PALERMO-MILAN 3-1
RETI: 8' Bovo (P), 18' Hernandez (P), 55' Seedorf (M), 69' Miccoli (P)
PALERMO (4-3-1-2): Sirigu, Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti, Migliaccio (65' Bertolo), Liverani (89' Blasi), Nocerino, Pastore, Miccoli, Hernandez (57' Cavani). (Benussi, Celustka, Calderoni, Budan). All.: Rossi.
MILAN (4-3-1-2): Dida, Zambrotta (62' F.Inzaghi), Oddo, Thiago Silva, Antonini, Gattuso, Pirlo, Jankulovski (80' De Vito), Seedorf (87' Mancini), Ronaldinho, Huntelaar. (Abbiati, Romagnoli, Albertazzi, Strasser). All.: Leonardo.
ARBITRO: Romeo di Verona.
AMMONITI: Huntelaar, Gattuso (M).
Leonardo non può essere soddisfatto di questo Milan. Un problema di approccio alla gara: «Sicuramente, l’approccio è stato sbagliato - dice ai microfoni di Sky Sport - Assenze, non assenze, credo che avevamo in campo una squadra che poteva fare senz’altro molto meglio quei primi venti minuti. E’ stato un approccio morbido, abbiamo concesso, ci sono stati gol che potevamo anche evitare. Quei venti minuti hanno condizionato tantissimo la partita. Mi è piaciuta la reazione, perché nel secondo tempo la squadra ha preso in mano la partita, ha trovato il gol dopo dieci minuti, ha rischiato anche di pareggiare, ma il terzo gol ci ha condannato». C'è un motivo per questo atteggiamento sbagliato? «Può succedere. Credo che la reazione doveva essere un’altra. Dovevamo essere compatti, corti, cercando di essere vicini, di giocare il pallone con calma, ma non ci siamo riusciti. Il Palermo è riuscito a fare i gol su dei nostri errori. Questo ha condizionato tanto la partita».
Il fatto che si parla di un futuro senza Leonardo può condizionare la squadra? «La squadra è tranquilla. Credo sia una squadra matura ed il problema non c’entra. La squadra vive dell’oggi, c’è gente che ha vissuto di tutto e di più. Possiamo cercare mille scuse, ma è stato l’approccio alla partita sbagliato, a prescindere. Altrimenti, come spieghiamo la reazione, la voglia di rientrare in partita, di fare bene?». Oddo centrale non ha convinto: «Ha fatto bene a Genova, ha dimostrato di essere attento, di esserci. E’ un giocatore maturo, che poteva svolgere bene quel ruolo. Quando perdi una partita, non è mai per un solo motivo».
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