martedì 14 aprile 2009

LOTITO PARLA DEL DERBY E DEI CONTRATTI DI PANDEV E ZARATE



Lotito interviene  a Radio Radio, rispondendo alle tante domande fatte.  Su Zarate e a suo fratello per il nuovo contratto da firmare : «La tempistica la decide il presidente. Torno il 20 ed ho già in programma di chiudere la trattativa con gli arabi. Io sono in grado di chiudere l'affare in qualsiasi momento. Se loro aspettano mi fa pensare male -ha detto Lotito- mi fa capire che devo accettare le posizioni dell'Al Saad. Ho preso un impegno e lo mantengo. Il 30 aprile non è la scadenza di una cambiale ma l'opzione di un prestito. Sono stato in grado di fare una cosa che darà forza alla Lazio ma non devo spiegare tutto. Il problema è il riscatto che spetta alla società». Qualcuno ha paura che la Lazio possa perdere il giocatore a segno nel derby: «Io non ho mai detto che non riscatterò Zarate, il mercato si apre il primo luglio. Noi abbiamo un contratto con l'Al Saad, sono tranquillo e sereno perché la Lazio è nella condizione di riscattarlo dal punto di vista tecnico-legale. Alcune persone scrivono cose non vere».

Parla a seguito della lamentela dell'attaccante dopo la sostituzione nel derby : «L'individualismo non va bene. Rossi ha fatto le sue scelte nelle quali io non entro nel merito. Zarate è uno dei tanti giocatori che ha la Lazio, ha grandi potenzialità che però deve mettere al servizio del collettivo. Non puoi pretendere di giocare, se accetti il ruolo del tecnico accetti anche le sue scelte. In una famiglia esistono delle regole che vanno rispettate. Una persona responsabile non fa queste considerazioni».

 Lotito invia  un messaggio a Pandev  e ai suoi procuratori: «Vogliamo rinnovargli il contratto a tutti i costi. Mi auguro che ci sia da parte di tutti il senso di responsabilità. Questa società ha un futuro concreto, certo. Perché sta finendo di sistemare tutti i problemi».

Manda una frecciata alla Roma  «C'è bisogno della cultura della sconfitta, che è la cosa più importante nello sport. Quando si è in grado di controllare e accettare la cultura della sconfitta, poi si è pronti anche alla vittoria. Purtroppo non tutti sono in grado di accettare la sconfitta...». Ecco la frecciatina : «Non si può vincere sempre, a qualsiasi costo e maniera- dice Lotito a Radio Radio Tv- Le partite si vincono e si perdono, e a volte le cose non vanno come avremmo voluto. Noi non abbiamo avuto un atteggiamento di provocazione. Non mi sono piaciuti questi episodi, in una giornata di lutto nazionale. La Lazio si è data da fare insieme alla Croce Rossa e ai propri tifosi per promulgare i valori della solidarietà, del lutto e del cordoglio. Poi ci sono state delle cadute di stile, con atteggiamenti che potevano essere risparmiati».

 E ancora sullo scontro tra Tare e Spalletti: «Non ho visto, ma so come sono andate le cose. Me lo hanno riferito- prosegue il numero uno laziale- Noi non abbiamo solo delle responsabilità nei comportamenti, ma anche in quello che proponiamo all'esterno. In un momento come quello di sabato, non dovevamo sicuramente scadere in certi atteggiamenti, che poi magari sono stati anche di stimolo per alcune persone che poi, come mi hanno detto le Forze dell'ordine, hanno sfruttato il momento per violare la legge. Mi ero preoccupato di questi atteggiamenti esasperati che potessero stimolare comportamenti non in linea con lo spirito sportivo. Mi sarei aspettato da tutti un comportamento più responsabile. Tare ha solo cercato di evitare un atteggiamento diverso da quello sportivo e, conoscendo come si comporta e come gesticola, è forse stato male interpretato. Questo, però, ha comportato una serie di reazioni. Tutto è nato da un fatto molto pratico: le lamentele di fanno nelle sedi opportune e non negli ambienti aperti al pubblico. Questo può creare comportamenti che non rispettano le regole. Ogni club, giocatore, presidente e allenatore deve sostenere la responsabilità di certe azioni. La differenza tra l'uomo e la bestia sta nella la razionalità. Bisogna accettare certe regole, altrimenti ognuno farebbe quello che si sente di fare al momento. Se io come presidente facessi esternazioni di un certo tipo, lo farebbero anche i giocatori. Più si sale di ruolo, più bisogna stare attenti. Se succedono cose inverse, nella catena di trasmissione di verifica l'opposto».

Sulla vittoria del derby . «Non ho festeggiato, ma sicuramente sono stato contento della prestazione della squadra, con carattere e capacità di riscossa- racconta ancora Lotito- È una squadra che, quando vuole giocare, si può confrontare alla pari con tutti. Ora lo abbiamo fatto e meritato con la Roma. Io non mi voglio arrogare nessun merito, è tutto frutto della squadra, scesa in campo con la mentalità e l'aggressività giusta, nel rispetto dei valori dello sport. Ripeto, venuti meno in determinati momenti e non per colpa nostra. Siamo partiti subito con la logica di fare un risultato positivo, ottenendo una prestazione eccellente, espressione di una ottima qualità. Tutto contro le critiche arrivate dall'ambiente esterno. Mi è piaciuto il carattere della squadra e la partecipazione. Siamo stati un corpo unico, un collettivo coeso, unito e determinato».

 

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