
Silvio Berlusconi presenta il nuovo Milan. E, dopo le contestazioni dei tifosi all’arrivo al raduno di Milanello, risponde elencando non solo tutte le vittorie che la squadra ha ottenuto negli anni, ma anche i soldi che la sua famiglia ha investito nel club. E, soprattutto, dicendosi sicuro che la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri è all’altezza di tutte le competizioni in Italia e in Europa.
Quanto al futuro di Ronaldinho, su cui in questi giorni i supporter si stanno arrovellando, rassicura tutti: «Non l'ho sentito recentemente - afferma - ma nella scorsa stagione lo chiamavo almeno una volta alla settimana. Con lui ho un patto: finché giocherà a calcio resterà con noi. E per le sue caratteristiche sono certo che potrà continuare fino a età avanzata. Lo considero il giocatore più forte di tutti i tempi». A confermare la permanenza di Dinho in rossonero è l'ad Adriano Galliani: «Né Ronaldinho né suo fratello hanno mai chiesto nulla. E nessuna società ce l’ha richiesto».
«La presentazione di questa squadra è importante - esordisce - perché questa è la squadra più titolata del mondo. Sono il presidente che ha vinto di più. Il secondo dopo di me è il famosissimo Santiago Bernabeu, cui a Madrid hanno dedicato uno stadio, ma ha vinto meno della metà di quello che ho vinto io. Ai tifosi ricordo che negli anni passati abbiamo investito 461 milioni di euro, nessuno negli anni passati in Italia ha fatto altrettanto. I miei figli hanno la tentazione di interdirmi. La mia famiglia ha messo quasi un miliardo e cento milioni in 25 anni nel Milan. Sono soldi di passione».
«La rosa a nostro parere è competitiva con qualsiasi squadra - continua Berlusconi -. Parlavo prima con Allegri e gli dicevo che non c’è nessuna squadra che ha gente della classe di Pirlo, Pato, Ronaldinho e Seedorf. Con altri giocatori di grande levatura intorno a questi campioni abbiamo vinto fino alla stagione 2007-2008. Poi non si può sempre vincere perché la concorrenza è tanta e poi in Europa non siamo andati male. E, come somma di punti, negli ultimi due campionati siamo stati sopra la Roma e dietro solo all’Inter che ha investito un sacco di soldi».
Berlusconi parla poi della scelta di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore del Milan. «Abbiamo ritenuto di vedere in lui l’identikit dell’allenatore cui vogliamo consegnare la nostra squadra - afferma -. La sua missione è sempre la stessa: vincere. Per vincere bisogna scendere in campo per essere padroni del gioco, quindi voglio un Milan sempre offensivo. Vogliamo un gioco spettacolare che faccia godere non solo i nostri tifosi ma tutti gli amanti del calcio. Mangerà il panettone? Il panettone lo abbiamo tolto dalla dieta. Dobbiamo attaccare, vogliamo vedere due punte davanti e non una sola. Quando sono entrato nel calcio ho capito una cosa: chi vince è un bel ragazzo, chi perde è una testa di… Per vincere bisogna fare gol, per fare gol bisogna tirare in porta, per tirare in porta bisogna avere due punte vicine all’area di rigore. Con le punte lontane dalla porta non si tira, come è successo quest’anno. Su questo fatto con Allegri sono stato chiarissimo».
Il patron del Milan non nega di avere avuto divergenze con il predecessore di Allegri, Leonardo: «Stimo molto Leonardo - dice -. È una bravissima persona. Ho avuto con lui visioni diverse su come schierare le squadre. Mettere Pato a destra non l’ho mai digerito, ma risultati non sono venuti anche per i tanti infortuni. Ronaldinho? Deve giocare a ridosso delle punte. Queste cose qui ad Allegri le ho già dette».
Quando gli viene chiesto se sarebbe disposto a vendere il Milan, ecco come risponde Berlusconi: «So che prima o poi bisogna passare la mano. Se, dopo 25 anni che faccio il presidente, si presentasse un personaggio o un gruppo con una vera passione per il Milan e potesse immettere nel Milan quello che ha immesso la mia famiglia in 25 anni, sarei felice. Ma nessuno si è visto, per cui mi vedo costretto a continuare. Con passione, ovviamente».
Berlusconi fa anche il punto sul mercato rossonero: «Abbiamo avuto la partenza di Dida e Favalli - ricorda -. Il primo è stato con noi dieci anni, il secondo quattro. A entrambi va il mio saluto. Abbiamo preso Amelia dal Genoa. Lo seguivo quando era in nazionale e ne ammiravo la grinta e le uscite dalla porta. Abbiamo Yepes, giocatore di grande esperienza e anche molto bello. Come Borriello, che fa innamorare le tifose. Non dimentichiamo che in campo ci sono pur sempre 11 uomini in mutande. Abbiamo un difensore greco, Papastathopoulos (in realtà Berlusconi sbaglia il nome, ndr) che ha annullato un certo Messi. È capace di giocare a destra ma anche al centro. Thiago Silva resta. Abbiamo stoicamente resistito alle offerte del Real Madrid».
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