mercoledì 17 marzo 2010

CHAMPIONS LEAGUE: CHELSEA - INTER 0-1.MOURINHO "Quest’anno abbiamo battuto due volte il Chelsea e non ci sono discussioni: ha vinto la migliore"




CHELSEA-INTER 0-1

RETI: 78' Eto'o

CHELSEA (4-3-3): Turnbull; Ivanovic, Alex, Terry, Zhirkov (73' Kalou); Ballack (62' Cole), Obi Mikel, Lampard; Anelka, Drogba, Malouda. A disp.: Taylor, Carvalho, Sturridge, Belletti, Bruma. All.: Ancelotti.

INTER (4-2-1-3): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, J.Zanetti; Cambiasso, Thiago Motta (92' Materazzi); Sneijder (84' Mariga); Pandev (74' Stankovic), Eto'o, Milito. A disp.: Toldo, Cordoba, Quaresma, Santon. All.: Mourinho.

ARBITRO: Stark (Germania)

AMMONITI: Eto'o, Lucio, Thiago Motta, Julio Cesar, Alex, Terry, Malouda e Drogba

ESPULSI: 87' Drogba per un fallo di reazione su Motta

A Stamford Bridge, per sua stessa ammissione, il portoghese ha lasciato il cuore. Ma stasera ha avuto occhi solo per i colori nerazzurri. «È un grande momento per l'Inter - esordisce lo Special One ai microfoni di Sky - per tutti i giocatori che anno anno dopo facevano fatica a oltrepassare la barriera degli ottavi ed è una qualificazione ottenuta non con la fortuna, non con il gioco difensivo. È una grande vittoria perché noi abbiamo fatto una partita perfetta come squadra e a livello individuale. Ognuno ha fatto il suo lavoro in modo perfetto. L’Inter arriva ai quarti dopo qualche anno che non ci arrivava. Con Manchester, Liverpool, Villarreal e Valencia è sempre stata in difficoltà non solo ad arrivare ai quarti, ma anche ad andarci vicino. Quest’anno abbiamo battuto due volte il Chelsea che è una grande squadra e non ci sono discussioni: ha vinto la migliore».

Mourinho spiega poi come ha preparato il capolavoro tattico di questa sera. «Conosco il Chelsea - dichiara il portoghese -. Ho analizzato la partita. Ho visto sette volte il match dell'andata. Conosco questo stadio, conosco l’atmosfera che c’è qui e conosco i giocatori. Ho sempre pensato che non si poteva pareggiare 0-0 giocando difensivamente. Il loro gioco è prevedibile perché è sempre lo stesso, ma è difficile giocare contro questa prevedibilità. Per questo ho pensato che si doveva giocare così. Ivanovic e Zhirkov attaccano tanto, ma ho cercato di fare in modo che dovevano pensarci due volte prima di attaccare e oggi non hanno fatto molto in avanti. Contava la testa, la mentalità, l’atteggiamento, la fiducia di giocare questa partita nel modo in cui l'abbiamo fatto».

Lo Special One racconta poi le emozioni della sua serata: «Io devo dire che ho festeggiato come mai - racconta -. Non vado a fare il bambino che si comporta molto bene nello spogliatoio. Ho festeggiato come mai una vittoria fantastica della mia squadra che è l’Inter, dei miei giocatori che sono giocatori dell’Inter, dei miei tifosi che sono tifosi dell’Inter. Il Chelsea mi è rimasto nel cuore, ma è il passato. Non ho festeggiato il gol come mio solito. Penso che questa vittoria è la conferma che questa è la mia casa. Qui vinco sempre. Stamford Bridge è casa mia».

Infine una battuta sul saluto prima del match con Carlo Ancelotti. «Con Carlo non ci sono problemi - dice Mou -. Qualche volta c’è stata qualche parola di troppo, ma il rispetto c'è sempre. Io, come è tradizione in Inghilterra, gli ho portato una bottiglia di vino del mio paese e lui mi ha regalato una bottiglia di vino italiano e poi mi ha invitato a bere nel suo ufficio dopo la partita. Gli auguro di vincere il campionato col Chelsea. Non voglio essere l'unico: se vince anche lui sono felice, perché qui ho tanti amici».
Il ko in casa ha un sapore amaro per Ancelotti, che ai microfoni di Sky Sport sposta l'attenzione sugli obiettivi ancora rimasti al suo Chelsea: «La sconfitta è un dispiacere per i tifosi, per noi, per Abramovich: se siamo bravi questo ko può diventare la motivazione vincente in campionato». Certo è che questa sera il Chelsea non ha dimostrato di essere all'altezza di passare il turno. Ma questo, per Carlo, è stato soprattutto merito degli avversari: «L'Inter ha vinto la partita per la grande pressione che ha messo in mezzo al campo, si sono tutti sacrificati. Il grande lavoro che hanno fatto in mezzo al campo Eto'o e Pandev ad esempio ha bloccato i nostri terzini, tutti loro ci hanno impedito di creare opportunità, non c'è mai stata continuità nel nostro gioco. Le tre punte più Sneijder? No, non è stata una sorpresa, avevano giocato così anche nel finale dell'andata».

Per Ancelotti stasera l'Inter ha dimostrato di essere in grado di alzare la Coppa: «L'Inter ha le qualità per arrivare fino in fondo a questa competizione, ha fatto molto meglio oggi che nella partita di andata».

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