
Luciano Spalletti è tornato da San Pietroburgo dopo la mezzanotte. In compagnia del suo fedelissimo collaboratore Daniele Baldini e dell’avvocato Giulio Dini.
E’ andato a conoscere lo Zenit. L’incontro è stato interlocutorio, i russi gli hanno fatto una proposta e Spalletti dovrà dare una risposta. Ma è tornato con un nulla di fatto: «Abbiamo parlato, ho voluto esaminare da vicino una possibilità di lavoro, adesso devo valutare. Non ci sono limiti di tempo, voglio approfondire la situazione del calcio russo, le possibilità di questa squadra che è uscita dall’Europa League e che ora deve lottare per un piazzamento Champions». Il direttore generale dello Zenit ha detto che comunque cercano un allenatore per la prossima stagione, che comincia a marzo: «Se lo dicono loro è così, comunque loro si sono presentati e io sono andato a parlarci» . Spalletti è comunque alla ricerca di una nuova panchina e non esclude altre ipotesi: «Sono un professionista e certi interessamenti li ho letti sui giornali, ma proposte concrete non ne ho ricevute. Il Milan è una grande squadra e Leonardo da persona intelligente saprà trovare le soluzioni giuste per farlo ripartire»..
La Roma gli è rimasta nel cuore, non sparge veleno sulla sua scia: «Stanno facendo ottimi risultati, ci vuole un po’ di tempo per ottimizzare la situazione». I dirigenti russi gli hanno proposto un contratto pluriennale, con un ingaggio che sfiora i quattro milioni a stagione. Il direttore generale del club russo, Maxim Mitrofanov, ieri ha detto: «Spalletti fa parte della lista dei candidati per la panchina dello Zenit, ma non è l’unico. Di sicuro l’attuale allenatore, Davidoff, resterà fino alla fine della stagione».
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