
Presentato il nuovo vice direttore generale della Juventus , Roberto Bettega
«E' un incarico molto importante, ma non potevo considerarlo troppo importante in funzione dei mie 35 anni di Juve -ha detto Bettega presentandosi-. Non sono mai voluto essere al centro dell'attenzione, ma la Juve è sempre stata davanti a me e sarà lo stesso adesso. Perché se faccio il bene della Juve faccio il bene mio e di tutti. Ho sempre creduto nel gioco di squadra, sono convinto che riusciremo a farla e a progredire bene. Il mio convincimento è che questa non è la Juve vera, ma quella di due-tre mesi fa, c'è quindi da lavorare per capire come tornare a essere quella Juve».«Per me il calcio è la Juventus, non vedo e non conosco alternative», ha affermato poi Bettega. «Non rinnego il passato, ma guardo al futuro», ha aggiunto, a proposito dei suoi trascorsi nella cosidetta Triade con Giraudo e Moggi. «Probabilmente, se avessi pensato che per me ci poteva essere qualcosa di diverso dalla Juve - ha detto Bettega - mi sarei messo sul mercato. Ma per me il calcio è la Juventus, la penso così e questo è insieme il mio pregio e il mio difetto. La mia vita con la Juve non si è mai interrotta: una cosa è un rapporto di lavoro, un altro è un legame affettivo. Questo rapporto, quindi, non ricomincia, ma continua». «Voglio dare il mio contributo - ha aggiunto Bettega - affinché la macchina riprenda a girare».
«Io non rinnego nulla -ha aggiunto Bettega in merito a Calciopoli-. E debbo dire che per rispetto di una buona parte di quei ragazzi che si allenavano stamattina fuori, io credo che quei ragazzi gli scudetti li abbiano vinti sul campo. Però c'è stata Calciopoli, vedremo adesso quello che succederà, però ora guardiamo al futuro perché sono stato chiamato per questo».
Quando gli chiedono un parere sulla guida tecnica di Ferrara, Bettega è diplomatico: «La mia funzione è dal primo gennaio, ve lo dirò allora. Io credo che non si debba essere presuntuosi. Bisogna analizzare bene, perché i problemi non nascono mai da soli. Se andiamo a rivedere quello che si scriveva sulla Juve tre mesi fa i pareri erano molto diversi da quelli di oggi». «Tutti devono capire l'importanza di lavorare insieme. Tutti hanno capito che sono arrivato per aiutare -ha aggiunto-. Nello sport per dare un contributo bisogna essere sinceri e capaci di confrontarsi. Che cosa ho detto a Ciro? La cosa più importante è stato l'abbraccio iniziale».
«Io non penso che un giocatore come Del Piero possa essere un problema per la Juve -ha poi spiegato il neo dirigente bianconero-. Sarebbe una mancanza di rispetto per quello che ha fatto, per quello che sta facendo e per quello che farà. Non può essere considerato un problema per la Juve. Diego e Melo? Tanti episodi nella storia della Juve dimostrano che faremmo bene a investire su persone che magari più avanti faranno bene. Basti pensare ai casi di Platini, Zidane e Henry».
Bettega ha poi lanciato un appello ai tifosi: «Per noi è importantissimo l'affetto dei tifosi. I nostri giocatori accettano le critiche, ma alla fine della gara. I tifosi sono una componente della squadra e abbiamo bisogno che ci aiutino. Una parte dei problemi è la serenità. Non c'è niente di più brutto di quando speeri che la palla non ti capiti tra i piedi. E a questo contribuiscono anche i tifosi e i giornalisti. I nostri giocatori indossano una maglia importante, che implica la necessità di vincere e comporta anche responsabilità maggiori. È capitato anche a me».
0 commenti:
Posta un commento