venerdì 1 maggio 2009

MOURINHO CONTINUA I SUO SHOW. ORA SE LA PRENDE CON IL MILAN E AMBROSINI


Mourinho continua a polemizzare con tutti, ora con il Milan : «Dicono che senza il gol di Adriano... Beh, senza tante cose il campionato poteva avere numeri diversi- dice- Allenatori che sbagliano, come i giocatori e gli arbitri. E poi gli infortuni. Si deve parlare di tutto, e non solo di quel che conviene. Non voglio utilizzare il tipo di vocaboli di qualche mese fa, quando pensai ad un certo punto che la bomba atomica stesse cadendo sull'Italia... Ma devono dire anche quanti punti hanno preso con rigori non regolari. Che quel derby poteva anche finire 3 o 4 a 0 se il Milan avesse finito la partita in dieci. Devono dire che vinsero il primo derby con un gol in fuorigioco. Hanno avuto quasi un rigore a partita. Se parlo devo parlare di tante cose, e non ne vale la pena. Alla fine vince sempre il migliore, se è un campionato regolare con errori umani. E dobbiamo solo aspettare un po'. Manca poco».

Ambrosini ha detto che dovrebbe pentirsi del suo "zero titoli". E allora lui si scatena: «Se sbaglio e se il Milan arriva alla fine del campionato con un titolo chiederò scusa. Ma io ricordo molto bene Ambrosini che insultava 10 milioni di interisti, sono passati tanti anni e non l'ho visto chiedere scusa». Ambrosini sfilò per la festa Champions del 2007 mostrando dal pullman scoperto uno striscione offensivo che gli costò anche il deferimento alla Disciplinare. Il centrocampista rossonero chiese poi scusa con una lettera aperta. Ma Mourinho non ricorda e continua: «È un giocatore carismatico, importante per il Milan, e non l'ho mai visto chiedere scusa. Resta nella mia memoria quando lo fece Eto'o e si scusò con i tifosi el Real, fu uomo. Ambrosini vive a Milano e non l'ha mai fatto. Non ha grande autorità morale per parlare così. Ma se il Milan vince il campionato, che è un'ipotesi teorica e pratica (la matematica ancora lo permette) sarò il primo a fare i complimenti ai miei avversari. L'ho fatto quando ho perso in Inghilterra, quando vinse il Manchester».

Per lui il giorno più caro a manzoni, il 5 maggio non esiste : «Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L'Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l'Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto».
Mourinho non ha paura di una rimonta «Mi rende sereno il fatto che non abbiamo bisogno di preoccuparci di quello che succede dietro di noi. Dobbiamo pensare solo a noi. I 7 punti ti danno più fiducia. Abbiamo perso dei punti, ma col Palermo abbiamo giocato un gran primo tempo, con la Juve abbiamo fatto la partita più completa di tutta la stagione, ma non sufficiente per vincere. Poi con la Samp abbiamo vinto anche se siamo stati eliminati. E poi a Napoli abbiamo perso tre punti. Sette punti è il vantaggio che abbiamo avuto per quasi tutta la stagione. In nessun campionato europeo c'è questo vantaggio. E poi non conta solo il risultato, ma anche il gioco. Qui si guarda tanto, troppo il risultato. L'Italia è un paese 'risultatista'. Mi aspetto che il Milan vinca 5 partite, meritando o no. E l'Inter ne vincerà tre o quattro. Mi aspetto la normalità, che in questa squadra è vincere. Dopo le sconfitte abbiamo sempre avuto grandissime reazioni».

Ibra non è contento... «Finora abbiamo giocato 50 partite più o meno, e fatto più o meno 1000 partitelle in allenamento. Sai quante volte l'ho visto soddisfatto? Solo quando vinceva. Se non vince una partitella 4 contro 4 se la prende con qualsiasi cosa, col sole, con le telecamere, col pallone, con l'arbitro. Non protesta solo se vince. Mi piace tanto chi è così. L'altro giorno mi sono arrabbiato con Toldo perchè ha perso una partitella e lui rideva... E Toldo ha 36 anni. Ibra se non vince non è felice. Può dire tutto quello che vuole. Ha ambizione, è vincente. Può anche criticare l'allenatore, e magari per questo vincerà uno scudetto in più».

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