lunedì 28 dicembre 2009

CHIACCHIERATA CON LUCIANO SPALLETTI , “Vado in Russia a fare il mio lavoro , e a coltivare un’ambizione

Caro Luciano Spalletti voglia di ricominciare da capo?

“Mai presa così , volevo da tempo un’esperienza all’estero. C’è l’opportunità , l’accetti e basta : l’interesse dello Zenith ha spostato le cose, non altro. Grande società , giovane, che vuole crescere. Città bellissima , monumentale : unica differenza con Roma il clima: E poi non sarò il primo: in Russia andò Scala, Messina ha vinto col basket , a Mosca c’è Pincolini. Porto la famiglia : i bambini alla scuola russa e mia moglie non aprirà negozi , notizia fasulla. Prendo la residenza , voglio imparare il russo e vivere in quel mondo lì”

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Scelta maturata a lungo?

“Dopo la Roma sono stato molto all’stero, esperienze nuove e dirette, soprattutto a Londra. Sono stato da Zola al West Ham e da Ancelotti al Chelsea. Carlo , gentiluomo, mi ha aperto il suo salotto, mi ha fatto stare sul campo , vedere i box della Stamford Bridge , mostrato l’organizzazione. Il calcio estero e in particolare il calcio inglese mi ha colpito : disinnesca le tensioni : può sembrare meno professionale a prima vista , invece esalta le prestazioni : i giocatori sono a loro agio. In Italia rendono meno per la tensione”

Folgorato, addirittura

“A me la passionalità del calcio italiano piace , dopo un mese mi mancava. Ma il calcio migliorerebbe se imparasse la lezione. Penso agli stranieri : noi li arricchiamo in professionalità, il calcio inglese prende lezione da loro. Noi diamo cultura agli altri , gli inglesi la assorbono”

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Troppa passionalità , dunque

“io sono profondamente italiano : la passione spesso fa la differenza e sono abituato a lavorarci. Ma va ripulita all’eccesso: riempiremmo di più gli stadi. Non bisogna vendere la vittoria come unica concezione possibile. Ho conosciuto molti tifosi , ho trovato gente normale : pensiamo a loro. Rispetto chi ha passione pura. Poi però è pieno di trappole ovunque , anche tra i giornalisti..”

Ora c’è il problema del razzismo

“Ignoranti purtroppo ce ne sono. Il razzismo è la miglior maniera per far male. Balotelli è un ragazzo esuberante che deve completarsi come campione. Se avesse i capelli castani e le lentiggini troverebbero la maniera di colpirlo comunque: gli stupidi non capiscono che il colore della pelle ha importanza solo se vuoi vederlo. E poi l’Italia ha accolto i campioni senza distinzioni e a braccia aperte”

Capello, Ancelotti , Zola, Trap, Spalletti , Mancini: in Europa boom del made in italy

“ I tecnici italiani sono bravi e completi. E’ il nostro lavoro che in Italia va rivisto . Io vedo l’allenatore come selezionatore e manager, sarebbe più coerente : qui uno sceglie i giocatori e l’altro li allena. E poi se molti vanno in Europa , se la scuola è riconosciuta , perché tanti esoneri? Perché non ci crediamo? Mezza seria A ha già cambiato . L’allenatore è l’anello più debole . Incredibile che quasi tutti sono nel mirino : ora tocca a Ferrara , ma a volte pure Mourinho. Ci vuole serenità e pazienza , migliorare gli staff di osservatori , lavorare sulla squadra e non solo sul singolo: così le squadre hanno vita lunga e fanno risultati. Io mi porto dietro il bagaglio di un italiano , sono felice di esportare la nostra cultura. La mia, in ogni caso , non è una fuga”

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Magari a giugno sarebbe arrivata una big o la nazionale : perché non aspettare?

“Perché nulla è dovuto e scontato. Qualche offerta l’ho avuta all’estero , ho accettato la più interessante. Aspettare non è il mio modo da fare. Altrimenti avrei aspettato che la Roma mi mandasse via , oppure avrei lasciato prima delle due partite iniziali, così potevo ricominciare subito. Ma non è andata così , punto. Vado a fare il mio lavoro , e a coltivare un’ambizione”

Torniamo al calcio russo

“E’ in ascesa , 5-6 squadre come Spartak, Cska , Zenith, Rubin, Dinamo di valore. Campionato che dà 4 club alla Champions e molto conteso : meno scontato di quello spagnolo ad esempio”

Allo Zenith , club della Gazprom , i soldi ci sono : riuscirete a prendere calciatori importanti?

“Lo Zenith è una buona squadra che punta in alto. Davidoff e Advocaat prima di me hanno fatto un bel lavoro. Il massimo due anni fa dopo aver dato via Arshavin . Dominguez e altri hanno avuto qualche problema . Il clima non fa paura : in Russia si fioca sostanzialmente d’estate . La preparazione , in inverno, è itinerante. Il club ha disponibilità ma c’è un bilancio. Loro dicono , questo per le strutture, questo per il settore giovanile e questo per il mercato : e con quello si fa”

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E Roma, e la Roma?

“La mia città e un pezzo della mia vita. Penso che il mio lavoro sia stato riconosciuto. E’ stata una grande avventura , tante persone con cui ci siamo dati molto . Totti e De Rossi sono la continuità e l’eccellenza della romanità . Perrotta , Taddei e Pizarro e gli altri la qualità e la forza di quel modulo . Inventammo insieme il 4-2-3-0, lo chiamavamo così , Totti con la sua eccezionalità e imprevedibilità dà genialità alla strategia , un attaccante che l’avversario non sa dove sia . Mantengo un rapporto stretto con quella che è stata la mia vita. Io mantengo tutto quello che ho passato”

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