sabato 24 ottobre 2009

MOURINHO "Chi vuole vincere in campionato non può perdere punti in casa"


Mourinho si rituffa in campionato . «Non c’è relazione tra la serie A e la Champions - dice Mourinho -. Vincere in campionato è importante, anche se manca tanto, tantissimo alla fine, è sempre meglio stare davanti. Abbiamo due partite in casa ma non sono più facili rispetto a giocare in trasferta. Eto’o? Non sta bene e non è al 100%, ma se è stato in campo con la Dinamo, domani sarà in campo in condizioni positive».


Mourinho dovrà fare a meno di Cambiasso, Samuel, Motta e Milito, non convocati. «Ho visto tre partite diverse dei siciliani. Squadra fisicamente tosta e forte, tatticamente si prepara bene e sarà una partita difficile. Loro hanno lavorato solo per questa partita e fino a 2 giorni fa noi pensato ad un’altra partita. Noi però giochiamo in casa, siamo in testa alla classifica e vogliamo far bene». I tanti infortuni? «Fanno parte del calcio. Devo giocatore con chi è disponibile. Quando hai tante partite hai bisogno di tanti giocatori per fare turn over. Motta e Milito sono ancora fuori, ora si aggiunge Cambiasso. Succede a tutte le squadre Samuel starà fuori per turn over. Gioco con Cordoba e Lucio e lui riposa. Chissà la prossima partita faccio riposare Lucio».

«Ho chiesto la possibilità di avere Milito in panchina, ma mi è stato detto che bisogna aspettare. Spero di averli per la prossima partita, ma lo speravo anche stavolta. Partita dopo partita aspetto sempre che rientri qualcuno».

Vincere e andare per una notte a +5 psicologicamente sarebbe importante, un segnale alla concorrenza? «Penso di no. L'importante è vincere. Abbiamo perso due punti in casa con il Bari. Abbiamo recuperato perché abbiamo vinto tre partite fuori, il derby e Genova dove si possono perdere punti. Poi abbiamo recuperato punti con il Bari. Chi vuole vincere in campionato non può perdere punti in casa. E quest’anno non può essere molto diverso. Dobbiamo vincere con il Catania una partita in casa e avere tre punti in più».
Una piccola strigliata a Mario Balotelli. «Sarà comunque in campo. Non penso che sia un fenomeno perché ha fatto una partita eccezionale a Genova, ma una settimana di lavoro pessima. Stavolta non ho opzioni e giocherà, ma deve lavorare ancora molto. Perché alterna grandi prestazioni a settimane così? Ho parlato con Pea, allenatore della Primavera, e lui che lavora con i ragazzi da tempo mi ha detto che è un problema di generazione, delle persone che girano intorno ai giocatori e che questi fanno le vittime. Un ragazzo di 19-20 che ha genitori equilibrati che non pensa ai soldi, il fratello e la sorella che lo seguono senza disturbare, un ragazzo che è felice di guidare una macchina piccola: questa è l’eccezione, il miracolo. È un problema che riguarda anche Santon? Lui è stato obiettivo e molto sincero. Ho capito quello che mi ha spiegato. È un cosa tipica dei giocatori italiani».

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