
Due ani di contratto che lo porterà a correre fino a 39 anni. L’Aprilia è la sua squadra.
Biaggi si sente tornato a casa?
“In qualche modo sì, anche se tutto è cambiato. I motori, la tecnologia , le nuove frontiere della ricerca. L’Aprilia
ha un progetto che mi è piaciuto. Ecco perché sono qui”
Siete diventati i primi al mondo insieme , magari ci riuscirete di nuovo.
“Improbabile che accada subito. Non vedo una Casa che rientra dopo 6 anni arrivare e far man bassa. Però non restiamo seduti ad aspettare la buona sorte. L’Aprilia ha cominciato dodici mesi fa, io sono andato in pista due volte , c’è tanto da fare e così poco tempo. Ma sono certo che se ci mancherà qualcosa rimedieremo lungo la strada”
Due anni bastano per arrivare al top?
“Se un’azienda simile si butta a capofitto in un progetto. Nella categorie minori ha battuto una concorrenza eccellente. Io ci metto la mia voglia di guidare , di divertirmi. Parto dall’idea di vincere una corsa , prima di tutto. Se non sarà domani , sarà tra non molto. Co quattordici tappe e ventotto gare le possibilità non mancano. E’ il tempo per lo sviluppo a essere poco”
Visto quello che sta succedendo in MotoGp, la Superbike è il campionato giusto in cui correre?
“Di sicuro è un campionato che non rischia l’estinzione. Il migliore nel rapporto tra investimento e ritorno. Credo sia la formula vincente. E che nel giro di tre o quattro anni succederà qualcosa”

Prevede una fusione tra Superbike o MotoGp?
“Chi lo sa. Però se il Presidente della federazione internazionale parla di allontanarsi dai prototipi per avvicinarsi alle moto di serie, qualcosa in ballo c’è. I costi in MotoGp ormai sono lunari , l’economia punta in basso e non si può andare sempre controcorrente. La Kawasaki molla , la Honda tentenna , altri dimezzano il budget. Alla fine diventa una corsa a chi è meno acciaccato”
Insomma il massimo campionato è a rischio.
“Non finché qualcuno paga. Ma se la situazione non migliora anche quel qualcuno comincerà a riflettere”
E’ divertente guidare queste moto?
“Quanto le 500 e più della MotoGp. La differenza sta sostanzialmente nei venti chili in più e nelle gomme . Se con i prototipi arrivi a piegare a 60°, con le Superbike non puoi andare oltre i 50°. E poi devi staccare prima , per il peso e perché noi abbiamo freni in acciaio invece che in carbonio”
Se Valentino Rossi venisse a correre una gara in Superbike come lo accoglierebbe?
“In tutta serenità , perché vederlo in pista è sempre un piacere . Però non gli diano subito la moto migliore com’è accaduto spesso e volentieri. Venga con un bel mezzo di quelli che ti costringono a sudare”
Che cosa ti è mancato nelle ultime due stagioni?
“All’esordio in Superbike sono arrivato ad un soffio dal titolo benché non conoscessi molti dei circuiti aperti e non avessi mai guidato una Superbike. Lo scorso anno , con la Ducati, secondo me non c’è stata la volontà di sostenermi da pilota privato più di tanto non si può fare. Dopo tanti ani di corse mi ero illuso , ma in quelle condizioni neanche in Superbike è possibile vincere”
Vede analogie con quanto accaduto a Melandri?
“No, penso che nel suo caso sia subentrata la rassegnazione a forza di trovarsi sempre in retrovia. Mi spiace , perché Marco non è lento. Nel corso della carriera può accadere di trovarsi in una situazione simile . Purtroppo a lui è capitato nel momento peggiore possibile”
Chi è che non ha più voluto Biaggi in MotoGp?
“Domanda di riserva”
Eccola rimpianti?
“No. Nella mia peggiore stagione in MotoGp sono arrivato quinto perché mi è accaduta una cosa che non accade mai: si è rotta la moto. Poi ho letto che Ezpeleta, l’organizzatore de Mondiale, ha detto “Un campione come Biaggi non può chiudere la carriera in un team minore”. Era la risposta che cercavo. Semmai , sono ancora dispiaciuto per la squalifica del 1998 al Gran Premio Della Catalogna di Barcellona, al primo anno in 500. Stava arrivando un altro titolo mondiale per l’Italia. Non credo sia stato solo un errore”
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