
«Quando sei ferito e cominci a perdere sangue, i più giovani si sentono immediatamente più forti e pensano di poterti sbranare: è come nella giungla. Però mi piace. È giusto così». Dopo l'incidente del Mugello è cambiato il rapporto di Valentino Rossi con i suoi rivali Lorenzo e Stoner. «All'inizio, Lorenzo, come Stoner, diceva: "Ah, Valentino era il mio eroe, quando ero piccolo", ma non è vero. Sono tutte palle. Io sono solo un ostacolo, un bersaglio. Come Biaggi lo era per me. Adesso dicono davvero quello che pensano di me e mi fa piacere».
A sostenerlo è Rossi nell'ultimo numero del mensile "GQ. «Quando due persone lottano per lo stesso obiettivo, è normale che si odino avicenda. Chi lo nega, mente - spiega il centauro della Yamaha - Non dico un odio omicida, ma violento sì. Perciò mi fa piacere che Stoner e Lorenzo dicano veramente quello che pensano di me. Perché è la verità».
«La Ducati - spiega - è italiana, come me. Se volessi inseguire il record di Agostini, resterei con la Yamaha, perchè sarebbe più facile. Di certo, il movente non è il denaro, perchè alla Ducati mi daranno esattamente quello che avrei preso alla Yamaha. Non ho mai scelto la moto con cui correre sulla base dei soldi. La Yamaha mi aveva fatto un'offerta. Io sono andato alla Ducati e ho detto: "Vi va bene questa cifra?". Loro hanno risposto di sì, e la questione si è risolta. È stato facile. È più la voglia di provare sensazioni nuove, a spingermi».
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