
Sono trascorsi quattordici anni. Il 7 settembre 1996 Tupac Shakur, pilastro del rap, venne colpito a morte da quattro proiettili a Las Vegas poco dopo aver assistito all’incontro di boxe tra Mike Tyson e Bruce Seldon. Tupac, 25 anni, morì il 13 settembre dopo sei giorni di agonia nell’Ospedale dell’Università del Nevada.
Ma, a distanza di anni, c’è chi pensa ancora con dolore e con senso di colpa a quella morte ingiusta. Si tratta di Mike Tyson, grande amico di Tupac che, ricordando il rapper americano, dice: “Mi sento colpevole per la sua morte. Se non fosse venuto al combattimento non gli avrebbero mai sparato”.
“Quando sono entrato in prigione nel 92 - racconta l’ex pugile - condannato per stupro, mi mandava messaggi ogni giorno o comunque cercava di contattarmi”.
Un legame forte univa i due. “Era un guerriero - continua Tyson - con un cuore grande come il nostro pianeta”. Due caratteri difficili, ma uniti da un filo sottilissimo. “Eravamo diffidenti, avevamo entrambi problemi a fidarci del prossimo”.
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