lunedì 12 gennaio 2009

INTERVISTA A MACALLI , PRESIDENTE DELLA LEGA PRO


Salve presidente.

“Qualcuno pensa che io sia vecchio e rimbambito , invece anche nel mio lavoro mi accorgo che non è così. Quindi vado avanti , pur sapendo di andare verso una stagione drammatica”

Da serie C a Lega Pro. A parte il nome cosa è cambiato?

“La nuova sede è importantissima , come tanti servizi per le società che la lega di A e B e la Dilettanti ci hanno copiato. Siamo proiettati nel futuro , restiamo i primi della classe: solo i nostri presidenti , veri benefattori , mettono i soldi nel calcio”

Come salvarsi dalla crisi?

“Noi diamo orientamenti , però rispettiamo le gestioni che fanno gli imprenditori nelle loro aziende. Vanno ridotti i costi , insostenibili per chiunque. Migliorare sui ricavi sarebbe bello, ma è impossibile”

Dovete convivere con un club fallito , il Pescara?

“Le regolarità del campionato è garantita. All’asta fallimentare sarà assegnata la società, ma non sono d’accordo che debba essere automatica l’assegnazione del titolo sportivo. Vorrebbe dire premiare presidenti non virtuosi. Com’è stato possibile iscrivere il Pescara , o a suo tempo il Messina , con milioni e milioni di debito?”

Ci saranno altri casi simili?

“Mi auguro di no , ma la vedo buona. Chi non ha pagato gli stipendi di settembre sarà penalizzato, per le contribuzioni c’è tempo ancora un mese, ma è un guaio serio. Perché ci sono società che mettono una pezza e basta. Il calcio rischia la fine dell’Alitalia: bisogna cambiare strategia, salvaguardiamo i presidenti”

Potrebbero saltare tante società , però lei ha fatto dietro-front sul blocco dei ripescaggi?

“Avevo chiesto che il blocco non influisse sul format dei campionati. Questo mondo va verso il fallimento , bloccare i ripescaggi non serve a niente , è come imbiancare una casa che sta crollando. Vanno premiati i club virtuosi , non chi fallisce o non rispetta le regole”

Votando no , ha fatto arrabbiare Abete , ma s’è ravvicinato a Campana.

“Non credo che qualcuno si sia arrabbiato. Campana? Non siamo d’accordo soltanto su certi argomenti , che gli sono stati venduti male: spero si decida a riscrivere l’accordo collettivo come ha fatto con la Lega di A e B”

Oggi è più arrabbiato con i dilettanti o con la B?

“In questo momento non serve arrabbiarsi. I dilettanti?Non mettiamoci le fette di salame sugli occhi, hanno costi esagerati. Piuttosto , ci sono altri club saliti in B che non vogliono pagarci la mutualità : bene , non saranno iscritti al prossimo campionato. Se avessero avuto la spalmatura dei contratti sarei stato contento per loro , ma siamo sicuri che avrebbero salvato le cose?

Parliamo delle rose a numero chiuso: quanti club hanno aderito?

“Credo 87 su 90. Ma il problema non è aderire o no , sono scelte aziendali. Se uno vuole diminuire i costi , faccia giocare gli under, altrimenti giochi pure con tutti over 21: non condivido, ma l’indicazione è questa. A gennaio faremo una verifica , dimostreremo che questa normativa paga , l’anno prossimo sarà ancora più rigida”

I giovani unica soluzione?

“Abbiamo società che hanno 150 spettatori e costi fissi , come minimo, di un milione di euro. Chiediamo: si può andare avanti così? I presidenti si devono divertire producendo qualcosa. Invece l’unica cosa che producono sono i debiti”

Ultima ferita aperta : le gare a porte chiuse

“Il botteghino è una delle poche risorse. ma le gare più importanti vengono vietate ai tifosi , è finita. Se ci sono le rapine in banca si dà la caccia ai rapinatori , non si chiudono le banche”

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