Barcellona:
Valdes, Dani Alves, Puyol, Piquè, Abidal (89' Maxwell), Xavi, Busquets, Keita, Iniesta(94' Dos Santos), Henry, Pedro (85' Bojan). All. Guardiola
Inter:
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu, Zanetti, Cambiasso (46' Muntari), Stankovic (71' Balotelli), Thiago Motta, Eto'o, Milito (81' Quaresma). All. Mourinho
Arbitro: Busacca (Svizzera)
Reti:10' Piquè (Bar), 26' Pedro (Bar).
Ammoniti: Thiago Motta, Puyol, Pedro, Chivu e Zanetti per gioco falloso.
«Il primo tempo decisamente meglio loro, ma nel secondo abbiamo fatto meglio noi. C'era un rigore netto per noi che poteva darci fiducia, quando mancava ancora tanto tempo. Ma che dire, stiamo lontani per qualità individuali di giocatori, per dimensione di gioco». Josè Mourinho non nasconde la delusione per il 2-0 subito dall'Inter al Camp Nou con il Barcellona: la corsa alla qualificazione agli ottavi di Champions però non è affatto compromessa.
«Visti squadra a squadra sono meglio di noi - ammette il tecnico nerazzurro ai microfoni di Sky -. Oggi mi arrendo, ma se gioco con loro domani non mi arrendo».
Le assenze di Ibrahimovic e Messi, secondo Mourinho, hanno pesato meno di quella di Snejider: «Per loro non è un problema -dice ai microfoni di Sky-, hanno una struttura di gioco. Pedro non è Messi perché Messi è solo uno, però Pedro è una grande giocatore. Chissà, Sneijder a noi è mancato molto molto di più che questo giocatore a loro».
Il portoghese sperava in un atteggiamento diverso da parte dell'Inter: «Mi aspettavo una squadra con più voglia di giocare, con meno paura di giocare. La squadra ha avuto grande difficoltà sotto la pressione del Barcellona. Mi sembra che loro hanno un ritmo più alto del nostro in fase offensiva e difensiva, pressano tanto e altissimo, tutti i giocatori sono molto veloci, giocatori come Xavi e Iniesta non hanno eguali nel mondo».
Mourinho torna sull'assenza di Snejder: «Per qualità e possesso palla è un giocatore che pensa più veloce degli altri, gioca con le spalle alla porta, sa giocare sotto pressione, è di una scuola di gioco dove il passaggio e il movimento sono la natura del suo gioco. Anche lui è uno che si può paragonare, a livello di modo di pressare, a un Messi o a un Xavi, è piccolino, ma aggressivo, veloce e intenso, è importante per noi. Però, dopo una partita che si perde senza nessun tipo di dubbio, non mi piace parlare di Sneijder che non ha giocato, né del rigore che è stato netto, perché loro hanno meritato di vincere».
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