Inter-Rubin Kazan 2-0 31' Eto'o (I), 64' Balotelli (I)
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (15' Cordoba), Zanetti; Stankovic (52' Cambiasso), Thiago Motta; Sneijder, Balotelli (77' Muntari), Eto'o; Milito. All: Mourinho
Rubin Kazan: Ryzhikov; Salukvadze, Popov, Cesar Navas, Kaleshin; Semak, Murawski, Noboa (81' Bystrov); Ryazantsev (84' Baliaykin), Dominguez, Karadeniz (74' Kasaev). All: Berdiyev Arbitro: Vink (Olanda) Ammoniti: Murawski, Cesar Navas, Balotelli, Lucio.
L'Inter in campo stasera era come il Milan di Leonardo? «Sì, il Milan di Leonardo è la prima squadra nella storia a giocare con questo modulo..». Esordisce così, José Mourinho a chi gli chiede una spiegazione sul modulo schierato in campo stasera contro il Rubin: «Avevamo già giocato tre volte in questo modo - continua l'allenatore nerazzurro ai microfoni di Rai Sport -. Quando ieri, in conferenza stampa, avevo detto che l'Inter non sarebbe scesa in campo per gestire il risultato e aspettare quello che sarebbe accaduto tra Dinamo Kiev e Barcellona, mi aspettavo che qualcuno avesse capito che avremmo affrontato i nostri avversari con uno schieramento più offensivo, l'abbiamo fatto e abbiamo avuto quattro giocatori a centrocampo molto, molto bravi: Stankovic prima, Cambiasso poi, Motta secondo me il migliore in campo, e Sneijder hanno dato molto equilibrio alla squadra; in difesa è andato tutto bene e Julio Cesar ha saputo risolvere qualche problema. Credo che l'Inter sia riuscita ad avere il pieno controllo della gara, una gara nella quale ci si aspettava che noi aspettassimo il risultato dell'altra gara».
A chi va il merito di questa qualificazione? «È merito di tutti, da Julio Cesar, fino a Balotelli, fino a coloro che non hanno giocato e stasera erano in panchina o in tribuna, merito di un gruppo che ha saputo stare insieme e soffrire insieme. Balotelli? Ha disputato la sua partita come sempre, con aspetti positivi e negativi. Anche Eto'o e Milito hanno fatto un gran lavoro per la squadra».
E ora già si pensa agli ottavi di finale: «Chi preferirei come avversaria negli ottavi? Quando l'anno scorso dissi che avrei preferito pescare il Manchester non lo feci perchè era campione d'Europa, ma perchè poteva essere un fattore extra di motivazione il fatto di affrontare quella squadra, quest'anno non possiamo incontrare nuovamente il Barcellona. Ci sono due squadre top inglesi, c'è il Real, c'è il Siviglia che qualcuno potrebbe pensare erroneamente meno forte, ma che invece io so essere una squadra molto difficile da affrontare, il Bordeaux che ha fatto tanti punti e ha giocato molto bene. Non so davvero quale squadra preferirei affrontare. Il Chelsea perché è nella mia storia? Non so se è il Chelsea ad essere nella mia storia o se sono io ad essere nella storia del Chelsea». E a chi chiede a Mourinho il perché non sorride neanche stasera dopo aver ottenuto la qualificazione, l'allenatore nerazzurro fa notare: «Lei non mi conosce nel privato..».
In chiusura, l'allenatore portoghese riflette: «C'è una cosa che faccio fatica a capire: pensavo che l'Italia fosse un paese nel quale contavano i risultati, ma ho capito che non è così per tutti. Siamo stati campioni d'Italia lo scorso anno, siamo primi quest'anno, l'anno scorso siamo stati eliminati dai campioni d'Europa, quest'anno abbiamo vinto in un girone con gli attuali campioni d'Europa...».
A proposito di Balotelli e dei suoi problemi d’intesa con Mourinho, ecco il commento di Moratti: «Mourinho l’ha fatto giocare dal primo minuto in un’importante partita di Champions League, quindi vuol dire che ha fiducia nelle sue qualità e gli insegna man mano ad avere continuità e attenzione durante la partita. Balotelli ha anche dei numeri che ogni tanto ti servono per risolvere una partita, come stasera. Senza dubbio, per conto mio è uno da tenere sempre in considerazione per la nazionale perché quando hai quei numeri puoi trasformare una partita».
Dopo questa convincente vittoria, l’Inter può guardare con più fiducia al futuro in Europa oppure Moratti teme che si ripetano le eliminazioni agli ottavi degli ultimi due anni? «È chiaro che ci sono delle situazioni in cui ti ritrovi in una serata negativa, com’è stata quella con il Barcellona - risponde -. Stasera siamo contenti perché abbiamo vinto, ma questo non vuol dire che allora eravamo deboli e adesso siamo forti, vuol dire che dobbiamo imparare anche dalle sconfitte a fare meglio. Credo che ci ritroveremo una partita difficile, visti gli avversari, e lì dovremo ancora dimostrare di essere all’altezza di questa Coppa e soprattutto della tradizione, di tutto quello che questa maglia deve trasmettere ai giocatori. Un po’ meglio degli ultimi due anni? Lo spero anche io perché c’eravamo fermati agli ottavi, incontrando squadre molto forti, come Liverpool e Manchester, però un minimo di sfortuna l’avevamo avuto in quelle partite, quindi spero che anche con un po’ di fortuna si possa andare avanti».
Ultima domanda sul mercato. Tra Pandev e Toni chi arriverà a gennaio? Secca la risposta del presidente nerazzurro: «No, se chiedete a me, la mia intenzione è quella di non prendere nessuno, lo dico molto sinceramente, credo che questi giocatori vadano valorizzati per quanti sono e come sono»
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