lunedì 16 novembre 2009

CHIACCHIERATA CON DI VAIO “Bologna mi sta regalando emozioni che non provavo da tempo”

Di Vaio è il leader e capitano indiscusso della squadra del Bologna

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La vita regala sempre sorprese vero?

“Sì, ma quello che ti guadagni sul campo te lo devi costruire nei momenti difficili. Io non ho mai smesso di lavorare duro. Annate come quella passata ti ripagano dai sacrifici. Essere capitano a Bologna , è una fortuna e un onore , oltre che una soddisfazione enorme”

Se potesse scegliere di giocare in una formazione del Bologna dei 100 anni , quale sceglierebbe?

“Sicuramente quella del 1964 , anno dell’ultimo scudetto. Per come giocavano, per quello che rappresentavano per questa società e per il ricordo ancora vivo in città”

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Che cos’è Bologna per lei?

“Una storia bellissima , folgorante, che mi ha reso felice. Mi sono innamorato subito della piazza e della società. Bologna mi sta regalando emozioni che non provavo da tempo”

Che cosa le piace della città?

“Mi trovo a mio agio con lo stile di vita dei bolognesi. Per esempio, nel modo di rapportarsi con i giocatori : i tifosi sono appassionati , ma solo alla domenica; fuori dal campo hanno rispetto per l’uomo. E poi, Bologna è straordinariamente bella dal punto di vista architettonico”

Esce tanto ?

“Poco la sera , a cena con mia moglie Malisa e le mie due bambine, Sara e Sofia. Giro più di giorno ; vado ai Giardini Margherita e soprattutto in centro , anche grazie al fatto che vivo in zona”

La Lazio, invece , che cos’è per lei?

“Casa mia. Alla Lazio ho fatto tutto il settore giovanile , le mie prime esperienze in prima squadra. Io sono di Roma e sono molto legato a quella esperienza adolescenziale , vissuta con tante insicurezze , con grande voglia e passione. E poi sono tifoso laziale. Bruno Giordano era il mio idolo”

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Venti novembre 1994 : Lazio – Padova 5-1. Il suo primo gol in A

“Mi ricordo tutto della partita. L’emozione in campo e poi i miei genitori , gli amici e i compagni della Primavera in tribuna. Ma soprattutto , dopo la rete, la corsa verso la panchina ad abbracciare Nesta , giovanissimo come me. Con Alessandro siamo rimasti molto amici , amicizia vera, come quella con Tosto , Stellone e qualche altro”

Da bambino che cosa sognava?

“Di fare il calciatore . E di giocare sempre e solo nella Lazio : in parte l’ho esaudito”

La sua è stata una carriera con alti e bassi

“Dopo la Lazio , a Verona ho avuto una parentesi sfortunata , perché andai a stagione iniziata e mi sono fatto male due volte , quindi ho giocato poco. A Bari brutta esperienza , a livello sportivo. A Salerno, la rinascita : è stata la prima volta che mi sono sentito un giocatore. Poi Parma , tappa fondamentale della mia vita. Ho giocato in una grande squadra e società ; sono arrivato istintivo e inesperto, me ne sono che ero cambiato completamente . Juventus : esperienza bella e intensa. Poi all’estero a Valencia , avventura sportiva e umana bellissima , che consiglio a tutti , anche per osservare il nostro calcio da fuori. In Francia, al Monaco, ho commesso un errore di valutazione , perché dovevo tornare in Italia. Infine il Genoa, dove ho dato tutto me stesso , grazie ai tifosi unici per passione. Peccato che, dopo la promozione ci siano state incomprensioni con Gasperini”

Poteva vestire nerazzurro?

“Sì , nell’estate 2002 . Ero a un passo dall’Inter, poi col Parma giocammo la partita di Supercoppa contro Juve e feci gol. Si era fatto male Trezeguet , i bianconeri cercavano un attaccante e così cambiai strada”

Rimpianti?

“Non aver giocato in un Mondiale e aver cambiato troppe squadre , avrei dovuto avere più pazienza. Cambiare spesso squadra danneggia un calciatore , perché non sempre vuol dire migliorare”

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La sua rete più bella e quella più importante?

“La rete più bella è stata con la maglia della Juve , un tiro al volo contro il Milan San Siro nel 2003. La più importante nella finale di Supercoppa Europea col Valencia”

Fuori dal calcio quali sono le le sue passioni sportive?

“In estate mi piace giocare a beach volley e footvolley . Altrimenti tennis , però sono scarso , poi ho provato il golf , ma sorvoliamo nei risultati. Da spettatore seguo soprattutto il tennis , tifo Nadal. Poi le Moto Gp e a volte anche il basket , quando ci sono le finali”

Finita la carriera da calciatore , che cosa farà?

“Voglio rimanere nel calcio , ma non come allenatore : non mi piace. A fine contratto nel 2011 , se starò bene fisicamente , valuterò di anno in anno”

Da calciatore , il più bel complimento che ha ricevuto?

“Che sono un professionista serio. Capace di allenarsi con lo stesso impegno che giochi o no”

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