venerdì 23 ottobre 2009

JEAN TODT PRESIDENTE FIA GRAZIE A MOSLEY. VATANEN , IL RIVALE "HA VINTO IL REGIME"


Jean Todt è stato eletto presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile. Il manager francese ha battuto la concorrenza di Ari Vatanen. Todt raccoglie l’eredità del discusso Max Mosley, alla guida della Fia da ben 18 anni. L'appoggio di Mosley è stato fra l'altro fondamentale per l'elezione di Todt, tanto che a un certo punto Vatanen aveva presentato una denuncia contro la Fia perché, a suo avviso, la battaglia elettorale era viziata dall'appoggio incondizionato che il presidente uscente stava dando al suo avversario.
Il finlandese ha poi ritirato l'esposto. Ma sul fatto che i seguaci di Mosley abbiano seguito l'indicazione di votare per Todt è dimostrato anche dal numero di preferenze ottenute da quest'ultimo: 135 (contro le 49 di Vatanen e 12 schede nulla), vale a dire quasi esattamente lo stesso numero di voti che Mosley aveva ricevuto l'anno scorso quando la sua presidenza era stata messa in dubbio dallo scandalo sessuale. In quell'occasione Mosley aveva ottenuto 133 preferenze.

«Sono sollevato - il primo commento di Todt -. La campagna elettorale è stata un’esperienza estremamente coinvolgente: arrivare alla presidenza della Fia, passare per un’elezione democratica. Sono felice di vedere che così tanti paesi del mondo hanno sostenuto la mia candidatura». Nel suo programma, Todt ha scritto di volere proseguire sulla via tracciata da Mosley. «Sono contro chi dice che bisogna cambiare tutto. Io ho parlato di cambiamento costruttivo. Quello che era vero dieci anni fa non lo è più oggi sua per quanto riguarda le competizioni automobilistiche sia per quanto riguarda le automobili in sé». Quanto ai collaboratori, in futuro potrebbe esserci un posto anche per Schumacher. A dirlo è proprio Todt: «Per Michael, che per me è come un figlio, in futuro potrebbe esserci un ruolo nella Fia». Il neo presidente della Fia, pochi minuti dopo l'elezione, ha voluto chiarire davanti a i giornalisti i suoi rapporti con Luca Cordero di Montezemolo. «Non è vero che io ho avuto dei problemi con Montezemolo - ha detto - è stato anzi la prima persona che ho sentito oggi dopo essere stato eletto e anche ieri sera mi ha mandato un messaggio sms molto carino». Ormai insediato al vertice della Fia, Jean Todt fa il punto sulle sue prossime mosse. Sul tavolo, tra i dossier aperti che il nuovo presidente dovrà affrontare, c'è anche quello relativo a Flavio Briatore. «Su questo caso - ha detto in conferenza stampa - la competenza è del tribunale civile, la Fia non è coinvolta direttamente. Quello che conosco dell'organizzazione è dietro la porta. Ora quella porta devo aprirla».
Il presidente Luca Cordero di Montezemolo si è congratulato : «Faccio i migliori auguri a Todt per il suo nuovo ruolo, avendone sempre apprezzato la capacità, l'impegno e la dedizione - dice il numero 1 della Ferrari -. Sono sicuro che, sotto la sua guida, la Fia sarà ringiovanita e ritroverà un clima aperto al dialogo e a una collaborazione costruttiva coi team e la Fota, assicurando così stabilità di regolamenti e l'intero ambiente. La Formula 1 sta per entrare in una nuova fase. I protagonisti tutti devono lavorare insieme con sguardo al futuro, per aumentare la credibilità e l'interesse generati da questo sport, affrontando le sfide tecnologiche e ambientali che ha di fronte, mantenendo immutate quelle caratteristiche che ne hanno fatto una delle discipline sportive più popolare sulla scena mondiale».

Il vice presidente Fota e presidente Toyota, John Howett, ha aggiunto: «Estendo i miei auguri a Todt mentre assume questo impegnativo ma cruciale ruolo. Sono convinto che la sua presidenza rappresenta un'opportunità per tutti i portatori di interessi in F1, per unirli sotto la sua leadership e lavorare insieme per rafforzare il nostro sport. Fota non vede l'ora di sostenerlo ad aumentare il fascino di questo sport tra gli appassionati e tra gli sponsor, rispettando la grande eredità della F1 alla quale lui stesso ha contribuito enormemente».

«Pensavo che ci fosse molta più gente a voler cambiare la Fia. Sappiamo come funziona e molti delegati hanno paura di perdere il posto»: il finlandese Ari Vatanen, uscito sconfitto dalle elezioni per la presidenza della Fia che si sono tenute oggi a Parigi all'hotel The Westin, non si aspettava la vittoria schiacciante del francese Jean Todt. Vatanen, commentando con i giornalisti i risultati delle elezioni, usa la parola "regime" per definire l'organo di governo della Formula 1: «È molto difficile sovvertire l'attuale regime. Spero che la Fia diventi democratica ma questo è solo un desiderio perchè per ora non è così».

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