
Il presidente della Roma, Rosella Sensi,difende la società e il suo lavoro: «Noi siamo persone perbene e pagheremo il nostro debito. Non siamo in liquidazione e chiediamo giustizia e rispetto nei confronti non solo della nostra famiglia, ma anche del nostro gruppo e delle centinaia di persone che lavorano nel gruppo e delle loro famiglie, che questa mattina erano abbastanza agitate nei confronti dell'As Roma».
Come riportato dall'Adnkronos, la Sensi ha detto che «abbiamo intenzione di dimostrare tutto in tribunale, con il percorso che dovremo», aggiunge, evidenziando che «non si possono tirare fuori documenti come fossero sentenze di tribunale. Per mesi si è parlato di decreti ingiuntivi esecutivi prima che il tribunale si pronunciasse». Il presidente ha aggiunto che «un imprenditore che ama la Roma non ha bisogno di vederla svilita per fare un investimento». Ad oggi, aggiunge, «non c'è questo imprenditore, ma è possibile che io non lo conosca». Comunque «Gli attacchi mediatici indeboliscono e creano problemi anche nel trattare i giocatori», ha detto la Sensi. «La Roma va avanti e i giocatori non sono diventati polli», ci sono «ottimi dirigenti» e «quello che manca sono i risultati».
Come riportato dall'Adnkronos, la Sensi ha detto che «abbiamo intenzione di dimostrare tutto in tribunale, con il percorso che dovremo», aggiunge, evidenziando che «non si possono tirare fuori documenti come fossero sentenze di tribunale. Per mesi si è parlato di decreti ingiuntivi esecutivi prima che il tribunale si pronunciasse». Il presidente ha aggiunto che «un imprenditore che ama la Roma non ha bisogno di vederla svilita per fare un investimento». Ad oggi, aggiunge, «non c'è questo imprenditore, ma è possibile che io non lo conosca». Comunque «Gli attacchi mediatici indeboliscono e creano problemi anche nel trattare i giocatori», ha detto la Sensi. «La Roma va avanti e i giocatori non sono diventati polli», ci sono «ottimi dirigenti» e «quello che manca sono i risultati».
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