lunedì 16 novembre 2009

IBRAHIMOVIC "Ma se non mi conosci personalmente, non mi puoi giudicare"


Zlatan Ibrahimovic è stato intervistato dal quotidiano 'La Vanguardia', fa il punto sul suo momento con la maglia blaugrana.

«Tutto è andato molto bene, proprio come speravo -dice Ibra- Tutti mi hanno accolto a braccia aperte, e compagni, allenatore e staff mi hanno aiutato e mi aiutano tutti i giorni. Anche per quello che riguarda il sistema di gioco, tutti mi aiutano a integrarmi».

Tutto fila liscio, dunque, ma l'ex attaccante dell'Inter ci tiene a sottolineare di non voler essere paragonato a Samuel Eto'o. «E' normale che facciano questo paragone, Eto'o è un grande giocatore, che ha passato molto tempo qui e ha fatto molto bene. Anche a Milano adesso paragonano lui con me. Però ho sempre detto che non si possono confrontare due giocatori totalmente differenti. E io sono molto diverso dal camerunense, sono un altro tipo di giocatore».

La differenza sostanziale, invece, rispetto al calcio italiano è che «in Spagna si rischia di più. C'è più voglia di gol, è un'altra cultura. Certo, tutti vogliono i risultati, ma prima viene lo spettacolo». Spettacolo che Ibra si augura possa esserci contro il Real Madrid il prossimo 28 novembre. «Sarà uno spettacolo -afferma- e spero proprio di vincere questa partita». Battere il Real, e fare lo stesso contro l'Inter. «E' fondamentale per passare il turno in Champions. Fino ad ora siamo stati sfortunati, non abbiamo sbagliato nessuna partita». «Battere l'Inter -aggiunge- non sarà facile. E' una squadra forte, con tanti giocatori nuovi che stanno facendo bene».
Lo svedese lamenta il fatto che in Italia è stato spesso additato come uno dal carattere difficile. «Ma se non mi conosci personalmente, non mi puoi giudicare», afferma, spiegando che: «Quando sono arrivato in Italia, l'ho fatto per vincere. Ma ci sono sempre state voci su di me. Quando vincevo con la Juve si lamentavano a Milano, quando l'ho fatto con l'Inter è stato il contrario. Ma se non mi conosci, non puoi dire che sono una brutta persona. Non è vero che ora sono più allegro di quando giocavo in Italia. Sono sempre rimasto lo stesso fin da quando ho iniziato a giocare a pallone».

0 commenti: