
Diego si è ambientato all'Italia.
«Io tiro dritto, anche se so che se i risultati non t’aiutano, finisci nell’occhio del ciclone. E’ una regola universale: devi vincere sempre perché lo impongono tradizioni e ambizioni, perché la qualità del gruppo è elevatissima. E se non vinci, ti chiedono spiegazioni...» dice il calciatore juventino
La colpa fino ad adesso è della casualità
"La Juve fino ad adesso ha commesso delle ingenuità imperdonabili in rapporto alla forza della squadra: se sei la Juve, se pensi in grande e ne hai pieno diritto, non puoi buttare via una vittoria all’ultimo respiro come è successo sul Bologna. Detto questo con sincerità estrema sono convinto che a incidere davvero sia stata la casualità. Capitano, a volte, momenti così. E non necessariamente diventano spie di crisi o di ridimensionamenti. Sono pronto a scommettere sul progetto con la stessa convinzione di un mese fa, quando fioccavano soltanto complimenti».
La Juve è ancora favorita per lo scudetto «Tra le favorite per lo scudetto, a voler essere precisi. Non me lo rimangio, anzi lo ripeto con forza. Ed è tra le favorite anche per la Champions».
Sente in casa Juve la sfida con l'Inter "Mi raccontano di sfide lontane, di Calciopoli, di scudetti scuciti. Onestamente però, non mi soffermo più di tanto: io, per carattere, non penso mai agli altri, non bado ai risultati dell’Inter oppure alle parole di Mourinho. Io voglio soltanto “ganar”, vincere sempre senza guardarmi attorno».
La Juve l’ha scelta anche per questo: determinazione e fame, non soltanto talento.
«E io ho scelto la Juventus perché ho colto questa straordinaria fiducia, non solo per la sua grande storia, per i campioni che schiera e i successi che promette: i dirigenti bianconeri mi hanno inseguito un paio d’anni, volevano me perché contribuissi a un progetto importante. Li ripagherò, statene certi. L’infortunio mi ha un po’ frenato, ma adesso sono pronto a ricominciare»
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