«Non me ne frega niente». Reagisce così Massimo Moratti ad una domanda sulle parole di Balotelli al "Chiambretti Night" . Il presidente dell'Inter non è stato l'unico a parlare di Balotelli ai microfoni di Sky Sport. Lo ha fatto anche il suo procuratore, Mino Raiola: «Mario sta pagando un prezzo caro per questa situazione creata da un fraintendimento tra le parti. Spero che con Mourinho si possa chiarire a fine stagione, ma ora Mario ha pagato già abbastanza».
«Non sono così stupido da saltare cinque partite: se avessi dovuto chiedere scusa lo avrei chiesto dopo la prima: Avendo ragione io, non chiedo scusa». Lo ha detto Mario Balotelli intervenendo telefonicamente alla registrazione del 'Chiambretti Night' che andrà in onda questa sera.
Piero Chiambretti ha chiesto al ct dell'Irlanda Giovanni Trapattoni, ospite in studio, di telefonare all'attaccante per dargli qualche consiglio sul rapporto con Mourinho che oggi per la quinta volta di fila non lo ha convocato. Al terzo tentativo Balotelli ha risposto al telefono. «Sei un talento, hai una vita per dimostrarlo», gli ha detto l'ex allenatore di Inter e Juventus. «A volte le cose non sono come si raccontano - ha risposto Balotelli -. Cosa è successo? Tanti episodi sono successi, ma li racconterò quando tutto sarà passato». Poi, rivolgendosi a Trapattoni, l'attaccante ha aggiunto: «Se mi state chiedendo di mettere da parte l'orgoglio, potete dirlo anche a qualcun altro».
Ronaldinho ha fatto una promessa a se stesso: vuole dare e fare il tutto per tutto per tentare, con il suo Milan, di agganciare l’Inter in vetta alla classifica. Anche perchè, dettaglio da non sottovalutare, Dinho ha sempre in testa i Mondiali sudafricani. Sembra che Dunga, sensibile all’opinione pubblica brasiliana che adora il milanista, ci stai ripensando in virtù della buona stagione fin qui disputata dal fantasista di Porto Alegre.
Ma nel futuro immediato di Ronaldinho c’è anche il rinnovo del contratto. Sfumato un primo approccio fra l’a.d. Galliani e il fratello- manager Roberto de Assis a fine gennaio dopo lo 0- 2 nel derby, adesso sembra che Dinho abbia voglia di mettere al più presto nero su bianco in virtù anche del grande affetto da parte del suo principale tifoso, il presidente Berlusconi. Ma toccherà ad Adriano Galliani cercare di mediare su un aspetto molto importante del possibile rinnovo quando, subito dopo Pasqua Roberto de Assis sarà nuovamente a Milano. L’attuale contratto (in scadenza il 30 giugno 2012) prevede attualmente un ingaggio netto di 8 milioni di euro. L’eventuale prolungamento prevede una «limatura» di almeno due milioni di euro che verrebbe spalmato sul prolungamento fino al 2014, quando Dinho avrà 34 anni.
Come annunciato dal Corriere dello Sport-Stadio, Diego Della Valle ha annunciato con un comunicato ufficiale l'addio alla Fiorentina. A far esplodere questa situazione è stato l'atteggiamento della città nella vicenda-Prandelli: dopo aver visto che la piazza è solo dalla parte del tecnico, i padroni hanno deciso, una volta per tutte, di uscire con tempi velocissimi dal mondo del calcio, da cui sono stati delusi negli ultimi tempi. La città, naturalmente, è in subbuglio. I tifosi sono radunati davanti allo stadio e sono pronti a spostarsi davanti alla sede viola, mentre il sindaco Renzi ha già avuto un colloquio privato con Diego Della Valle.
Ecco il testo completo della lettera di Della Valle ai tifosi: «Scrivo a tutti quelli che vogliono bene alla Fiorentina per comunicare che da oggi non sarò più il Patron della Società. La sottile strumentalizzazione che in questo periodo qualcuno ha tentato di fare nei confronti della Società, contrapponendola ai suoi tifosi, ha superato ogni livello di tollerabilità e qualunque cambiamento di comportamento per il futuro non ne modificherebbe comunque la gravità. Vedere la Società messa da molti sul banco degli imputati senza aver commesso nulla se non difendere con forza i valori e la dignità della maglia viola non è per me accettabile e soprattutto non è giusto. Ai tifosi veri dico di tenere gli occhi aperti e di non farsi usare da chi vuole destabilizzare i rapporti tra la società e i suoi sostenitori; state vicini a questa dirigenza che ha dato e darà il massimo per cercare di farvi sognare ancora di più, e fate in modo che mio fratello Andrea rimanga vicino alla Società con tutta la passione che ha e che ha sempre dimostrato. Pochi come lui sanno dosare cuore e capacità gestionali necessarie per guidare una Società di calcio importante come la Fiorentina. Voi tutti, tifosi veri, continuate a sostenere questi ragazzi che vanno in campo perché sono un gruppo fantastico e generoso e difendete sempre e solo i valori della maglia viola».
Circa trenta minuti dopo la pubblicazione del comunicato di Della Valle, sul sito della Fiorentina è apparsa una nota in cui si annuncia che Cesare Prandelli ha deciso di rimanere in viola fino alla scadenza del contratto nel 2011: «Cesare Prandelli comunica la sua intenzione di rimanere a Firenze senza dubbi e perplessità, rispettando così il contratto che lo lega alla società viola» si legge.
Massimo Moratti vuole chew volge al termine il castigo di Mario Balotelli . «Credo che stamattina (ieri ndb) si sia allenato - ha spiegato il presidente nerazzurro sotto gli uffici della Saras -. Bisogna cercare di capire se può essere chiamato per la prossima partita o la successiva». Ha aggiunto : «Certamente è utile, fa parte della squadra».
Lo scudetto comunque non sarà solo una sfida fra la Roma e la sua Inter. «Per lo scudetto siamo ancora tutti in corsa». Con il Milan, ha spiegato il presidente nerazzurro, «ci sono tre punti di mezzo, non sono niente. Non conviene pensarla come una lotta a due, perchè bisogna stare molto attenti. E adesso abbiamo la Champions, soprattutto. Certo abbiamo perso dei punti, forse non ci siamo resi conto che abbiamo rallentato un po' troppo», è l'analisi sul momento della sua squadra da parte di Moratti, che però non è più di tanto deluso dalla sconfitta di sabato all'Olimpico. «Mi è sembrata una bellissima partita, fra due squadre che hanno rispettato le previsioni della vigilia secondo cui sarebbe stata una gara combattuta - ha osservato -. L'Inter, a mio avviso, ha fatto bene, ha colpito tre pali». A proposito delle voci di mercato che accostano Josè Mourinho a squadre inglesi o spagnole, Moratti ha osservato che «tutti gli anni dicono queste cose, vedremo».
Sony Ericsson Open ATP World Tour Masters 1000 Miami, U.S.A. 24 March - 4 April, 2010
Singolari - Terzo Round
[4] R Nadal (ESP) d [WC] D Nalbandian (ARG) 67(8) 62 62 [6] A Roddick (USA) d S Stakhovsky (UKR) 62 61 [8] J Tsonga (FRA) d [28] P Kohlschreiber (GER) 62 75 [12] J Ferrero (ESP) d [17] J Isner (USA) 62 36 63 [15] D Ferrer (ESP) d [24] I Karlovic (CRO) 76(5) 63 B Becker (GER) d [18] T Robredo (ESP) 16 64 76(1) [27] T Bellucci (BRA) d O Rochus (BEL) 63 64 [33] N Almagro (ESP) d J Chardy (FRA) 62 67(9) 63
Il vicedirettore generale della Juventus, Roberto Bettega, è stato inibito dal giudice sportivo «a svolgere ogni attività in seno alla Figc a ricoprire cariche federali ed a rappresentare la società nell’ambito federale a tutto il 20 aprile 2010 per avere rivolto reiteratamente espressioni ingiuriose all'arbitro». Le frasi sono state rivolte al direttore di gara nel sottopassaggio che porta agli spogliatoi durante l'intervallo della partita di ieri contro l'Atalanta. La Juventus valuta la possibilità di fare ricorso. Squalifica per una giornata anche per l’allenatore del Catania Sinisa Mihajlovic «per aver rivolto all’arbitro espressioni ingiuriose».
Roma e Lazio sono state multate dal giudice sportivo per i cori razzisti che i sostenitori delle due squadre hanno rivolto ai giocatori di Inter e Milan durante le partite della 31ma giornata di Serie A . Al club giallorosso è stata comminata un’ammenda di 25.000 euro; mentre la Lazio dovrà pagare 15.000 euro.
Forse non appagato da quanto fatto in pista durante le libere per il GP di domenica, il pilota britannico Lewis Hamilton - già campione del mondo di F1 - è stato fermato venerdì dalla polizia autostraliana. Lo ha reso noto la scuderia McLaren. "Guidavo in modo esuberante e tutto d'uno tratto sono stato fermato dalla polizia. Ho fatto una cosa stupida e mi voglio scusare", ha dichiarato il 25.enne in una nota.
Leonardo non si arrende. «Favorita Roma o Inter? Milan, Milan, Milan... - risponde sorridendo ai microfoni di Sky Sport il tecnico rossonero -. È un campionato strano, con tante sorprese per lo stato di forma e i risultati, con partite molto difficili da pronosticare. In sette partite che mancano possono succedere ancora cose straordinarie».
L'allenatore del Milan non è deluso dalla prestazione dei suoi. «Oggi è mancato il guizzo finale, ma specie nel secondo tempo abbiamo sfiorato la vittoria, che ci poteva stare. Oggi le cose non venivano spontanee, ma la rabbia c'era, la squadra c'era». Leonardo conta ora di recuperare alcuni giocatori infortunati o squalificati e prima della fine del campionato sicuramente Pato e forse anche Nesta. «Abbiamo solo sette partite in sette settimane, è la prima volta che succede - ha detto il tecnico -. L'Inter ha una rosa che gli permettere di combattere su vari fronti, la Roma è in stato di grazia, ma una striscia lunga di risultati utili l'abbiamo fatta anche noi nei mesi scorsi».
«Io parlo di futuro quando sarà più importante del presente - ha detto Leonardo a proposito delle sue prospettive sulla panchina del Milan -. Questa squadra ha fatto delle cose straordinarie e in sette partite cose straordinarie possono ancora succedere».
«Un branco che va a caccia della preda». Edy Reja riprende e rafforza il concetto espresso nei giorni scorsi per descrivere la sua 'nuova' Lazio. «Ora la squadra ha un'anima - ha detto il tecnico biancoceleste ai microfoni di Sky Sport dopo il pari con il Milan -. Prima era un po' sfilacciata. Abbiamo sofferto un po' all'inizio del primo tempo, poi abbiamo fatto una partita straordinaria in fase difensiva, non abbiamo rischiato niente».
A fine partita, in pieno festeggiamento sul campo, Pasquale Foggia ha rotto gli occhiali di Reja, che scherza: «Me li paga, me li paga. Li avevo presi a Napoli, lui è di Napoli, quindi passerà alla cassa».
Sensazionale rimonta della Ferrari di Alonso che dalla ventesima risale fino alla settima posizione con il gruppo di testa. Qui, alla faccia di chi parlava di Formula noia dopo il Gp del Bahrain, si ritorna a vedere lo spettacolo nel Circus. Cominciano una serie di sorpassi e controsorpassi mozzafiato tra Hamilton, Massa, Webber e Alonso che si contendono la quinta piazza. In poco più di 12 secondi ci sono ben otto piloti, l'unico dei big che non partecipa alla festa è Michael Schumacher che dopo i guai in partenza non riesce a risollevarsi e staccato viaggia undicesimo. Al giro 26 colpo di scena Vettel: forse freni ko e il giovane tedesco finisce dritto sulla ghiaia, addio gara e vittoria, il box McLaren applaude a scena aperta con Button che vola in testa. Si scalda anche l'altra freccia d'argento Hamilton che, partito undicesimo e messosi alle spalle le polemiche per il fermo di polizia venerdì scorso, è una furia: ne fanno le spese le due Ferrari che cedono il passo. Poi il britannico si mangia la Red Bull di Webber, la Mercedes di Rosberg con solo la sorprendente Renault di Robert Kubica che lo separa dal compagno della McLaren Button. Hamilton si riferma per sostituire le gomme consumate, ne approfittano le Ferrari che si fanno sotto alla Renault di Kubica. Massa ci prova ad avvicinare il polacco, ma poi si accontenta dell'ultimo gradino del podio. Alonso resta quarto grazie ad una frenata mozzafiato che a due giri dalla fine sbarra la strada ad Hamilton. L'inglese viene così toccato dalla Red Bull di Webber, finisce in testa coda ed è solo sesto dietro anche alla Mercedes di Rosberg che fa ancora meglio di Re Schumi. Per Button è il momento di festeggiare e di correre tra grida e spruzzi di champagne fra le braccia della fidanzata Jessica Michibata. Chi voleva divertirsi davanti alla tv o all'Albert Park di Melbourne non può essere rimasto deluso, era ora. Alonso, dopo il quarto posto ottenuto in Australia, sale a quota 37 punti seguito dal compagno di squadra Felipe Massa che, salito sul podio a Melbourne, può contare su 33 punti. Subito alle spalle la McLaren del campione del mondo, Jenson Button che sale a 31 punti dopo il successo sul circuito australiano. La Ferrari è in testa anche nella classifica costruttori con 70 punti, inseguita dalla McLaren a quota 54.
"E’ davvero speciale vincere per la prima volta con la McLaren. Francamente non pensavo di farcela così alla svelta". Così Jenson Button dopo il secondo successo consecutivo a Melbourne, l’ottavo della carriera e soprattutto il primo da quando ha traslocato a Woking. "Tra l’altro una gara che era iniziata male perché al via mi sono toccato con Alonso che probabilmente non mi aveva visto, mi sono fermato prima degli altri per cambiare le gomme e pensavo di aver compiuto un errore catastrofico perché la pit lane era davvero bagnata, invece credo che sia stata la miglior scelta possibile".
Fernando Alonso. "Non ho mai iniziato una stagione così bene come quest’anno e so quanto sia importante poi in termini di campionato. Ovviamente non è stato il miglior gran premio della stagione, però sono stato autore di una partenza fantastica, ho visto che Alonso e Webber slittavano un po’ e io sono riuscito a passare. Ma ho comòpouto qulche errore anche per colpa delle gomme che faticavano ad andare in temperatura. Il team ha fatto un bel lavoro, evitando di fermarci per un secondo stop altrimenti non sarei riuscito a salire sul podio"
Soddisfatto anche Robert Kubica che finalmente ha infranto il tabù Australia: "Nelle ultime due edizioni avrei potuto finire facilmente sul podio se non fossi rimasto coinvolto in incidenti, stavolta ce l’ho fatta. Ma dobbiamo essere realisti in condizioni normali la Renault non è ancora da podio. Per questo questo secondo posto costituisce un risultato importante per il team"
Si fa sempre più precaria la posizione di Gianfranco Zola sulla panchina del West Ham. Il tecnico italiano è stato violentemente attaccato con un comunicato da David Sullivan, uno dei proprietari del club, che ha definito “patetica” la prestazione degli hammers con il Wolverhampton (ko per 3-1), stigmatizzando la “disorganizzazione” tattica della squadra.
Zola ha fatto sentire la sua voce: «Mi sono arrabbiato molto - ha detto -. Le parole possono fare molto male, possono fare molti danni. Ma concentriamoci sul gioco e non sulle chiacchere. Sarebbe un buon punto di partenza. Penso che il proprietario abbia tutto il diritto di esprimere le sue opinioni proprio perché è il proprietario. Io non ho bisogno di parlare con la squadra, non devo motivarli. I miei ragazzi lo sono già».
Quando gli è stato chiesto se Sullivan l’abbia attaccato per provocarne le dimissioni, evitando così di pagargli l’ingaggio come avverrebbe in caso di esonero, Zola ha risposto di non saperlo. «Ovviamente - ha dichiarato - capisco che il signor Sullivan sia preoccupato della situazione. Non siamo in una buona posizione e lui è preoccupato, ma io lo sono almeno quanto lui. Forse non sto facendo un buon lavoro, ma lo faccio onestamente. Se pensano che non sia buono, basta che me lo dicano. Non ci sarebbero problemi per me».
Il West Ham ha appena tre punti di vantaggio su Burnley e Hull City, che occupano la penultima posizione. Ma rispetto all’Hull hanno una partita in più. E il calendario che aspetta gli hammers è terribile: trasferte a Liverpool in casa dei Reds e dell’Everton, derby fuori casa col Fulham e incontro all’ultima giornata con il Manchester City di Roberto Mancini.
Sullivan non ha problem solo con Zola. A quanto pare, anche con i giocatori non va tanto bene. Il comproprietario del West Ham ha avuto un incontro con la squadra, nel corso del quale ha definito i suoi uomini «pigri, grassi e inutili». I giocatori ovviamente si sono arrabbiati come bestie. Luis Boa Morte ha attaccato Sullivan per il suo comunicato dopo la sconfitta con il Wolverhampton, i suoi compagni gli hanno dato manforte e si è arrivati alle soglie dello scontro fisico. La situazione non è degenerata ulteriormente solo per l’intervento del vice di Zola, Steve Clarke, che ha invitato Sullivan, a quanto pare con fare piuttosto energico, a lasciare lo spogliatoio. La squadra, in realtà, è arrabbiata con i proprietari perché vogliono mandare via Zola per sostituirlo con Mark Hughes.
Sony Ericsson Open ATP World Tour Masters 1000 Miami, U.S.A. 24 March - 4 April, 2010
Singolari - Secondo Round [1] R Federer (SUI) vs [LL] N Lapentti (ECU) M Fish (USA) d [3] A Murray (GBR) 64 64 [5] R Soderling (SWE) d P Luczak (AUS) 76(5) 60 S Robert (FRA) vs [7] M Cilic (CRO) [9] F Gonzalez (CHI) vs [Q] Y Lu (TPE) [10] F Verdasco (ESP) d D Sela (ISR) 61 62 [13] M Youzhny (RUS) d [Q] S Giraldo (COL) 60 61 T de Bakker (NED) vs [16] T Berdych (CZE) [19] S Wawrinka (SUI) d [Q] K Anderson (RSA) 64 75 [20] G Simon (FRA) vs H Zeballos (ARG) [Q] M Ilhan (TUR) vs [22] J Monaco (ARG) [23] J Melzer (AUT) d A Falla (COL) 63 64 [25] M Baghdatis (CYP) d J Chela (ARG) 62 64 F Serra (FRA) d [26] A Montanes (ESP) 63 36 62 [29] F Lopez (ESP) d M Berrer (GER) 76(2) 75
"Oggi abbiamo battuto una squadra stratosferica, complimenti all'Inter ma complimenti anche ai miei ragazzi»: così l'allenatore della Roma, Claudio Ranieri ai microfoni di Sky Sport. L'Inter è solo a un punto: «Sarà una bella battaglia di nervi - dice - ora comincia il rettilineo finale. Noi stiamo bene, i ragazzi ci credono. Io già penso al Bari, Saranno tutte partite difficili e noi dovremo essere umili e concentrati come questa sera».
«Oggi era una partita importante e delicata per tutta Roma, per tutta la gente che ci segue - prosegue - veniamo da cinque mesi di sacrificio, di rincorsa, abbiamo battuto un'Inter stratosferica». «Abbiamo fatto i primi 40 minuti belli, bellissimi - prosegue Ranieri - abbiamo creato problemi poi negli ultimi cinque minuti l'Inter si è fatta sentire. Nel secondo tempo non riuscivamo a ripartire ma siamo rimasti compatti e concentrati, questa è stata la questa chiave della partita. Questa è una squadra orgogliosa - aggiunge - A ottobre eravamo messi veramente male non riuscivamo a trovare il bandolo della matassa. Questi ragazzi si stanno togliendo grandi soddisfazioni poi il pubblico è stato fantastico». «Lo scudetto? Meritiamo di stare lì, e non dico altro. Oggi abbiamo fatto la partita perfetta, e ora spero che i nostri tifosi possano andare a Bari». È una Rosella Sensi a metà fra l'euforico ed il commosso, probabilmente pensando a ciò che realizzò suo padre Franco ("il mio primo pensiero al fischio finale è stato per lui") quella che lasciando l'Olimpico commenta il successo della sua Roma contro l'Inter.
Le chiedono se questo sia il momento più bello da quando è presidente della Roma, e lei risponde dubito «sicuramente sì». «Ma il merito - aggiunge - è tutto dei ragazzi, che sono stati fantastici, e del nostro allenatore, che è grande sotto l'aspetto tecnico ed umano». ROMA-INTER 2-1
RETI: 17' De Rossi, 67' Milito, 72' Toni.
ROMA: Julio Sergio, Cassetti, Burdisso, Juan, Riise, Perrotta, Pizarro, De Rossi (28' st Brighi), Menez (22' st Taddei), Toni, Vucinic (40' st Totti). (32 Doni, 5 Mexes, 22 Tonetto, 19 Baptista). All.: Ranieri.
INTER: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Stankovic (13' st Pandev), Cambiasso (31' st Chivu), Thiago Motta (31' st Quaresma), Sneijder, Eto'o, Milito. (1 Toldo, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 11 Muntari). All.: Mourinho.
Stagione 2002-2003: Brocchi correva, spezzava il gioco avversario; Leonardo inventava, segnava, disegnava prodezze. Sono stati compagni nel Milan, domani saranno avversari. Un faticatore come Brocchi era utilissimo ad un inventore come Leonardo. In partita furono schierati spesso insieme.
Cristian domani rimetterà piede a S. Siro. In quello stadio ha percorso migliaia di chilometri. «A volte ci si dimentica che ho 34 anni - dice Brocchi - nonostante questo sento di avere lo spirito di un ragazzino. Per me è motivo d’orgoglio essere d’esempio per i compagni più giovani. Nella mia carriera ho avuto la fortuna di avere esempi come Maldini e Costacurta, mi hanno insegnato a vivere i momenti belli e quelli brutti. Penso che nella Lazio io abbia anche questo compito». Brocchi sa cosa deve aspettarsi la Lazio a S.Siro: «Non deve pensare che il Milan è difficoltà. Io li conosco bene, hanno sempre voglia di fare una bella figura e sono molto orgogliosi. Quando ci sono partite importanti i rossoneri vogliono sempre vincere. Dovremo giocare una grande partita, dovremo farlo con l’obiettivo di conquistare punti» .
Il piano futuro del Napoli è tracciato e le idee paiono chiarissime: tre uomini per cominciare (un difensore, un centrocampista e un attaccante) .
Serve un regista difensivo, un uomo in grado di costruire il gioco da dietro: l’identikit è tracciato, la ricerca continua.
Per il centrocampo non solo Inler ( 26), fisico e piedi buonissimi, la soluzione giusta da affiancare a Gargano e Pazienza nel bel mezzo del campo. Darryl Goulon (22), svincolato da Le Mans ha il Bordeaux alle spalle e, raccontano, una firma pronta per un quinquennale: il Napoli lavora ai fianchi e aspetta. L’Italia è Palombo ( 29), soprattutto lui, altrimenti, la fantasia può condurre a Montolivo (25). Per irrobustire il settore, piace anche Barreto, ex Reggina, in fase di rientro all’Atalanta.
Lavezzi e Quagliarella naturalmente intoccabili, però con loro, ci sarà posto per altri bomber. Gianpaolo Pazzini (26) era nella lista dei desideri già due anni fa, ma alla Samp avanzano ovvie richieste; Lacina Traoré (20) - ivoriano del Cluj- è stato seguito a getto continuo; dal Brasile c’è chi ha suggerito Fred (26) della Fluminense, con un passato al Lione.
Sony Ericsson OpenATP World Tour Masters 1000Miami, U.S.A.
24 March - 4 April, 2010
Singolari - Primo Round
[LL] N Lapentti (ECU) d P Starace (ITA) 75 63
M Fish (USA) d L Mayer (ARG) 76(4) 64
H Zeballos (ARG) d A Seppi (ITA) 76(4) 62
J Chela (ARG) d P Lorenzi (ITA) 64 36 76(3)
P Petzschner (GER) d [Q] R Sweeting (USA) 63 61
[Q] M Ilhan (TUR) d P Cuevas (URU) 62 62
[Q] S Giraldo (COL) d [LL] M Daniel (BRA) 63 62
A Falla (COL) d V Hanescu (ROU) 76(4) 36 64
D Sela (ISR) d E Korolev (KAZ) 63 63
T de Bakker (NED) d R Ram (USA) 64 75
M Berrer (GER) d L Lacko (SVK) 75 46 63
[Q] Y Lu (TPE) d F Fognini (ITA) 67(5) 62 64
F Serra (FRA) d [Q] N Massu (CHI) 64 64
P Luczak (AUS) d O Hernandez (ESP) 63 76(4)
[Q] K Anderson (RSA) d [Q] R Mello (BRA) 63 61
S Robert (FRA) d A Beck (GER) 75 64
Ammoniti: Grava, Del Piero, Camoranesi, Zebina, Lavezzi
Note: Al 2' st Hamsik ha sbagliato un calcio di rigore
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Per Quagliarella , napoletano e tifoso del Napoli, è stata una serata speciale, anche perché negli ultimi tempi gli era piovuta addosso qualche critica di troppo. «I momenti difficili ci sono sempre - dice Quagliarella ai microfoni di Sky - anche se a volte non è solo colpa del giocatore. Io mi prendo sempre le mie responsabilità, c’è gente che parla anche troppo, però l’importante è che in campo io e i miei compagni rispondiamo con i fatti. Oggi abbiamo disputato una grande partita, la squadra ha dimostrato di avere gli attributi, è una vittoria strameritata».
Il Napoli ha agganciato la Juve a quota 45 e adesso è a 3 punti dal quarto posto occupato dal Palermo. La lotta per la Champions League è ancora aperta. I tifosi ci credono e la squadra pure: «I tifosi sono stati straordinari, anche nei momenti difficili - conferma l’attaccante azzurro -. Noi ci crediamo, mancano 8 partite, oggi era una tappa fondamentale, contro una diretta concorrente, una grandissima squadra. Domenica ci aspetta una partita ancora più difficile di questa».
Per la Juve Prova a indicare la via il presidente Jean Claude Blanc: «È una partita che è andata male - afferma ai microfoni di Sky - che abbiamo giocato direi solo nel primo tempo. Poi, nel secondo tempo, abbiamo subito la pressione del Napoli, quindi ovviamente l’atteggiamento e il livello di attenzione mentale non è stato giusto e questo nel calcio non perdona. Era un’opportunità per la classifica, non l’abbiamo saputa prendere, quindi è giusto analizzare bene la mentalità e la grinta che dobbiamo mettere molto di più, in tutti i livelli, per primi i giocatori. L’importante è non sbagliare più nelle ultime 8 partite».
A fare impressione, al di là del crollo anche fisico nel secondo tempo, è stata la debacle psicologica: la Juve è sembrata rassegnata alla sconfitta. «Non diamo la colpa solo ai giocatori - risponde Blanc -. Se la stagione va così, tutto il gruppo deve far uscire qualcosa di più, prima sul campo, poi nello staff e nei dirigenti, per dimostrare qualcosa di diverso».
La mancata qualificazione alla Champions League sarebbe un disastro per il club bianconero. Ma Blanc cerca di vedere i lati positivi e, soprattutto, difende il lavoro svolto fin qui: «Non cambieranno le strategie, la società è forte, la qualità della sua gestione permette di affrontare eventualmente cose del genere. L’obiettivo è ancora raggiungibile e si può raggiungere solo se tiriamo fuori l’orgoglio per dimostrare che questo obiettivo minimo del quarto posto può essere raggiunto».
PARMA (4-3-1-2): Mirante; D. Zenoni, Paci, Zaccardo, A. Lucarelli; Valiani, Morrone, Galloppa; Jimenez (40' st Antonelli); Crespo (29' st Bojinov), Biabiany. A disp. Pavarini, Castellini, Lunardini, Pasi, Lanzafame. All. Guidolin.
MILAN (4-3-2-1): Abbiati; Zambrotta (14' st Abate), Thiago Silva, Favalli, Antonini; Flamini, Pirlo, Gattuso (30' st Huntelaar); Seedorf, Ronaldinho; Borriello (21' st Inzaghi). A disp. Dida, Jankulovski, Ambrosini, Mancini All. Leonardo.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno
NOTE: Ammoniti: Morrone (P); Flamini, Ronaldinho (M). Espulso Pirlo per un brutto fallo. Rec.: pt 1', st 4'.
BOLOGNA (4-4-1-1): Viviano; Raggi, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Mudingayi, Mingazzini, Modesto (30' st Casarini); Gimenez (15' st Adailton); Zalayeta (16' st Di Vaio). A disp. Colombo, Zenoni, Guana, Santos. All. Colomba.
ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio, Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise; Taddei, Pizarro, De Rossi; Menez (26' st Cerci); Vucinic (20' st Baptista), Toni. A disp. Doni, Motta, Andreolli, Brighi, Perrotta, Baptista. All. Ranieri.
ARBITRO: Damato di Barletta
NOTE: Ammoniti: Raggi, Lanna, Mudingayi, Mingazzini (B), Toni, Baptista (R). Rec.: pt 1', st 5'
iL tecnico testaccino è felice solo per i tre punti che danno allo scontro diretto contro l'Inter un significato diverso: «La classifica fa un bell'effetto, poi abbiamo l'inter e come aveva già detto in passato sabato, subito dopo la gara con i nerazzurri sarà finito il curvone. Poi vedremo come staremo messi. In ogni caso sarà bello giocarsi ad otto giornate dalla fine la partita dell'anno. I ragazzi in questi mesi hanno fatto molto bene, sono in salute e il pubblico vedrà una bella partita sabato prossimo. Speriamo di gioire alla fine anche se contro la superpotenza degli ultimi anni non sarà facile».
Ranieri ci tiene a sottolineare come con il pareggio di Livorno non si era tolto alcun peso e la vittoria di stasera lo dimostra in pieno: «Con il pareggio di Livorno non mi sono tolto un peso, voi siete bravi a provocare, facciamo due lavori differenti. Voi volete sfrugugliare ma l'importante è che la Roma vince». Ora il contributo del pubblico allo stadio Olimpico sarà fondamentale per trascinare la squadra verso un'impresa storica: «Lo so, so benissimo come la città di Roma sarà in questi giorni, ma il mio compito sarà quello di tenere la squadra fuori da tutto e tenerci equilibrati. Non ci dobbiamo esaltare quando vinciamo, quando facciamo buone prove come quella di stasera, né deprimerci se arriva qualche pareggio o se le cose non vanno bene. Speriamo ci siano altre partite belle di qui alla fine del campionato».
Contro il Bologna si è vista una Roma con una grande personalità e questa è stata una caratteristica che ha fatto molto piacere all'ex allenatore della Juve: «Roma di personalità? Beh, devo dire che i ragazzi erano molto concentrati, dal riscaldamento, come si parlavano. Tutto mi faceva pensare che l'atteggiamento era quello corretto. Quando sono rientrati nello spogliatoio prima della gara hanno confermato quella tendenza. Volevano vincere ed eravamo venuti a Bologna per i tre punti: niente di più. Alla fine del primo tempo li ho tranquillizzati, perché avevamo mancato qualche occasione, ma quello che dovevamo fare era segnare e lo abbiamo fatto. Non ci siamo liberati del Milan ma la cosa fondamentale è che noi giochiamo solamente per noi stessi. Con l'Inter finirà il curvone, abbiamo rallentato quando dovevamo rallentare e sabato dovremo fare una partita stellare contro un super avversario».
Ranieri dopo i tre punti al Dall'Ara è già concentrato per la partita contro la capolista: «Totti? Non lo so se potrà giocare. Questa settimana ha iniziato con il gruppo ma valuteremo insieme al giocatore anche se lui vuole sempre giocare. Il modulo? Guardo partita per partita. Ora vedrò l'Inter poi ragioneremo. Ho pensato solo al Bologna e come creargli problemi. Da domani mattina penseremo all'Inter e staremo a vedere quali scelte saranno più opportune. Noi non molliamo nulla e non diciamo nulla. Il cuore dei tifosi lo sentiamo pulsare dentro di noi».
INTER (4-3-3): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Chivu (32' st Samuel); Zanetti, Cambiasso (19' st Mariga), Thiago Motta (24' st Muntari); Quaresma, Eto'o, Pandev. A disp. Toldo, Lucio,Milito, Arnautovic. All. Mourinho.
LIVORNO (3-5-2): Rubinho; Perticone, Rivas, Knezevic (19' st Diniz); Raimondi, Filippini (1' st Vitale), Pulzetti, Prutsch, Pieri; Di Gennaro (6' st Tavano), Danilevicius. A disp. Bardi, Bellucci, Lignani, C. Lucarelli. All. Cosmi.
L'Inter ha tanti motivi per festeggiare il 3-0 con il Livorno. «Sono stanco ma felice per il mio rientro - dice Chivu a Sky a fine gara - e per questa vittoria. Era importante vincere questa partita perché manca poco alla fine. Dovevamo vincere, dopo la serie negativa che avevamo avuto nelle ultime partite, dovevamo fare i 3 punti e rimanere in alto in classifica». Ha avuto paura? «No, paura no, però devo dire che ero più emozionato del solito. L’ultima volta che mi ricordo queste emozioni sono state quelle all’Europeo del 2000, quando ho giocato la mia prima partita con la Nazionale. È andata bene, i ragazzi mi sono stati vicini, mi hanno dato una mano, sia fuori dal campo che in campo. Dovrei ringraziare tutti perché è la mia prima intervista vera dal mio incidente, dal mio rientro. Non voglio fare nomi perché sicuramente mi dimentico qualcuno, voglio soltanto dire grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino, che mi hanno curato».
Quando ha saputo che avrebbe giocato? «L’ho saputo oggi quando il mister ha dato la formazione. Negli ultimi giorni mi aveva chiesto come stavo, se avevo paura, se mi sentivo pronto e gli avevo risposto che ero a disposizione, che non avrei avuto problemi a colpire di testa perché l’avevo già fatto bene in allenamento. Certo, la partita è diversa, gli spazi sono più larghi, però mi sono trovato a mio agio».
Cordoba sottolinea l'importanza della vittoria a Livorno. «Sai di affrontare una partita non facile, per il momento e la pressione di quelle che vengono dietro, abbiamo iniziato molto bene dall'inizio e abbiamo portato a casa i tre punti». Un Eto'o in forma strepitoso: «Penso che nessuno più d lui sia contento perché gioca per segnare e dare il suo contributo alla squadra, è sicuramente l'Eto'o che abbiamo sempre conosciuto, ci può stare un periodo di adattamento nel calcio italiano, va sottolineata la presenza di Chivu, speciale per quello che ha sofferto, ora è tornato per darci una mano». La Roma ha vinto e adesso sabato all'olimpico c'è la partita dell'anno: «La Roma quello che ha fatto lo ha meritato, una rincorsa impressionante, per questo dobbiamo spingere ancora di più, perché sappiamo le potenzialità che ha, e come arriva a questa sfida quindi non possiamo dargli nessuna speranza. Il Milan in pochi la davano all'inizio dell'anno come una delle pretendenti allo scudetto quindi ora dipende solo da noi».