese. In entrata rimane in piedi l'ipotesi Berhami, ma in sostanza se c'è la possibilità di un prestito fino a giugno.

GALLIANI ROMPE CON IL MANAGER DI RONALDINHO


Allarme Pato. L’attaccante brasiliano non ha toccato il pallone nemmeno nella giornata di oggi qui a Dubai. In mattinata seguito una preparazione (leggera) in gruppo sul campo di allenamento e poi ha corso sulla sabbia. Nel pomeriggio, dopo aver lavorato a secco con i compagni, ha fatto esercizi specifici per migliorare. Quindi a poco più di una settimana dalla ripresa del campionato Allegri ha a sua a disposizione solo un attaccante di ruolo, Robinho, perchè Pato e Cassano sono fuori condizione, Ibrahimovic è squalificato, Ronaldinho inutilizzabile e Inzaghi lungodegente cronico.

Intanto dal Brasile in queste ultime ore è rimbalzata la notizia di una clamorosa rottura fra l’ad Galliani e Roberto de Assis, fratello-manager di Ronaldinho. Il club di via Turati avrebbe imposto a Dinho un indennizzo di 8 milioni di euro per accasarsi altrove fin da questo gennaio.

PREMIER LEAGUE 20aGIORNATA : MANCHESTER CITY - ASTON VILLA 4-0

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PREMIER LEAGUE 20aGIORNATA : BIRMINGHAM - MANCHESTER UNITED 1-1

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martedì 28 dicembre 2010

PREMIER LEAGUE 19aGIORNATA : ARSENAL - CHELSEA 3-1

Solo sei punti nelle ultime otto uscite, una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. La peggiore sequenza dai tempi di Gianluca Vialli, licenziato nel settembre 2000 proprio a causa di quella falsa partenza con il Chelsea.

E dire che la stagione di Ancelotti, complice un calendario propizio, era iniziata a passo spedito, con cinque vittorie in altrettante partite, addirittura otto nelle prime dieci giornate. Poi il rallentamento, brusco, inarrestabile. Non mancano certo le attenuanti, a cominciare dagli infortuni che hanno costretto il tecnico italiano a far esordire numerosi giovani del vivaio. Una scelta obbligata anche a causa del mercato estivo, che ha visto arrivare il solo Ramirez nonostante le partenze tra gli altri di Joe Cole e Michael Ballack. Ancelotti ha sposato la politica dell'austerity voluta dalla società. Ma gli infortuni - soprattutto in difesa - prima di John Terry e ora di Alex - impongono un pronto intervento sul mercato a gennaio.

Perchè è impensabile che il Chelsea possa recuperare lo svantaggio in Premier League (-6 dalla capolista Manchester United che deve pure recuperare una partita), ma soprattutto dare l'assalto alla Champions League - vero obiettivo stagionale - con una rosa tanto esigua. Lunedì sera è tornato titolare Frank Lampard, dopo un assenza che durava da agosto. Ma non può bastare. Domani contro il Bolton anche Nicolas Anelka rischia il forfait, oltre alle sicure defezioni di Yuri Zhirkov e del lungodegente Youssi Benayoun. E non c'è più tempo da perdere.

«Immagino non sia felice, d'altronde non lo è neppure la squadra - ha detto Ancelotti a proposito del patron russo -. Credo che abbia ancora fiducia in me ma bisogna chiedere a lui. Lo scorso anno mi hanno detto che ho fatto un gran lavoro, ora però dobbiamo svegliarci, darci tutti una mossa perchè il Chelsea non può avere questi risultati». L'impressione è che le prossime due gare - contro Bolton e Wolverhampton (5 gennaio) - potrebbero anche essere decisive: un tracollo dei Blues avrebbe conseguenze al momento imprevedibili
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PREMIER LEAGUE 19aGIORNATA : CHELESEA IN CADUTA LIBERA


PREMIER LEAGUE - 19ª Giornata
  • Arsenal
  • Chelsea
  • 3
  • 1
  • A. Villa
  • Tottenham
  • 1
  • 2
  • Blackburn
  • S. City
  • 0
  • 2
  • Blackpool
  • Liverpool
  • -
  • -
  • Bolton
  • West Bromwich
  • 2
  • 0
  • Everton
  • Birming.
  • 0
  • 0
  • Fulham
  • West Ham
  • 1
  • 3
  • Man. Utd
  • Sunderl.
  • 2
  • 0
  • Newcastle
  • Man. City
  • 1
  • 3
  • Wanderers
  • Wigan
  • 1
  • 2
PREMIERLEAGUE - 19ª giornata
  • Man. Utd
  • 37
  • Arsenal
  • 35
  • Man. City
  • 35
  • Chelsea
  • 31
  • Tottenham
  • 30
  • Bolton
  • 29
  • Sunderl.
  • 27
  • S. City
  • 24
  • Newcastle
  • 22
  • Liverpool
  • 22
  • Blackpool
  • 22
  • West Bromwich
  • 22
  • Blackburn
  • 22
  • Everton
  • 21
  • A. Villa
  • 20
  • Wigan
  • 19
  • Birming.
  • 18
  • Fulham
  • 16
  • West Ham
  • 16
  • Wanderers
  • 15

lunedì 27 dicembre 2010

VAN BASTEN "Allenare l'Inter? Non è giusto passare da una famiglia all'altra"


Marco Van Basten ai microfoni di Sky non si tira indietro e dice la sua su Leonardo , Ibrahimovic, e sui cugini nerazzurri.

"Il Milan di oggi è una squadra nuova, con gente nuova come Ibrahimovic, Ronaldinho, Robinho. Secondo me ha qualità ma deve ancora migliorare per diventare una squadra che vince in Italia e in Europa", esordisce l'ex attaccante olandese del Milan che ammette di essersi aspettato un rendimento così alto da parte di Ibrahimovic in rossonero: "Aveva già fatto bene all'Inter e anche alla Juve. In Spagna non ha giocato male, ma al Barcellona giocava in un altro modo e il rapporto con Guardiola non era dei migliori. E' anche un tipo sensibile, se lo vedi in campo è forte ma sente la fiducia della gente e di un allenatore. Fa la differenza, quest'anno ha fatto tante volte la differenza. Io e Ibrahimovic uguali? In parte abbiamo qualche somiglianza. Lui è più grande, più forte, tira. Ha grandi qualità fisiche, è molto forte. Con gli anni è migliorato nel fare gol. Per me adesso sta andando ad un livello molto alto. Secondo me per Van Basten era facile far bene, avevo una squadra, soprattutto alla fine, molto forte. Una squadra che aveva già automatisti. La squadra mi ha aiutato molto. In questo Milan Ibra deve fare ancora di più da solo".

Van Basten prova a giudicare il talento di Cassano, da oggi aggregato al gruppo rossonero che viaggia verso Dubai: "Non lo conosco tanto bene. Ha giocato al Real Madrid, Samp, in Nazionale. Ha bei colpi ma ho visto troppo poco il campionato italiano l'anno scorso per giudicare bene. Litiga con presidenti o allenatori? Queste sono cose importanti: fai parte di una squadra, di una società. Devi giocare bene e comportarti bene. I giocatori devono capire questo. Ci sono responsabilità verso chi ama questo sport. Devi essere sempre un esempio. Ci devi provare".

Quest'anno, alla guida del Milan c'è Massimiliano Allegri. Van Basten è mai stato vicino alla panchina della sua ex squadra? Il tulipano nega. "L'anno scorso girava la voce ma nessun contatto. Avevo il problema alla caviglia, mi sono operato a settembre, ora sto meglio - spiega e tiene aperta una porta -. Nel futuro non si sa mai. Non credo che non ci possa essere una possibilità. Allenare l'Inter? Non è giusto passare da una famiglia all'altra. Sarebbe un tradimento? Nel mio caso sì, sono stato tanti anni al Milan. Mi sono trovato bene. Secondo me anche l'Inter capisce un modo di pensare così. Il caso Leonardo, invece, è diverso, lui non è stato un giocatore al Milan per tanti anni. E poi è andato via in seguito a molti problemi, io, invece, non ne ho mai avuti al Milan con nessuno".

PREMIER LEAGUE 19a GIORNATA : NEWCASTLE UNITED - MANCHESTER CITY 1-3

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PREMIER LEAGUE 19a GIORNATA : MANCHESTER UNITED - SUNDERLAND 2-0

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CARTOLINA DI NATALE RED BULL IRONICA CON LA FERRARI

Red Bull, la cartolina delle feste con polemica
Auguri al veleno dalla Red Bull. Nella cartolina per le feste della scuderia austriaca ci sono le due monoposto che corrono sulla neve. Dalla radio della prima - tallonata dalla slitta di Babbo Natale - arrivano queste parole : "Santa Klaus è più veloce di te. Per favore conferma di aver capito il messaggio". Chiaro riferimento all'ordine di scuderia della Ferrari, che in Germania comunicò in questo modo a Massa di far passare Alonso.