
Abbiati , la domanda è obbligatoria : nello scorso ottobre lei fu considerato un simbolo del fascismo: che cosa ne dice, quattro mesi dopo?
“Non dico più niente. Non tratto più questo argomento , perché sono stato dipinto per quello che non sono. Punto e basta. Faccio il mio mestiere nel migliore modo possibile. Parliamo di questo”
Delle sue scelte professionali controcorrente?
“Io le ho trovate naturali. Dopo due anni di panchina al Milan , in cui avevo giocato poco , non sono stato a guardare se il livello non era lo stesso. Ho il mio orgoglio , avevo bisogno di giocare a 26 anni.
La riteneva un’ingiustizia , dopo uno scudetto e tante partite da titolare
“No, avevo bisogno di fare il mio mestiere , senza stare a guardare gli altri dalla panchina. Andai volentieri al Genoa neopromosso”
E subito retrocesso in C per illecito : uno choc?
“Un’esperienza velocissima : il ritiro e tutti a casa. Milito l’ho conosciuto da avversario , in Spagna , e mi sono chiesto come mai i grandi club se lo siano lasciati scappare”
La Juve?
“L’occasione inattesa di tornare subito a grande livello. Vista dal di dentro , la nostra grande avversaria l’ho trovata molto simile al Milan. Ci ho vinto uno scudetto , anche se poi ce lo hanno tolto”
Per Calciopoli , mica per caso?
“Io sul campo non mi sono mai accorto di nulla di strano, si vede che sono rintrucillito”
Il Torino, dopo la Juve, è stata una scelta strana?
“Direi una scelta impulsiva , avevo tante offerte. Qualche insulto, nel primo mese, me lo sono preso, poi è andato tutto bene da questo punto di vista. Per il resto è andata come è andata : le persone a volte non appaiono per come veramente sono. E qui mi fermo”
Però non si fermò , all’epoca.
“No, andai a Madrid: decisione felicissima , per me e per la mia famiglia. Mi è piaciuto tutto , e dire che non ho gusti facili : l’ambiente, la tifoseria la città, la lingua. Madrid è stupenda , sicura , pulita. Nella Liga ho trovato meno pressione , squadre piccole che giocano aperte , poche polemiche e un altro modo di concepire il calcio. Una volta l’Atletico perse in casa 3-0 con un’avversaria di bassa classifica e io uscii tranquillamente a piedi con la borsa a spalla. In Italia sarebbe impensabile”
Morale?
“Mi sono pentito di non essere andato all’estero prima. E quando sono tornato e ho ritrovato la moviola sette giorni su sette e certe trasmissioni ossessive in tv , mi è venuta venuta un po’ di nostalgia”
Nessuna nostalgia , invece , della Nazionale?
“Donadoni l’ho sentito una sola volta , prima dell’europeo , ma aveva già fatto le sue scelte . Lippi non mi ha mai chiamato. Io non faccio polemiche , le mie quattro partite in azzurro e le tante tribune sono un bel ricordo. La gerarchia è chiara: Buffon e poi Amelia. Mi sembra meglio che vada un giovane a fare il terzo portiere . Io a un ritiro di dieci giorni , per poi andare in tribuna, preferisco gli allenamenti del Milan, per essere pronto in Campionato”
Questa è la sua migliore stagione?
“No. Mi sento più maturo fuori dal campo e più rodato in campo, grazie anche alle tante partite con l’Atletico. Però l’annata migliore fu la prima da titolare al Milan , a 21 anni : avevo meno responsabilità , ero più spensierato. Gol a parte : quando ne subisco uno , lo guardo e lo riguardo fino alle 4 di notte”
L’Inter le sta togliendo il sonno?
“No, ha 8 punti in più e il derby, per noi, è abbastanza decisivo. Ma dobbiamo e possiamo ripetere la vittoria dell’andata”
Lei ha un bel precedente : la semifinale di Champions 2003
“Tutti ricordano la parata di polpaccio su Kallon, io preferisco il mio derby , un 2-2. Entrare in campo e alzare gli occhi verso quella muraglia di milanesi è una sensazione unica”
A proposito , lei è cresciuto a Milano
“E fino a 12 anni sono stato interista , con Zenga come idolo. Poi ho iniziato a pensare al calcio giocato e alle ragazze. Quando cominciai al Milan , mio papà Luigi faceva il tifo per me. Ma domenica so che tiferà per l’Inter , mannaggia a lui. Loro penseranno al Manchester , ma solo dopo il derby”
Meglio il calcio italiano o quello inglese?
“Il calcio inglese sarà anche affascinante , ma il modo di giocare no: ogni 2” c’è un lancio. Per i calciatori è un altro discorso : Beckham mi ha stupito per la grinta, l’umiltà , la timidezza”
E Mourinho?
“Non so che reazione avrei, di fronte fronte al suo modo di rapportarsi ai giocatori , ma mi piace: è uno senza peli sulla lingua”
Julio Cesar – Abbiati è un duello decisivo?
“Lui è diventato uno tra i più forti del mondo , anche se il più forte resta Buffon e in Italia tra i giovani mi piace Marchetti. Però il derby lo decidono Ronaldinho e Ibrahimovic, non noi: quello del portiere , tra palloni zigzaganti e nuove regole , è diventato un ruolo più difficile. Ormai manca solo che ci incatenino alla porta”
Abbiati , lei crede al destino?
“Perché tutto è nato da un’espulsione di Sebastiano Rossi ? No: se le cose non accadono in un modo , succedono in un altro. Magari avrei fatto carriera da un’altra parte. Quello che è certo è che il mio obiettivo , adesso , è di chiuderla qui al Milan
1 commenti:
Anche io penso che quando le squadre sono così forti e così concentrate solo lo spunto di un campione può fare la differenza.
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