giovedì 2 settembre 2010

DIEGO SPARA A ZERO SU MAROTTA


Diego spara a zero contro Marotta. In un'intervista concessa a Sky il brasiliano attacca il dg della Juve, colpevole non solo di averlo ceduto contro la sua volontà, ma anche di essersi comportato scorrettamente. Diverso il discorso su Gigi Del Neri, che Diego "assolve" completamente.

Come è stata l’esperienza in Italia?
«E’ stata una bella esperienza per me, perché la Juve è una squadra bellissima, l’Italia è un paese bellissimo Il mio contatto coni tifosi è stato sempre perfetto, anche con la squadra con tutti i giocatori. E’ stata un’esperienza veramente bella. Poi, è finita così, con la decisione della nuova dirigenza, in modo particolare di Marotta, che ha voluto cercare una soluzione per trovarmi una squadra. Ha fatto questo da maggio, per trovare una soluzione per vendermi. Io non ho capito bene».

Ti hanno detto perché volevano cederti?
«E’ mancata molta chiarezza nella Juventus. Se hai un gruppo di campioni come quello della Juventus, di uomini con tanta personalità, la prima cosa che ci deve essere è la chiarezza. Questa è mancata dall’inizio. Io sono stato molto chiaro nel prendere una decisione, quando sono arrivati Marotta e Delneri. Sono andato da loro a parlare, per sapere quale sarebbe stato il futuro, perché ci sono giocatori che non hanno bisogno di chiedere alla squadra di farne parte. Io sono uno di questi. E’ un piacere giocare nella Juve, ma non devo mai chiedere di stare nella Juve, perché avevo un’altra soluzione, altre squadre che mi volevano. Ho detto questo a maggio e tutti e due mi hanno detto che dovevo restare, perché ero un giocatore importante. Del Neri è stato un po’ più chiaro di Marotta. Ho lavorato per due mesi con questo pensiero, perché dovevo dare una direzione a quello che dovevo fare, alla mia vita. La mia direzione era la Juve, perché ho parlato, sono stato chiaro. Per rimanere alla Juve, dovevo rimanere come volevo io, non come volevano loro».

Loro come volevano che restassi?
«Il mister è stato chiaro, ha detto che voleva che restassi. E’ normale che sia così. Marotta non è stato chiaro, ma mi hanno sempre detto che dovevo restare, che ero un giocatore importante. Su questo non abbiamo avuto problemi. Io dicevo che doveva essere come volevo io e per loro non era un problema, perché in questo momento devi giocare, perché stai bene, sei un buon giocatore, che dà qualità alla squadra, non ti preoccupare. Basta fare quello che stai facendo, basta che fai il tuo lavoro. Ma io sapevo che Marotta parlava con l’agente per trovarmi una squadra, una soluzione. E’ una cosa che non ho mai capito, perché sono stato chiaro e mi aspettavo altrettanta chiarezza da parte sua, che non ha mai avuto. Questo è stato il problema. Se voleva vendermi, poteva farlo due mesi fa, lo avremmo fatto insieme e sarebbe stato tutto più facile, più chiaro. Si sarebbe trovata la soluzione più giusta per tutti e due. Chi mi ha comunicato che non ero più un giocatore della Juventus è stato Hoeness del Wolfsburg. E’ stato l’unico ad essere chiaro. Siamo stati insieme una sola volta ed abbiamo trovato una soluzione facilissima. E’ stato chiaro, diretto, come deve fare un direttore serio e professionale. Abbiamo trovato la soluzione ed ho lasciato alla Juve la decisione finale, perché dovevo prepararmi. Se so che loro vogliono trovarmi una squadra, mi devo, almeno, preparare. Ero d’accordo con il Wolfsburg, in termini di contratto, di numeri, soldi, era tutto a posto, però, era giusto che decidesse la J,uve, perche a decidere erano loro. Io ero contento alla Juventus, giocavo, ero rispettato da tutti, stavo veramente bene. Ho sempre lasciato decidere a loro e loro hanno deciso così, di vendermi per 15 milioni e mezzo, perdendo 10-12 milioni in un anno. Se hanno fatto così, era perché volevano veramente vendermi, perché non ero un giocatore importante in questo progetto. Perdere 12 milioni in un anno, non è poco. Per fare questo, è perché si è trattato di una soluzione di emergenza, secondo me».

Sulla Juventus
«Secondo me, la Juve deve essere più forte di quella che è adesso, con o senza Diego. Deve avere la qualità di uno, o altri giocatori, perché non solo gli italiani hanno qualità. Marotta ha fatto chiaramente intendere che vuole fare una squadra italiana. Ma non è così, perché l’Inter nell’ultimo anno ha vinto senza italiani. Ogni giocatore ha le sue qualità, brasiliano, argentino, spagnolo. Secondo me, è facile vedere che questa politica è sbagliata e ne sono sicuro. Però, è una squadra forte, i giocatori sono fortissimi, ma si poteva essere ancora più forti. Spero sia un progetto vittorioso, perché lì sono tutti miei amici, italiani, brasiliani, tutti. Mi aspetto un progetto vittorioso, anche se, secondo me, fino adesso è sbagliatissimo, anche per i soldi, ne ha persi tanti ,con grandissimi campioni. E’ sbagliato, ma spero che in futuro possa essere un progetto vincente».

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