
«Il mio flop al Chelsea colpa di Mourinho». Andriy Shevchenko punta il dito contro Josè Mourinho, per la sua brutta esperienza al Chelsea.
Shevchenko spiega che le sue difficoltà d'ambientamento con i 'blues' erano dovute in parte agli infortuni, e in parte al difficile rapporto con l'allenatore. L'accusa è la mancanza di dialogo. «Mourinho era un ottimo organizzatore - racconta al 'Daily Mirror' - attento a ogni dettaglio prima delle partite. Era incredibile. Ma forse avrebbe bisogno di parlare di più con i suoi giocatori...». Secondo Sheva il portoghese lo ha volutamente escluso, perché aveva i suoi giocatori preferiti, come Lampard, Terry e Drogba, definiti "gli intoccabili".
Shevchenko ammette poi che anche la forma fisica non lo ha aiutato nella sua avventura in Premier: «Gli infortuni sono stati la causa principale del mio insuccesso in Inghilterra. I tifosi del Chelsea non hanno mai visto il vero Shevchenko. Il calcio inglese è più fisico e veloce rispetto a quello italiano, che è maggiormente tecnico. Ora sono alla Dinamo Kiev per dimostrare di poter dare ancora molto -aggiunge-. Ho lasciato alle spalle i tempi del Chelsea dove non giocavo. Ho lasciato il Milan e il Chelsea per un nuovo obiettivo, e voglio pensare solo al futuro».
Sheva giocherà la prossima partita contro la nazionale di Capello a Wembley: «Il mio nome è già nella storia del calcio europeo. Non ho nulla da dimostrare. Non cerco vendette per quanto accaduto al Chelsea. Non credo che il mio periodo con i "blues" abbia rovinato la mia carriera. Giocare contro i miei ex compagni come Terry e Lampard sarà affascinante, ma penserò solo a dare il mio contributo per battere l'Inghilterra».
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