sabato 4 aprile 2009

CHIACCHIERATA CON LUCIANO DEL CHIEVO "IL CHIEVO RIMARRà IN A"


Luciano ex Eriberto gioca ora nel Chievo.

Luciano , sei punte nelle ultime due gare sono un bel passo avanti. Il Chievo è sulla strada buona per restare in A?

“S'ì lo spirito e la mentalità sono quelli giusti. L’importante adesso è non mollare : ci mancano 10 punti e dobbiamo farli il prima possibile”

Adesso però vi aspettano Juve e Milan , non proprio una passeggiata..

“Ma l’errore più grande sarebbe pensare di non avere chance contro le grandi. Anche un punto in due partite per noi potrebbe essere oro”

Qual è stato il momento della svolta?

“La sosta natalizia . Abbiamo avuto tempo per assimilare i concetti e gli schemi di Di Carlo e per riprenderci mentalmente da una serie di risultati negativi”

Che cosa le piace di Di Carlo?

“E’ un duro co le idee chiare.Crede tantissimo in quello che fa e non si è lasciato scoraggiare durante il primo periodo di difficoltà. Grazie a lui la squadra ha capito che la salvezza non era impossibile”

Con Del Neri faceva l’ala pura nel 4-4-2 , con Iachini la punta esterna nel 4-3-3 e adesso fa la mezz’ala destra nel 4-3-1-2. Come si trova in questa nuova posizione?

“Benissimo. E’ così che giocavo quando ero ancora in Brasile , mi piace molto. Ho più libertà e sto imparando a difendere di più”

Lei è arrivato al Chievo e, parte una parentesi di sei mesi all’Inter, è sempre rimasto a Verona . Che cosa ha di speciale questa società?

“Io qui ho trovato una famiglia. Da subito mi hanno colpito l’organizzazione , le cultura del lavoro e la sincerità”

Come si fa a trovare nuovi stimoli rimanendo sempre nello stesso ambiente?

“Gli stimoli te li danno le difficoltà. Io ho vissuto la gioia della promozione e l’amarezza della retrocessione. Qui al Chievo non c’è mai niente di scontato: ogni anno è una sfida, quello che hanno fatto fino a poco prima non esiste più. La monotonia non ci appartiene”

Lei ha un contratto con il Chievo fino al 2010. Ha già pensato al futuro?

“Mi piacerebbe giocare ancora qualche anno e poi, quando deciderò di smettere , vorrei continuare a lavorare con il Chievo, per ripagare la società di tutto ciò che ha fatto per me. Allenare no, non fa per me. Mi vedo più osservatore in Brasile , alla scoperta di nuovi talenti.

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