
Spalletti in un intervista che rilascia a Sky:
Sei corteggiatissimo in questo periodo, in una stagione così tribolata…
«In una stagione tribolata non vedo perché dovrei essere corteggiatissimo. Se la squadra sta facendo male, colui che la gestisce ha le maggiori responsabilità, le maggiori colpe. In questo caso io, perché la società mi ha sicuramente messo a disposizione una buonissima rosa e stiamo facendo al di sotto delle nostre possibilità. Per cui il pensiero sarà totalmente per questo finale di campionato e per riuscire ancora a determinare qualcosa in funzione della classifica».
Sull’importanza della cultura della sconfitta.
«Io un po’ di reazione domenica, dopo aver perso il derby, ce l’ho avuta, però tutto sommato mi è sembrata più ridotta di quello che poi si è lasciato trasparire all’esterno, anche perché quella partita determina molto per quanto riguarda gli sportivi, il nostro ambiente, il calcio in generale. Ci sono state delle situazioni che ci sono girate contro e un minimo di reazione ci sta. Penso che la Champions sia una competizione importantissima, nella quale ci confrontiamo tutti volentieri, soprattutto per i valori che manifesta, perchè c’è meno ricerca di esasperazione del risultato, si va più attraverso lo sport e il confronto vero. Si accetta più volentieri il risultato finale».
Sul campionato della Roma.
«Noi abbiamo fatto un campionato difficile, siamo partiti male, abbiamo dovuto rincorrere. Ora, nel rush finale, siamo andati incontro ad altre difficoltà, per cui ora siamo in un momento difficile».
Voi allenatori come valutate l’importanza delle palle inattive?
«C’è una buonissima percentuale di risultati che si determinano attraverso palle inattive. Nella composizione della squadra bisogna cercare di mettere questa fisicità e avere qualcuno che batte bene queste palle inattive per farle cadere nella maniera corretta dentro l’area di rigore. Si adottano più sistemi, l’uomo o la zona, però quello della palla inattiva è sicuramente un momento importante per determinare il risultato».
Secondo te Beckham è il migliore?
«Ce ne sono molti, ma lui è uno di quelli più 'cattivi'».
Federico Macheda: è vero, come sostiene l’osservatore di Ferguson, che piaceva anche a voi?
«Dei piccoli talenti che nascono in città se ne sente parlare facilmente, perché è una città di calcio. Bruno Conti è uno molto attento, per cui l’aveva avuto sotto controllo, poi non so come si sia sviluppata la questione. Bisogna stare attenti ad andare a incolpare i club stranieri che ci vengono a portare via i ragazzi, perché se si fa un discorso di percentuale, di confronto, si vedrà che poi noi ne abbiamo importati molti di più di quelli che ci sono venuti a prendere. Però, questa è una cosa che va messa a posto perché non è corretto che a una società che ha uno staff di osservatori corretto per andare a trovare nuovi talenti, gli venga sottratto il ragazzo e non gli venga riconosciuto niente».
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