
Mourinho ha parlato di Champions, di futuro e di tante curiosità. Si inizia parlando di Champions («è una competizione talmente difficile, nella quale si affrontano squadre con così tanta qualità, che non riesco a dire se sia meglio chiudere il girone al primo o al secondo posto»).
Mourinho ha poi parlato di tante cose : «Se l'Inter è pazza anche l'interista lo è. Io, ad esempio, ho una passione pazzesca per quello che faccio e forse l'Inter ha un allenatore adatto proprio alle caratteristiche della squadra e dell'interista». Spazio anche agli obiettivi («per vincere campionato, Champions League e Coppa Italia bisogna avere fortuna, ma anche essere una squadra assolutamente fantastica e disputare una stagione assolutamente perfetta»), alle passioni («mi piace il cinema; credo che Anthony Hopkins sia il numero uno»), alle fobie («non mi piace scattare foto ricordo fuori da un ambiente prettamente calcistico, è una questione di privacy»), agli uomini che hanno scritto la storia («non non ho mai avuto modo di conoscere Giacinto Facchetti, ma è come se lo conoscessi perchè nella casa nerazzurra, dove vivo da un anno e mezzo, si parla così tanto di lui che è come se lui fosse sempre qui») e agli uomini che potrebberlo scriverla come Mario Balotelli («se lui tifa Milan, Pato allora è interista... scherzi a parte, credo che Mario abbia un potenziale fantastico e che non sia responsabile per questo tipo di cose che io definisco naif... »).
Per Josè Mourinho l'Inter guadagnerà l'accesso agli ottavi di Champions League nella prossima partita a Barcellona. «Credo che l'Inter si qualificherà nella prima delle gare che ci aspetta - ha spiegato l'allenatore in una chat coi tifosi su Inter Channel -. L'avevo già detto prima di Kiev quando mancava ancora più tempo, ma continuo consapevole della difficoltà incredibile del nostro girone, diverso da tutti gli altri». «Abbiamo bisogno di tre punti per qualificarci - ha aggiunto -, credo 4 per chiudere il girone per primi».
Il tecnico dell'Inter ha parlato anche della scelta di puntare su Snejider anzichè su Diego, poi finito alla Juve: «Wesley è un giocatore con una multifunzionalità tattica che gli permette di giocare in più ruoli e sistemi, giocare anche come uno dei tre attaccanti o con due giocatori a centrocampo. Sono entrambi due giocatori molto bravi, ma Sneijder è sempre stata la nostra prima opzione».
Mourinho darebbe "il pallone d'oro a Xavi. Credo che lui non avrà neanche quello d'argento o di bronzo, perché c'è bisogno di capire il calcio per capire che è un fenomeno. Non è uno che mette il pallone in tasca, che fa gol incredibili, ma che gioca 60 partite alla stagione ed è il migliore in campo su 45 di queste. Non riposa mai, gioca tutti i minuti, si allena a 30 anni come se ne avesse 17. Ha vinto tutto, assolutamente tutto, gli manca solo di vincere un campionato del mondo con la sua nazionale. Credo sia un crimine che un ragazzo così termini la sua carriera, tra 3 o 4 anni, senza avere il riconoscimento di un giocatore assolutamente fantastico».
Mino Raiola ha dichiarato che Zlatan Ibrahimovic potrebbe ritornare a giocare in Italia. Mourinho lo riprenderebbe all'Inter? «Non commento mai le parole dei procuratori perchè quella del procuratore è una figura fuori dal mio ambiente. Riprendere Ibra? Bisogna innanzitutto capire dove vuole arrivare il suo procuratore pronunciando queste parole. Ibra è un giocatore che farà parte della storia dell'Inter, e gli auguro tutto ciò che c'è di positivo nel Barcellona».
Mourinho ha poi parlato di tante cose : «Se l'Inter è pazza anche l'interista lo è. Io, ad esempio, ho una passione pazzesca per quello che faccio e forse l'Inter ha un allenatore adatto proprio alle caratteristiche della squadra e dell'interista». Spazio anche agli obiettivi («per vincere campionato, Champions League e Coppa Italia bisogna avere fortuna, ma anche essere una squadra assolutamente fantastica e disputare una stagione assolutamente perfetta»), alle passioni («mi piace il cinema; credo che Anthony Hopkins sia il numero uno»), alle fobie («non mi piace scattare foto ricordo fuori da un ambiente prettamente calcistico, è una questione di privacy»), agli uomini che hanno scritto la storia («non non ho mai avuto modo di conoscere Giacinto Facchetti, ma è come se lo conoscessi perchè nella casa nerazzurra, dove vivo da un anno e mezzo, si parla così tanto di lui che è come se lui fosse sempre qui») e agli uomini che potrebberlo scriverla come Mario Balotelli («se lui tifa Milan, Pato allora è interista... scherzi a parte, credo che Mario abbia un potenziale fantastico e che non sia responsabile per questo tipo di cose che io definisco naif... »).
Per Josè Mourinho l'Inter guadagnerà l'accesso agli ottavi di Champions League nella prossima partita a Barcellona. «Credo che l'Inter si qualificherà nella prima delle gare che ci aspetta - ha spiegato l'allenatore in una chat coi tifosi su Inter Channel -. L'avevo già detto prima di Kiev quando mancava ancora più tempo, ma continuo consapevole della difficoltà incredibile del nostro girone, diverso da tutti gli altri». «Abbiamo bisogno di tre punti per qualificarci - ha aggiunto -, credo 4 per chiudere il girone per primi».
Il tecnico dell'Inter ha parlato anche della scelta di puntare su Snejider anzichè su Diego, poi finito alla Juve: «Wesley è un giocatore con una multifunzionalità tattica che gli permette di giocare in più ruoli e sistemi, giocare anche come uno dei tre attaccanti o con due giocatori a centrocampo. Sono entrambi due giocatori molto bravi, ma Sneijder è sempre stata la nostra prima opzione».
Mourinho darebbe "il pallone d'oro a Xavi. Credo che lui non avrà neanche quello d'argento o di bronzo, perché c'è bisogno di capire il calcio per capire che è un fenomeno. Non è uno che mette il pallone in tasca, che fa gol incredibili, ma che gioca 60 partite alla stagione ed è il migliore in campo su 45 di queste. Non riposa mai, gioca tutti i minuti, si allena a 30 anni come se ne avesse 17. Ha vinto tutto, assolutamente tutto, gli manca solo di vincere un campionato del mondo con la sua nazionale. Credo sia un crimine che un ragazzo così termini la sua carriera, tra 3 o 4 anni, senza avere il riconoscimento di un giocatore assolutamente fantastico».
Mino Raiola ha dichiarato che Zlatan Ibrahimovic potrebbe ritornare a giocare in Italia. Mourinho lo riprenderebbe all'Inter? «Non commento mai le parole dei procuratori perchè quella del procuratore è una figura fuori dal mio ambiente. Riprendere Ibra? Bisogna innanzitutto capire dove vuole arrivare il suo procuratore pronunciando queste parole. Ibra è un giocatore che farà parte della storia dell'Inter, e gli auguro tutto ciò che c'è di positivo nel Barcellona».
0 commenti:
Posta un commento