
Massa dopo i primi giri con la F60.
“Ci sono troppe novità , tra il Kers e l’aerodinamica. Direi che è andata bene , anche se non potrei definire questa giornata divertente”
In che senso?
“Quando i cambiamenti di regole sono radicali , come quest’anno , i primi giri in pista sono sempre difficili”
Tra le tante preoccupazioni , ve n’era una particolarmente forte?
“Il Kers. Un sistema nuovo per la Formula 1 , e per noi del tutto. Abbiamo cominciato a usarlo con cautela , aumentando via via l’intensità della potenza fornita. Altre cose avremo occasione di vederle nei prossimi test”
Ci sono state tante interruzioni nel lavoro , forse troppe
“il primo giorno è sempre così , serve per capire il funzionamento di motore, cambio , sospensioni , per verificare le temperature di esercizio e , soprattutto, in questo caso , per fare la conoscenza del Kers. E’ andata bene”
Tra Kers e flap regolabile saranno macchine più difficili da guidare?
“La difficoltà è adesso , in queste prime fasi, ma quando saremo in Australia per il primo Gp , tutto per noi piloti sarà diventato automatico. Un anno fa avvenne la stessa cosa con la cancellazione del controllo di trazione : ci furono anche polemiche , ma nel momento di correre ci eravamo abituati”
Il Mondiale perso a fine 2008 sarà il suo Kers , quello che darà un surplus di energia
“Per me e per noi tutti. Vedo come lavora la squadra, siamo motivati. E’ cambiato il modo di lavorare ma c’è sempre una bella atmosfera , c’è una spina forte che arriva dal presidente

Montezemolo e da Domenicali e che ci renderà migliori , di settimana in settimana”
Che sensazioni ha ? la F60 le consentirà di lottare per il Mondiale?
“Siamo all’inizio di un ciclo e non sarà facile , ma siamo convinti di poter essere competitivi”
Come se l’aspettava questa nuova Rossa?
“Nell’aereo che dal Brasile mi portava qui pensavo: da quel che ho visto in galleria dal vento sarà una macchina bruttina. E invece è meglio di quanto mi aspettassi , è molto bella nonostante le nuove regole aerodinamiche non aiutino in questo senso. Però intendiamoci : meglio brutta e veloce che bella e lenta. Alla fine , questo è ciò che conta”
Ha rivisto Hamilton dopo che le ha soffiato il Mondiale in Brasile?
“L’ho incontrato alle premiazioni Fia di fine anno, l’ho salutato e mi sono congratulato con lui perché era giusto farlo. Poi nel corso delle vacanze invernali ho ragionato , pensando a come trasformare in motivazione tutto quello che è successo. In fondo ho perso il titolo non perché non l’abbia meritato ma perché doveva finire in questo modo. Tutto qui. Ma io non mi guardo indietro , mai, se non per imparare dai giorni andati storti. E’ il caso di quella brutta vittoria a San Paolo : credo che mi abbia insegnato qualcosa”
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