
Ciro Ferrara parla con il sorriso del presunto doping di Cannavaro, pur ammettendo che «qualcosa non ha funzionato». «A parte gli scherzi, per fortuna si è tutto risolto - ha spiegato il tecnico della Juventus ospite dell'Era glaciale, il programma condotto da Daria Bignardi, in onda questa sera su Rai2 -. Si era già parlato di questa puntura a suo tempo, e si è dovuto sottoporre a cure. Il fatto di essere così noto, di essere il capitano della nazionale e di giocare nella Juventus ha ridimensionato il caso». Comunque, Ferrara ammette che nella gestione del caso «c'e stato quelcosa che non ha funzionato. Ma la cosa principale è che Fabio è esente da ogni colpa e alla fine non è risultato positivo».
Ciro Ferrara rivela che gli sarebbe piaciuto essere allenato da José Mourinho. «Sinceramente sì - ha continuato il tecnico juventino - mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui. Vedo che comunque i suoi giocatori, e tutti quanti, ne parlano molto bene». «Se posso permettermi, da collega, di lui ci sono cose che condivido e altre no. Alcune osservazioni sono sopra le righe e ho voluto farlo notare settimana scorsa», , alludendo alla conferenza stampa di sabato in cui diceva che «se Mourinho non è un pirla, io non sono un fesso». «Volevo rispondere in maniera ironica, e potevo farlo anche in napoletano, che suona anche meglio. Fatto sta - ha sorriso - che era meglio se fossi stato zitto, perché poi abbiamo perso».
Per Daria Bignardi, il napoletano assomiglia a Vincent Cassel ed è più bello del portoghese. Ma allora perché Mourinho piace di più?: «Innanzitutto perché è più bello del sottoscritto. Poi dalla sua parlano i risultati ottenuti da allenatore, a cui abbina il fatto di essere ottimo comunicatore», ha replicato Ferrara, il cui stile "educato ma perdente" è paragonato dalla critica a quella del collega interista. «Preferirei - ha ammesso - essere vincente e maleducato, ma si può essere vincenti e pure educati».
Come mai, domanda ancora Bignardi, guadagni meno di Mourinho e anche di Mancini che non lavora?: «Mancini non lavora temporanemente e io devo ancora dimostrare. Anche se mi avessero offerto di meno avrei accettato comunque la panchina della Juve», dice Ferrara, raccontando che quando, dopo la firma del contratto, il direttore sportivo bianconero gli chiese se fosse contento, «gli ho detto "potevi fare qualcosa di meglio". Ma in quel momento per me era una chance incredibile, il problema dei soldi è passato in secondo piano».
Su la scelta del ct di non convocare in azzurro Antonio Cassano?: «Ho avuto la fortuna di collaborare con Lippi e di conoscerlo bene - ha attaccato Ferrara -. Anche in occasione del Mondiale vinto nel 2006 Lippi ha lasciato a casa alcuni giocatori più forti e meritevoli di quelli che aveva portato in Germania. Credo che Lippi abbia le sue idee». Infine, un pensiero a Luciano Moggi, ex dirigente juventino travolto dallo scandalo di Calciopoli, con cui Ferrara è rimasto in buoni rapporti. «Con Moggi - ha raccontato - abbiamo condiviso momenti belli e meno belli. Quando sono a Napoli e ci incontriamo lo saluto sempre con affetto».
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