domenica 19 settembre 2010

ROSSI " POSSO DARE UNA MANO A LORENZO"


«È stata una giornata difficile - ha detto Rossi - stamattina siamo andati davvero male. Oggi pomeriggio, per fortuna, meglio. Purtroppo, al giro buono sono andato largo alla curva dieci e mi sono giocato la seconda fila. Avevo effettuato un buonissimo T1; avrei potuto partire quarto o quinto. Ho sbagliato, e partirò settimo: sarà una gara difficile, tanti vanno forte. Oggi, partire in terza fila è un guaio, considerando anche che, in rettilineo, la moto paga rispetto ai migliori. Mi aspettavo di andare un pò meglio, certo. Per domani, cercheremo di aumentare nostro ritmo di qualche decimo, e faremo la nostra gara».

Quel che preoccupa, però, è la mancanza di una prestazione lineare. «Da quando sono tornato, al Sachsenring - ha detto Rossi - non ho corso male, ed a Misano ho effettuato la mia performance migliore. Per il resto, i risultati sono stati sempre più o meno quelli. Non mi è mai riuscito di essere davanti. La spalla non aiuta, e l'attuale livello nostro è quello. La stagione è ancora lunga. C'erano altre aspettative, perchè pensavo che, risolto il problema della gamba, sarei tornato al 100%. Invece, c'è da soffrire ancora». Insomma, occorre pazienza e il primo che deve averne è proprio Valentino, anche se l'indole del campione lo fa scalpitare alla ricerca di quella vittoria che ancora manca e che farebbe rialzare il morale. Certo, sarà difficile riuscirci partendo dalla terza fila ad Aragon.

Nel frattempo bisogna fare il mestiere del pilota, che in una squadra che comunque si gioca il Mondiale può anche dover aiutare il compagno di squadra, in questo caso il mai sopportato Lorenzo. «Se nelle ultime gare - ha detto Vale - la Yamaha mi chiedesse di dare una mano a Lorenzo, lo farei senza problemi». Un attestato di professionalità, anche se tra Pedrosa e Lorenzo, Vale ha le idee chiare. «Il rapporto personale è migliore con Dani, lo è sempre stato. Lorenzo sta guidando molto bene; che il titolo lo vinca l'uno o l'altro, per me è lo stesso», conclude il Dottore.

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